Bootes
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Nome italiano:

Abbreviazione:

Estensione:

Boote (il Bovaro, il Bifolco)  

Boo

907° quadrati circa
a: da 13 40m a 15h 50m circa
d: da +7° a +55° circa

 

Boote é una costellazione facilmente riconoscibile, con la sua caratteristica sagoma simile a quella di un grande aquilone, dominato dalla splendente Arturo, una delle stelle più brillanti del cielo. Ricca di stelle di stelle interessanti, é invece povera di nebulae piuttosto cospicue.

Le stelle

Le nebulae

La costellazione

Mappa (link esterno)

A nord la costellazione confina con il Dragone e con l’Orsa Maggiore, ad est continua l’Orsa Maggiore, poi i Cani da Caccia, la Chioma di Berenice e la Vergine; a sud ancora la Vergine, ad est la Testa del Serpente, la Corona Boreale, Ercole. La culminazione ha luogo a maggio.

I miti legati a questa costellazione, alla figura di Bootes sono diversi. Una di queste identifica il personaggio (che generalmente viene raffigurato come un tipo rustico che impugna una mazza o una lancia) con Arcade, figlio di Callisto. Qualche volta é raffigurato con due cani al guinzaglio intenti a dare la caccia all’Orsa Maggiore intorno al polo: ma questa non può che essere una raffigurazione recente, dato che la costellazione dei Canes Venatici é stata introdotta soltanto nel XVII secolo, da Hevelius.

Il nome Boote potrebbe derivare anche da un termine greco che significa “rumoroso”, “urlante”, riferito alle grida di un mandriano verso i suoi animali.  Boote é in qualche caso detto “l’Aratore”, perché la costellazione é vicina al Gran Carro, che é visto anche come un aratro. Così Bootes potrebbe commemorare l’inventore dell’aratro, che Zeus (Giove) avrebbe posto in cielo per volere di Demetra, dea dell’agricoltura.

L’associazione del Gran Carro con l’Orsa Maggiore porta ad identificare Bootes con la storia di Zeus che seduce Callisto, la quale fu tramutata in orsa a causa della gelosia di Hera (Giunone). Callisto era la figlia del re Licaone d’Arcadia. Essa partorì il figlio Arcade quale frutto del suo rapporto con Zeus. Zeus fu invitato a pranzo dal padre della sua amante. Il re non era sicuro che il suo ospite fosse effettivamente il sommo dio Zeus. Così, egli sottopose il suo invitato ad un test piuttosto macabro. Licaone fece a pezzi il giovane Arcade, figlio di Zeus, e lo servì al dio stesso come pietanza per il pranzo. Ovviamente Zeus comprese subito ciò che era successo. Egli scagliò i suoi fulmini per uccidere i figli di Licaone, e quindi trasformò lo stesso Licaone in un lupo. Quindi rimise assieme i pezzi di Arcade e lo resuscitò. Arcade fu dato da allevare alla Pleiade Maia. (Ovviamente non poteva essere allevato dalla propria madre, dato che Callisto a quel tempo andava vagando per la foresta sotto forma di orsa).

Più tardi, divenuto adolescente, Arcade, cacciando nella foresta, incontrò Callisto. Naturalmente non la riconobbe: e da buon cacciatore, ebbe subito desiderio di uccidere la grande orsa e prenderne la pelliccia come trofeo. Callisto fuggì per i boschi fino al tempio di Zeus, con Arcade sempre appresso, implacabile. Dal suo tempio, Zeus spedì Callisto e suo figlio in cielo, dove Callisto divenne l’Orsa Maggiore e Arcade divenne Bootes, conduttore di orsi.

Un altro mito identifica Bootes con Icario, celebre per aver ricevuto in dono dal dio Dioniso (Bacco) il segreto della produzione del vino. Icario fu ucciso dai contadini che, dopo essersi ubriacati con la nuova bevanda, si convinsero che egli li aveva avvelenati col suo vino. Maera, il fedele cane di Icario, corse a casa latrando di dolore e guidò la figlia di Icario ai miseri resti del padre. La povera Erigone, sopraffatta dal dolore, si impiccò. Gli dei ebbero pietà della famiglia di Icario e portarono in cielo tutti e tre come costellazioni: Icario divenne Bootes, Erigone la Vergine, e Maera il Cane Minore.

 

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