Chamaeleon - Circinus
Home ] Su ] Andromeda ] Antlia - Apus ] Aquila ] Aquarius ] Ara - Caelum ] Aries ] Auriga ] Bootes ] Camelopardalis ] Carina ] Cassiopeia ] Centaurus - Crux ] Cepheus ] Cetus ] [ Chamaeleon - Circinus ] Canis Major ] Canis Minor - Capricornus ] Cancer ] Columba - Lepus ] Coma Berenices ] Cor. Australis - Borealis ] Corvus - Crate ] Canes Venatici ] Cygnus ] Delphinus - Equuleus ] Dorado ] Draco ] Eridanus ] Fornax - Grus ] Gemini ] Hercules ] Horologium-Hydrus ] Hydra ] Indus - Lacerta ] Leo - L. Minor ] Libra - Lynx ] Lupus - Norma ] Lyra ] Mensa - Microscopium ] Monoceros ] Musca - Octans ] Ophiuchus ] Orion ] Pavo - Phoenix ] Pegasus ] Perseus ] Pictor - Pyxis ] P. Austrinus - Tucana ] Pisces ] Puppis ] Reticulum - Sextans ] Sculptor ] Scorpius ] Scutum ] Serpens ] Sagitta - Vulpecula ] Sagittarius ] Taurus ] Telescopium ] Triangulum - Tr.  Australe ] Ursa Major ] Ursa Minor ] Vela - Volans ] Virgo ]

 

 

 

Chamaeleon

 

Nome italiano:

Abbreviazione: 

Estensione:

Camaleonte

Cha

132° quadrati circa
a: da 07h 30m a 14h circa
d: da -76° a -83° circa

Il Camaleonte é una piccola costellazione circumpolare australe, che fu introdotta tra il 1595 e il 1597 dai navigatori olandesi Pieter Geyser e Frederick de Houtman, e compare per la prima volta nella bellissima Uranometria di Johann Bayer del 1603. 

 

Le stelle

Le nebulae

La costellazione

Mappa (link esterno)

Si trova a sud di Miaplacidus (b Car) e a nord dell’Ottante, la costellazione del Polo Sud celeste.

E’ una delle costellazioni ispirate ad animali che all’epoca erano stati da poco scoperti o comunque esotici, quali il Camaleonte appunto, l’Uccello del Paradiso, il Tucano, il Pavone, il Dorado.

La sua stella più luminosa, la a, è una facile doppia ed è appena di 4a magnitudine.


 

Le Stelle 

 

d1 (delta1) Cha

a: 10h 45m 15,7s; d: -80° 28’ 11”; p: 0,00921”; V: 5,46; MV: 0,2; spettro: K0III; B-V: 0,95; m: -0.10509”/-0.03030”; VR: +10.7 km/sec.; d: 350 a. l.; luminosità: 65: altre denominazioni: HIP 52595; HD 93779; HR 4231; SAO 258592; I 294.

Forma una bella doppia ottica con la d2, da cui è separata di 4,5’ in PA 340° (considerando primaria  d2): le due stelle, splendide in un binocolo, offrono un accattivante contrasto di colori tra l’azzurro della primaria e il giallo dorato della d1. Quest’ultima è però, a sua volta, una doppia estremamente difficile. Formata da due stelle praticamente gemelle, separate di 0,78” in PA 84° (i dati sono di Hipparcos e risalgono al 1991, ma non c’è stata una gran variazione dall’inizio del XX secolo).

e (epsilon) Cha

a: 11h 59m 37,3s; d: -78° 13’ 19”; p: 0,00895”; V: 4,88; MV: 0,2; spettro: B9Vn; B-V: -0,06; m: -0.20203”/-0.00848”; VR: +13.0 km/sec.; d: 360 a. l.; luminosità: 115; altre denominazioni: HIP 58484; HD 104174; HR 4583; SAO 256894; h 4486.

Ci è capitato di consultare un manuale che invitava ad usare questa doppia come test per telescopi medio-grandi, attribuendole una separazione di 0,9” in PA 188°. L’autore non aveva fatto i conti con il moto discretamente rapido ed i parametri orbitali del sistema: infatti, dalla separazione di 1,7” in PA 178° misurata da John Herschel nel 1835, siamo scesi nel 1991, stando ai dati forniti dalla missione Hipparcos, ad una separazione di 0,45” in PA 203°. Con simili condizioni un telescopio medio-grande è sicuramente insufficiente, e serve anche un seeing decisamente eccezionale.

 

Le Nebulae 

 

NGC3195 

(Nebulosa planetaria) a: 10h 09m 30,2s; d: -80° 51’ 48”; classe: 3; Ø: 40,0” x 30,0”.

Immagine sul web.

Piccola macchia biancastra sfocata a non più di 1’ sudest da una stella di magnitudine 8,5; si trova quasi esattamente a metà strada tra la larga e suggestiva doppia visuale ottica d1-2 Cha e la biancoazzurra (spettro B5) z Cha (V: 5).


 

Circinus

Nome italiano: 

Abbreviazione:

Estensione:

Compasso

Cir

93° quadrati circa
a: da 13h 40m a 15h 30m circa
d: da -55° 25’ a -70° 45’ circa

Il Compasso è una delle costellazioni più piccole e insignificanti. Come diverse altre, fu introdotta da Lacaille durante la sua spedizione a Città del Capo del 1751-1752, più che altro per determinare una piccola regione di cielo, abbastanza spoglia, che non veniva ascritta con precisione a nessuna delle costellazioni confinanti.

Le stelle

Le nebulae

La costellazione

Mappa (link esterno)

Lacaille dedicò la costellazione al compasso usato dai topografi e le mise accanto un altro dei loro strumenti, la squadra (Norma).

Il Compasso può essere individuato appena a sudest della luminosissima Rigil Kentaurus (a Cen): la stella più brillante della costellazione, la a Cir, di magnitudine 3,18, si trova a 4° sud (e spostata appena un po’ ad est) di quella splendida stella gialla.


Le Stelle 

a (alfa) Cir

a: 14h 42m 30,4s; d: -64° 58’ 31”; p: 0,06097”; V: 3,18; MV: 1,6; spettro: ApSrEuCr; B-V: 0,24; m: -0,45539”/-0,23407”; VR: +13,0 km/sec.; d: 53 a. l.; luminosità: 12; altre denominazioni: HIP 71908; HD 128898; HR 5463; SAO 252853; D 166.

Stella doppia abbastanza facile: la separazione, al momento della scoperta (1837, J. Dunlop) era di 15,6” e non è finora mutata, mentre il PA è sceso da 244° a 227°. Le magnitudini individuali sono, rispettivamente, 3,18 e 8,47. Lo spettro, come si può vedere, è abbastanza peculiare (è stato riportato però anche F1 Vp), ricco di righe metalliche, e la primaria è sospettata di variabilità, probabilmente del tipo a2 CVn.  

D 169

a: 14h 45m 10.9s; d: -55° 36’ 07”; p: 0,00189”; V: 6,10; spettro: B2 III; m: -0,01145”/-0,00772”; VR: -6.4 km/sec.; d: 1.700 a. l.; luminosità: 800; altre denominazioni: HIP 72121; HD 129557; HR 5488; SAO 241971.

Doppia larga e adatta all’osservazione binoculare. La separazione (68,0”) e il PA (106°) sono rimasti invariati dal momento della scoperta (1872) il che, unito alla differenza di parallasse rilevata da Hipparcos per le due stelle, porta a dedurre che si tratti di un allineamento prospettico e non di un sistema fisico. Sia come sia, il contrasto di colore tra le due stelle (biancoazzurra la primaria e giallo dorato la compagna, di spettro K2III) le rende uno spettacolo accattivante. Le magnitudini individuali sono, rispettivamente, 6,10 e 7,60. La primaria è una variabile del tipo b CMa.

Le Nebulae 

ESO 097-G013

Circinus Dwarf

(Galassia spirale) a: 14h 13m 09,8s; d: -65° 20’ 18”; PA: 40°; V: 10,6; B-V: 1,46; tipo: Sb; Ø: 3,2’ x 1,2’; VR: +380 km/sec.  

Immagine sul web.

Brillante fuso argenteo, posto proprio nel bel mezzo di un denso campo della Via Lattea, non lontano (soltanto 4°) dall’equatore galattico, 1,5’ a nord-nordest di una stella di 10a magnitudine. Può apparire strano il fatto che questa piccola galassia risulti così brillante sebbene vista attraverso la cortina di polveri, gas e campi stellari del disco della Via Lattea; ma la bassa velocità radiale ci suggerisce che si tratta di uno dei vicini più prossimi della nostra Galassia. Comunque è un bersaglio piuttosto difficile per in nostri strumenti, e per un cercatore di supernovae potrebbe risultare difficile separarne una rispetto alle stelle dello sfondo.

NGC5715 

(Ammasso aperto) a: 14h 43m 24,0s; d: -57° 33’ 00; stelle: 30; V: 9,8; Ø: 6,0’; classe: II 2 m; Br: 11,0.

Gruppetto abbastanza compatto di deboli stelle, 3,3° a nord e un po’ ad est di Rigil Kentaurus (a Cen; V: –0,01; spettro: G2).

PK 318-2.1

(Nebulosa planetaria) a: 15h 04m 08,6s; d: -60° 53’ 17”; V: 11,1; Ø: 30,0” x 24,0”; VR: -37 km/sec.

Bipolare, orientata per est-ovest, si trova 1,5° ad est di d Cir (spettro: O8,5; V: 5). Necessario il filtro nebulare e almeno 200 ingrandimenti.

NGC5823 

(Ammasso aperto) a: 15h 05m 42,0s; d: -55° 36’ 00; d: 700 pc; stelle: 100; V: 7,9; Ø: 10,0’; classe: III 2 m; Br: 9,7; Spec.: F0; età: 200 milioni di anni.  

Immagine sul web.

Gruppo piuttosto grande e concentrato, facilmente osservabile con binocoli. Si trova un po’ più di 1° a sud del molto più grande ammasso NGC5822 (nel Lupo).

 

PK 318-2.2 

(Nebulosa planetaria) a: 15h 06m 01,9s; d: -61° 21’ 24”; V: 10,6; Ø: 45,0”.

Si trova 30’ a sud-sudest dalla planetaria che abbiamo visto prima, la PK 318-2.1, della quale è un po’ più cospicua, tanto da poter facilmente essere osservata a 200 ingrandimenti e con un filtro nebulare (ovviamente il telescopio non deve essere troppo piccolo). Si localizza facilmente a partire dalla d Cir: da questa dirigersi sulla stretta doppia I 329 (0,9” di separazione in PA 339° nel 1991, spettro B5, V: 6,3), che si trova a 30’ sudovest della d. La planetaria si trova ad ovest della doppia, giusto ad 8 minuti di ascensione retta.  

 

Home ] Su ]