Si trova a sud di Miaplacidus (b Car) e a nord dell’Ottante, la costellazione del Polo Sud celeste. E’ una delle costellazioni ispirate ad animali che all’epoca erano stati da poco scoperti o comunque esotici, quali il Camaleonte appunto, l’Uccello del Paradiso, il Tucano, il Pavone, il Dorado. La sua stella più luminosa, la a, è una facile doppia ed è appena di 4a magnitudine.
Forma una bella doppia ottica con la d2, da cui è separata di 4,5’ in PA 340° (considerando primaria d2): le due stelle, splendide in un binocolo, offrono un accattivante contrasto di colori tra l’azzurro della primaria e il giallo dorato della d1. Quest’ultima è però, a sua volta, una doppia estremamente difficile. Formata da due stelle praticamente gemelle, separate di 0,78” in PA 84° (i dati sono di Hipparcos e risalgono al 1991, ma non c’è stata una gran variazione dall’inizio del XX secolo).
Ci è capitato di consultare un manuale che invitava ad usare questa doppia come test per telescopi medio-grandi, attribuendole una separazione di 0,9” in PA 188°. L’autore non aveva fatto i conti con il moto discretamente rapido ed i parametri orbitali del sistema: infatti, dalla separazione di 1,7” in PA 178° misurata da John Herschel nel 1835, siamo scesi nel 1991, stando ai dati forniti dalla missione Hipparcos, ad una separazione di 0,45” in PA 203°. Con simili condizioni un telescopio medio-grande è sicuramente insufficiente, e serve anche un seeing decisamente eccezionale.
Piccola macchia biancastra sfocata a non più di 1’ sudest da una stella di magnitudine 8,5; si trova quasi esattamente a metà strada tra la larga e suggestiva doppia visuale ottica d1-2 Cha e la biancoazzurra (spettro B5) z Cha (V: 5).
Circinus
Lacaille dedicò la costellazione al compasso usato dai topografi e le mise accanto un altro dei loro strumenti, la squadra (Norma). Il Compasso può essere individuato appena a sudest della luminosissima Rigil Kentaurus (a Cen): la stella più brillante della costellazione, la a Cir, di magnitudine 3,18, si trova a 4° sud (e spostata appena un po’ ad est) di quella splendida stella gialla.
Stella
doppia abbastanza facile: la separazione, al momento della scoperta (1837, J.
Dunlop) era di 15,6” e non è finora mutata, mentre il PA è sceso da 244° a
227°. Le magnitudini individuali sono, rispettivamente, 3,18 e 8,47. Lo
spettro, come si può vedere, è abbastanza peculiare (è stato riportato però
anche F1 Vp), ricco di righe metalliche, e la primaria è sospettata di
variabilità, probabilmente del tipo a2
CVn.
Doppia larga e adatta all’osservazione binoculare. La separazione (68,0”) e il PA (106°) sono rimasti invariati dal momento della scoperta (1872) il che, unito alla differenza di parallasse rilevata da Hipparcos per le due stelle, porta a dedurre che si tratti di un allineamento prospettico e non di un sistema fisico. Sia come sia, il contrasto di colore tra le due stelle (biancoazzurra la primaria e giallo dorato la compagna, di spettro K2III) le rende uno spettacolo accattivante. Le magnitudini individuali sono, rispettivamente, 6,10 e 7,60. La primaria è una variabile del tipo b CMa.
Brillante fuso argenteo, posto proprio nel bel mezzo di un denso campo della Via Lattea, non lontano (soltanto 4°) dall’equatore galattico, 1,5’ a nord-nordest di una stella di 10a magnitudine. Può apparire strano il fatto che questa piccola galassia risulti così brillante sebbene vista attraverso la cortina di polveri, gas e campi stellari del disco della Via Lattea; ma la bassa velocità radiale ci suggerisce che si tratta di uno dei vicini più prossimi della nostra Galassia. Comunque è un bersaglio piuttosto difficile per in nostri strumenti, e per un cercatore di supernovae potrebbe risultare difficile separarne una rispetto alle stelle dello sfondo.
Gruppetto abbastanza compatto di deboli stelle, 3,3° a nord e un po’ ad est di Rigil Kentaurus (a Cen; V: –0,01; spettro: G2).
Bipolare, orientata per est-ovest, si trova 1,5° ad est di d Cir (spettro: O8,5; V: 5). Necessario il filtro nebulare e almeno 200 ingrandimenti.
Gruppo piuttosto grande e concentrato, facilmente osservabile con binocoli. Si trova un po’ più di 1° a sud del molto più grande ammasso NGC5822 (nel Lupo).
Si trova
30’ a sud-sudest dalla planetaria che abbiamo visto prima, la PK
318-2.1, della quale è un po’ più cospicua,
tanto da poter facilmente essere osservata a 200 ingrandimenti e con un filtro
nebulare (ovviamente il telescopio non deve essere troppo piccolo). Si localizza
facilmente a partire dalla d
Cir: da questa dirigersi sulla stretta doppia I 329 (0,9” di separazione in PA
339° nel 1991, spettro B5, V: 6,3), che si trova a 30’ sudovest della d.
La planetaria si trova ad ovest della doppia, giusto ad 8 minuti di ascensione
retta.
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