Antlia - Apus
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Antlia

Nome italiano:  

Abbreviazione:          

Estensione:    

Macchina pneumatica

Ant

239° quadrati circa
a
: da 9h 25m a 11h 05m circa
d
: da -40° a -24° circa

 

E’ una costellazione del cielo australe, facilmente visibile dalla Sicilia ma di modesto interesse per l’astrofilo, dato che non contiene né stelle né nebulae cospicue. In effetti, a Antliae è soltanto di magnitudine 4,25, e si trova in una zona di cielo relativamente spoglia. Vi sono anche alcune deboli stelle doppie e alcune piccole galassie, eventualmente monitorabili per la ricerca di supernovae.

Le stelle

Le nebulae

La costellazione

Mappa (link esterno)

Confina a nord con l’Idra, ad ovest con la Bussola e le Vele, a sud sempre con le Vele, ad est con il Centauro. Culmina a mezzanotte alla fine di febbraio.

Nicolas-Louis de Lacaille battezzò questa costellazione (da lui stesso introdotta nel 1752) “Antlia” (Macchina pneumatica) in onore dell’invenzione di Robert Boyle[1].

 


Le Stelle

a (alfa) Ant

a: 10h 27m 09,1s; d: -31° 04’ 04”; p: 0,00890”; V: 4,28; MV: -0,5; spettro: K4III; B-V: 1,43; m: -0,09389”/+0,00963”; VR: +12,2 km/sec.; d: 360 a. l.; luminosità: 200; altre denominazioni: HIP 51172; HD 90610; HR 4104; SAO 201405.

Una stella di un bel colore mandarino, ma priva di particolare interesse. Si trova in un campo veramente desolato: l’unica altra stella visibile ad occhio nudo nei dintorni è la d Ant.

 

d (delta) Ant

a: 10h 29m 35,4s; d: -30° 36’ 26”; p: 0,00678”; V: 5,57; MV: 0,1; spettro: B9/B9,5V; B-V: -0,04; m: -0,03401”/+0,00244”; VR: +14,0 km/sec.; d: 480 a. l.; luminosità: 100; altre denominazioni: HIP 51376; HD 90972; HR 4118; SAO 201442; H 50.

Si tratta di una doppia, scoperta da W. Herschel. La separazione e il PA non sembrano essere cambiati dal momento della scoperta, e sono rispettivamente 11,0” e 226°. L’ultima misurazione effettuata è quella di Hipparcos (1991), che ha determinato con più precisione l’angolo di separazione in 10,95”. Le magnitudini individuali sono rispettivamente 5,58 e 9,65.

 

z1 (zeta1) Ant

a: 09h 30m 46,1s; d: -31° 53’ 22”; p: 0,00876”; V: 5,75; MV: 1,2; spettro: A0; B-V: 0,07; m: +0,02890”/-0,02088”; d: 370 a. l.; luminosità: 50; altre denominazioni: HIP 46657; HD 82383; HR 3781; SAO 200445; D 78.

Doppia, scoperta da John Dunlop nel 1836. La separazione di 8,0” è tuttora invariata, mentre il PA si è leggermente modificato, da 210° a 212° nel 1991. Le magnitudini individuali sono 6,20 e 6,80 e gli spettri, secondo il WDS, entrambi A1 V. Altre fonti riportano A9 IV per la compagna.

 

h 4249

a: 09h 48m 45,2s; d: -35° 01’ 13”; V: 7,32; MV: 2,1; spettro: A9IV/V; B-V: 0,29; m: -0,02900”/+0,00708”; d: 600 a. l.; luminosità: 30; altre denominazioni: HIP 48131; HD 85100; SAO 200758.

Doppia, scoperta da John Herschel nel 1836. La separazione di 4,3” al momento della scoperta si è mantenuta invariata, con una piccola variazione del PA: era 126° nel 1836, 122° nel 1991. Le magnitudini individuali sono rispettivamente 8,00 e 8,10: due bianche gemelle.

 

I 209

a: 10h 24m 25,0s; d: -38° 34’ 50”; V: 7,75; MV: 1,9; spettro: F2/F3IV; B-V: 0,34; m: -0,03394”/-0,01388”; d: 500 a. l.; luminosità: 15; altre denominazioni: HIP 50956; HD 90256; SAO 201362.

Doppia scoperta da Innes nel 1901. Al momento della scoperta la separazione era di 0,9” in PA 137°. Nel 1991 era salita a 1,30” in PA 128°. Le magnitudini individuali sono rispettivamente 8,40 e 8,60.

 

U Ant

a: 10h 35m 12,9s3; d: -39° 33’ 46”; p: 0,00390”; V: 5,50; spettro: C; B-V: 3,01; m: -0,04173”/+0,00329”; VR: +41,0 km/sec.; d: 830 a. l.; luminosità: 300; altre denominazioni: HIP 51821; HD 91793; HR 4153; SAO 201533.

U Antliae è una carbon star, una variabile irregolare, periodo circa 170 giorni; l’ampiezza delle variazioni, nel sistema fotometrico p (fotografico) va da magnitudine 8,1 a 9,7; il catalogo Tycho registra escursioni di magnitudine nel visuale tra 5,69 e 6,06 (B-V: 3,26); spettro  C5,3(Nb). Quasi impossibile localizzarla senza l’aiuto dei cerchi graduati.

 

B 2001

a: 10h 40m 51,6s; d: -35° 44’ 30”; p: 0,00469”; V: 6,36; spettro: G8/K0III +..; B-V: 0,92; m: -0,03277”/+0,00553”; d: 700 a. l.; luminosità: 100; altre denominazioni: HIP 52273; HD 92589; HR 4183; SAO 201631.

Doppia stretta, scoperta da W. H. van den Bos nel 1931. In circa 30 anni la separazione è scesa da 0,7” a 0,6”, sempre in PA 61°. C’è da aspettarsi che sia ulteriormente diminuita, e quindi al di là della portata di strumenti amatoriali. Le magnitudini individuali sono rispettivamente 6,50 e  8,70.


 

Le Nebulae

 

NGC2997

 

(Galassia spirale) a: 09h 45m 39,4s; d: -31° 11’ 28”; PA: 110°; V: 9,4; tipo: Sc I; N: 4VS; Ø: 4,1’; distanza: 13,8 Mpc; VR: +1.087 km/sec.

Un fioco bagliore con un piccolo nucleo più brillante. Vedi immagine sul web. Altra immagine (VLT).

 

NGC3223

 

(Galassia spirale) a: 10h 21m 36,0s; d: -34° 16’ 00”; PA: 135°; V: 11.0; tipo: Sb; N: D3; Ø: 4,1’ x 2,6’; distanza: 38,1 Mpc; VR: +2.893 km/sec.

Molto debole, orientata da nordovest a sudest, nucleo brillante ma diffuso. Vedi immagine sul web.

 

NGC3347

 

(Galassia spirale) a: 10h 42m 46,4s; d: -36° 21’ 14”; PA: 173°; V: 11,3; tipo: SBb; N: 4S; Ø: 4,4’ x 2,6’; VR: +3.008  km/sec.

Anche questa fa parte di un gruppetto di galassie: la più accessibile si trova a 10’ est e spostata un po’ a sud; è NGC3358: V: 11,4; 3,3’ x 1,9’; PA: 141°.  Vedi immagine sul web.


Apus

Nome italiano:

Abbreviazione:

Estensione:

Uccello del Paradiso

Aps

206° quadrati circa
a
: da 13h 40m a 18h 10m
circa
d
: -71° a -83°
circa

 

Piccola e insignificante costellazione australe, introdotta dai navigatori olandesi Pieter Keiser e Frederick de Houtman verso la fine del XVI. In seguito alle descrizioni e ai disegni dei due navigatori, Johann Bayer redasse nel suo splendido atlante le tavole delle costellazioni australi.

 

Posta a sud del Triangolo Australe, l’Uccello del Paradiso é formato da stelle di magnitudine 4 circa e non contiene oggetti celesti interessanti.

A nord confina col Pavone, l’Altare, il Triangolo Australe e il Compasso; ad ovest con la Mosca e il Camaleonte; a sud con l’Ottante,



[1] Fisico e chimico irlandese (1627-1691), dopo aver soggiornato all’estero, compresa l’Italia, ove conobbe le opere di Galileo, rientrò in Inghilterra e si dedicò completamente agli studi. Contribuì alla fondazione del Collegio filosofico da cui nacque la Royal Society. Costruì una macchina pneumatica con cui effettuò esperimenti sui gas e scoprì indipendentemente da Mariotte la legge che porta il nome di entrambi. Sono singolari e importanti i suoi studi di chimica in cui sono fissati i principali concetti della chimica moderna quali elemento, combinazione, miscuglio, ecc.

 

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