Centaurus - Crux
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Centaurus

Nome italiano:

Abbreviazione:          

Estensione:

Centauro

Cen

1060° quadrati circa
a: da 11h a 15h circa
d: da -65° a -30° circa

 

Malgrado la sfavorevole declinazione, alcuni cospicui oggetti della costellazione del Centauro sono in qualche modo osservabili dalla Sicilia: in ciò molto ci aiutano i moderni dispositivi CCD: con questi anche dal centro di una città come Palermo é possibile ottenere splendide immagini digitali di oggetti elevati sull’orizzonte di non più di 10°. Anche alle latitudini siciliane solo una modesta parte dei 1060° quadrati di questa costellazione sono accessibili. Così rimane sotto l’orizzonte, tra l’altro, a Centauri, una delle stelle più brillanti del cielo e, tra quelle visibili ad occhio nudo, la più vicina a noi.

Le stelle

Le nebulae

La costellazione

Mappa (link esterno)

I Centauri erano esseri metà uomini e metà cavalli. Erano una razza rissosa e incivile, amante del bere. Anche il Sagittario é un centauro, ma la costellazione del Centauro rappresenta un particolare centauro, il più illustre della sua specie: Chirone. Chirone era assai diverso dagli altri centauri. Ed era divenuto centauro per caso; era stato concepito quando suo padre Crono (Saturno), il sommo dio della vecchia stirpe dei Titani, aveva sedotto la ninfa del mare Filyra. Quando i due vennero sorpresi da Rhea, moglie di Crono, il colpevole marito si trasformò in cavallo per sfuggire la collera della moglie. Come conseguenza della metamorfosi di Crono, il figlio concepito con Filyra divenne esso stesso per metà cavallo. Diversamente dagli altri centauri, Chirone era saggio e dotto. Fu un eccellente maestro nelle arti sia civili che militari. La grotta di Chirone divenne un’istituzione nell’educazione dei giovani eroi greci. Fu Chirone ad allevare sia Giasone che Achille. E fu Chirone il maestro di Asclepio, che é rappresentato in cielo da Ofiuco, il Serpentario. La morte di Chirone avvenne in seguito alla visita che Ercole fece al centauro Polo. Il fatto che costui avesse offerto all’eroe una coppa attinta dal tino del vino dei centauri fu causa di una rissa nella tribù dei centauri. I centauri attaccarono Ercole, che li sbaragliò con le frecce scagliate dal suo enorme arco.  Una freccia accidentalmente trafisse il  ginocchio di Chirone, che aveva tentato di far da paciere. Le frecce di Ercole erano avvelenate con il sangue dell’Idra. Così, a causa della ferita della freccia, Chirone morì, e fu posto in cielo per l’eternità.


Crux

Nome italiano:

Abbreviazione: 

Estensione:  

 

Le stelle

Croce del Sud

Cru

68° quadrati circa
a: da 12h a 13h circa
d: da -55° 30’ a -64° 40’ circa

Le nebulae

La Croce del Sud è la più piccola costellazione del cielo australe, e tuttavia ne è la più nota e ammirata, al punto da essere raffigurata nelle bandiere di numerosi paesi. Il suo braccio più lungo, che punta verso sud, è stato per secoli usato come bussola dai navigatori.

Come costellazione autonoma esiste dal XVII sec.: prima faceva parte del Centauro.

Mappa (link esterno)


 

Le Stelle 

 

a (alfa) Cru

Acrux

a: 12h 26m 35,9s; d: -63° 05’ 57”; p: 0,01017”; V: 0,77; spettro: B0,5IV; m: -0,07817”/-0,01473”; VR: +11,2 km/sec.; d: 320 a. l.; luminosità: 3.800; altre denominazioni: HIP 60718; HD 108248; HR 4730; SAO 251904.

Oltre ad essere la 14a stella del cielo per splendore, si tratta di una delle più brillanti e belle stelle doppie. Secondo Allen fu scoperta come doppia da alcuni missionari gesuiti mandati dal re Luigi XIV in Siam nel 1685. I due membri sono entrambi stelle “all’elio” di tipo B, rispettivamente 3.000 e 1.900 volte più luminose del Sole (MV: -4,2 e –3,2); a loro volta sembrano essere binarie spettroscopiche. La coppia visuale è separata di circa 4,5” ed ha un moto orbitale molto lento: il solo cambiamento certo nelle relative posizioni è nella separazione, che nel 1825 era di 5,4”; il PA, se è cambiato,è cambiato di pochissimo.  

b (beta) Cru

Mimosa

a: 12h 47m 43,2s; d: -59° 41’ 19”; p: 0,00925”; V: 1,25; MV: -5,0; spettro: B0,5III; B-V: 0,24; m: -0,09558”/-0,01282”; VR: +15,6 km/sec.; d: 350 a. l.; luminosità: 3.000; altre denominazioni: HIP 62434; HD 111123; HR 4853; SAO 24025.

Mimosa, chiamata anche in qualche occasione Becrux, è la 20a stella del cielo in ordine di splendore, e segna l’estremità del braccio orientale della Croce del Sud. E’ una variabile del tipo b Cep, con un’ampiezza di variazione di 0,08 magnitudini (da 1,23 a 1,31) in un periodo di 0,2365072 giorni. Ha una debole compagna, separata di 44,3” in PA 322° (V: 11.40); fu scoperta da R. T. Innes nel 1901 e probabilmente non è una vera compagna fisica. Lo splendido ammasso galattico NCG4755, lo Scrigno dei Gioielli, si trova 1° a sudest. Splendido campo per i binocoli.  

g (gamma) Cru

Gacrux

a: 12h 31m 09,9s; d: -57° 06’ 48”; p: 0,03709”; V: 1,59; MV: -0,9; spettro: M4III; B-V: 1,59; m: +0,05146”/-0,26433”; VR: +21,3 km/sec.; d: 88 a. l.; luminosità: 135; altre denominazioni: HIP 61084; HD 108903; HR 4763; SAO 240019; D 124.

Gacrux occupa il 28o posto tra le stelle in ordine di splendore, e segna l’estremità settentrionale della Croce del Sud. E’ una gigante rossa di MV –2.5. Viene riportata una compagna (V: 6,39; spettro: A3 V), che nel 1826 si trovava a 93,1” in PA 42° e nel 1919 a 111” in PA 31°. Si tratta della stella HR 4764 (HD 108925, SAO 240022). Ma non è una compagna fisica, e nel tempo va allontanandosi sempre più da Gacrux: il suo moto proprio è infatti molto inferiore a quello della primaria.

 

d (delta) Cru

a: 12h 15m 08,7s; d: -58° 44’ 56”; p: 0,00896”; V: 2,79; MV: -3,0; spettro: B2IV; B-V: -0,23; m: -0,07070”/-0,01072”; VR: +22,2 km/sec.; d: 360 a. l.; luminosità: 770; altre denominazioni: HIP 59747; HD 106490; HR 4656; SAO 239791.

E’ la stella che marca l’estremità occidentale della Croce del Sud. Come Mimosa, è una variabile del tipo b Cep, con ampiezza di variazione da 2,78 a 2,84 in un periodo di 0,151038 giorni.  

e (epsilon) Cru

a: 12h 21m 21,6s; d: -60° 24’ 04”; p: 0,01430”; V: 3,59; MV: -0,1; spettro: K3/K4III; B-V: 1,42; m: -0,34633”/+0,09182”; VR: -4,6 km/sec.; d: 228 a. l.; luminosità: 145; altre denominazioni: HIP 60260; HD 107446; HR 4700; SAO 251862.

E’ la stella più brillante della costellazione dopo le quattro principali che formano la Croce vera e propria. E’ una gigante gialla, che in un binocolo offre un bel contrasto col biancoazzurro di Acrux e di g Cru.

 


 

Le Nebulae 

 

NGC4103

(Ammasso aperto) a: 12h 06m 42,0s; d: -61° 15’ 00”; d: 1.200 pc; stelle: 45; V: 7,4; Ø: 7,0’; classe: I 3 m; Br: 10,0; Spec.: OB; età: 22 milioni di anni.

Bell’oggetto anche per un binocolo, posto 2° scarsi a nord (e spostato appena un po’ ad est) della cefeide (V:  4,7) q2 Cru. Vedi immagine sul web.

 

NGC4349

(Ammasso aperto) a: 12h 24m 30,0s; d: -61° 54’ 00”; d: 1.700 pc; stelle: 30; V: 7,4; Ø: 16,0’; classe: I 2 m; Br: 10,9; Spec.: B8; età: 220 milioni di anni.

Si trova 75’ a nord-nordovest di Acrux (a Cru; spettro: B0; V: 0,77); bell’oggetto, benché non risolto, anche per un binocolo. Circa 15’ a nord c’è la variabile cefeide R Cru (periodo 5,82 giorni, ampiezza di variazione: V da 6,4 a 7,2). Vedi immagine sul web.

 

Sacco di Carbone 

(Nebulosa diffusa) a: 12h 53m 00,0s; d: -63° 00’ 00 “; Ø: 400,0’; tipo: 3? Ir.

Grande nube visibile ad occhio nudo  di polveri oscure e gas, proiettata sullo sfondo della Via Lattea proprio a sudest della Croce del Sud. Contiene tra i suoi confini l’ammasso aperto NGC4609, e lo Scrigno dei Gioielli, NGC4755, si trova appena al di là del suo confine settentrionale. Grande area per i binocoli. Vedi una piccola immagine sul web e, sempre sul web, una mappa della posizione..

 

NGC4755

(Ammasso aperto) a: 12h 53m 36,0s; d: -60° 21’ 00”; d: 2.340 pc; stelle: 30; V: 4,2; Ø: 10,0’; classe: I 3 r; Br: 5,8; Spec.: B2; VR: -18 km/sec.; età: 7.1 milioni di anni.

Immagine sul web.

Chiamato anche lo Scrigno dei Gioielli o Ammasso di k Crucis, questo spettacolare ammasso, splendido nei binocoli e nei piccoli telescopi, si trova ad 1° sudest di Mimosa (b Cru; spettro: B0; V: 1,2). Ricco e compatto, è composto soprattutto da brillanti supergiganti azzurre, tra cui spicca appunto la k Cru (spettro: B5 Ia; V: 5,9).

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