Antlia
Confina a nord con l’Idra, ad ovest con la Bussola e le Vele, a sud sempre con le Vele, ad est con il Centauro. Culmina a mezzanotte alla fine di febbraio. Nicolas-Louis de Lacaille battezzò questa costellazione (da lui stesso introdotta nel 1752) “Antlia” (Macchina pneumatica) in onore dell’invenzione di Robert Boyle[1].
Una stella di un bel colore mandarino, ma priva di particolare interesse. Si trova in un campo veramente desolato: l’unica altra stella visibile ad occhio nudo nei dintorni è la d Ant.
Si tratta di una doppia, scoperta da W. Herschel. La separazione e il PA non sembrano essere cambiati dal momento della scoperta, e sono rispettivamente 11,0” e 226°. L’ultima misurazione effettuata è quella di Hipparcos (1991), che ha determinato con più precisione l’angolo di separazione in 10,95”. Le magnitudini individuali sono rispettivamente 5,58 e 9,65.
Doppia, scoperta da John Dunlop nel 1836. La separazione di 8,0” è tuttora invariata, mentre il PA si è leggermente modificato, da 210° a 212° nel 1991. Le magnitudini individuali sono 6,20 e 6,80 e gli spettri, secondo il WDS, entrambi A1 V. Altre fonti riportano A9 IV per la compagna.
Doppia, scoperta da John Herschel nel 1836. La separazione di 4,3” al momento della scoperta si è mantenuta invariata, con una piccola variazione del PA: era 126° nel 1836, 122° nel 1991. Le magnitudini individuali sono rispettivamente 8,00 e 8,10: due bianche gemelle.
Doppia scoperta da Innes nel 1901. Al momento della scoperta la separazione era di 0,9” in PA 137°. Nel 1991 era salita a 1,30” in PA 128°. Le magnitudini individuali sono rispettivamente 8,40 e 8,60.
U Antliae è una carbon star, una variabile irregolare, periodo circa 170 giorni; l’ampiezza delle variazioni, nel sistema fotometrico p (fotografico) va da magnitudine 8,1 a 9,7; il catalogo Tycho registra escursioni di magnitudine nel visuale tra 5,69 e 6,06 (B-V: 3,26); spettro C5,3(Nb). Quasi impossibile localizzarla senza l’aiuto dei cerchi graduati.
Doppia stretta, scoperta da W. H. van den Bos nel 1931. In circa 30 anni la separazione è scesa da 0,7” a 0,6”, sempre in PA 61°. C’è da aspettarsi che sia ulteriormente diminuita, e quindi al di là della portata di strumenti amatoriali. Le magnitudini individuali sono rispettivamente 6,50 e 8,70.
Un fioco bagliore con un piccolo nucleo più brillante. Vedi immagine sul web. Altra immagine (VLT).
Molto debole, orientata da nordovest a sudest, nucleo brillante ma diffuso. Vedi immagine sul web.
Anche
questa fa parte di un gruppetto di galassie: la più accessibile si trova a
10’ est e spostata un po’ a sud; è NGC3358: V: 11,4; 3,3’ x 1,9’; PA:
141°.
Apus
Posta a sud del Triangolo Australe, l’Uccello del Paradiso é formato da stelle di magnitudine 4 circa e non contiene oggetti celesti interessanti. A nord confina col Pavone, l’Altare, il Triangolo Australe e il Compasso; ad ovest con la Mosca e il Camaleonte; a sud con l’Ottante,
[1]
Fisico e chimico irlandese (1627-1691), dopo aver soggiornato all’estero,
compresa l’Italia, ove conobbe le opere di Galileo, rientrò in
Inghilterra e si dedicò completamente agli studi. Contribuì alla
fondazione del Collegio filosofico da cui nacque la Royal Society. Costruì
una macchina pneumatica con cui effettuò esperimenti sui gas e scoprì
indipendentemente da Mariotte la legge che porta il nome di entrambi. Sono
singolari e importanti i suoi studi di chimica in cui sono fissati i
principali concetti della chimica moderna quali elemento, combinazione,
miscuglio, ecc.
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