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Corvus
Confina ad est e a nord con la Vergine, ad ovest con la Coppa e a sud con l’Idra. Possono risultare di un qualche interesse per l’astrofilo un paio di stelle doppie, una variabile ed un curioso oggetto celeste, che per la verità necessita di strumenti piuttosto potenti per poter essere osservato: la coppia di galassie soprannominata le Antenne, simile nelle fotografie a lunga posa ad un enigmatico insetto cosmico. Il Corvo era, nel mito greco, l’uccello consacrato al dio Apollo. Apollo era una divinità associata alla profezia e alla saggezza, alla musica e alla poesia, alla medicina, alla legge, alla filosofia e alle arti. Quando gli dei Olimpici furono assaliti dal mostro Tifone, il dio Pan gettò l’allarme, e gli dei si trasformarono in animali per fuggire. Afrodite ed Eros si trasformarono in pesci, e lo stesso tentò di fare Pan, riuscendoci solo per metà. Apollo si trasformò in corvo. Si racconta che il Corvo fosse in origine bianco come la neve; ma un giorno esso portò ad Apollo la tremenda notizia che il suo amore Koronis gli era stata infedele. Apollo sfogò la sua rabbia sul povero Corvo facendo diventare nere le sue penne. Un altro racconto narra che un giorno Apollo si accingeva ad offrire un sacrificio a Zeus (Giove). Egli mandò il Corvo con la Coppa a raccogliere dell’acqua nelle vicinanze. L’uccello, che era oltremodo goloso, fu distratto da un albero di fichi i cui frutti non erano del tutto maturi. Il Corvo era tentato dai fichi, ma non poteva mangiarli perché erano ancora un po’ acerbi: così esso aspettò per due o tre giorni che i frutti maturassero. Nel frattempo, Apollo aspettava che l’infido pennuto tornasse con l’acqua. Stanco di attendere, il dio si procurò l’acqua da sé. Il Corvo, una volta saziatosi dei fichi ormai maturi, volò da Apollo con la sua tardiva coppa colma d’acqua. Ma Apollo era infuriato. Il Corvo cercò di scusarsi raccontando che un serpente d’acqua aveva ostacolato il suo viaggio, ma per il saggio Apollo la scusa era trasparente, ed egli castigò il Corvo. Il dio mutò la melodiosa voce dell’uccello in uno strido rauco. C’é anche chi afferma che fu in questa occasione che le bianche piume del Corvo divennero nere. Ma la peggior punizione fu il fatto che Apollo pose in cielo il Corvo tra la Coppa (Crater) e il serpente d’acqua (Idra). All’Idra fu ordinato di impedire al Corvo, per l’eternità, di avvicinarsi alla Coppa per bere.
Il nome Al Chiba deriva, secondo Allen, dalla designazione araba per l’intera costellazione; ma Ulugh Begh e gli astronomi arabi la chiamavano Al Minhar al Ghurab, il Becco del Corvo. A dispetto della designazione come stella a della costellazione, Al Chiba è una stella decisamente debole, superata in splendore da almeno altre tre stelle.
Non c’è granché da aggiungere su questa gigante gialla; a parte il fatto che, mentre Allen non riporta per essa alcun nome proprio occidentale (riporta Tso Hea come nome cinese: significherebbe La Mano Destra di Linch-pin), Becvar la chiama Kraz.
Gienah deriva, secondo Allen, dalla designazione di Ulugh Begh, Al Janah al Ghurab al Aiman, l’Ala destra del Corvo, benché i moderni atlanti la pongano sull’ala sinistra. Algorab, il nome con cui è indicata nelle Tavole Alfonsine, oggi indica la d Gienah è la stella più brillante della costellazione, e alcune fonti cinesi affermano che essa marcava da sola l’11° sieu. Lo Yale Bright Star Catalog la dà come binaria spettroscopica; nel suo spettro (peculiare, e con evidenza di un guscio di gas in espansione intorno alla stella) sono presenti le righe del magnesio e del mercurio. Da altri cataloghi viene data ora come runaway star della vecchia popolazione di disco, ora come blue straggler, ora come membro staccato delle Iadi. E’ compresa nel “New Catalog of Suspected Variable Stars” (P.N. Kholopov et al., Publ. Office ‘Nauka’, Moscow, 1982), e anche il catalogo Tycho rileva indizi di variabilità di tipo non precisato.
Il nome Algorab è usato per indicare questa stella nel Catalogo di Palermo. Si trova sull’ala destra della figura del Corvo, all’angolo superiore sinistro del quadrato che determina la costellazione. E’ una doppia facile per piccoli telescopi. Dalla scoperta (J. Herschel, 1823) non c’é stato alcun cambiamento nella separazione (24,1”) né nel PA (214°), ma l’associazione fisica è provata dal comune moto proprio. La compagna ha magnitudine 8,4 e spettro K2V. Bello il contrasto cromatico: la primaria è bianca e la compagna arancione.
E’ una doppia facile composta da due stelle quasi uguali: V: 6,0 e 6,1; separazione 5,4” in PA 309º; una terza stella di magnitudine 10,5 si trova a 59” in PA 235°. Il sistema si trova a 5° nord-nordest di d Corvi. 1,5° nord c’é la galassia M104 (Sombrero Galaxy) nella Vergine.
E’ un sistema multiplo. La coppia principale è formata da due stelle di spettro G, rispettivamente di magnitudine 6,5 e 8,6. Vedi gli elementi orbitali. Oltre a queste due stelle ve ne sono altre due, di magnitudine 11 e 12 rispettivamente, ma molto distanti.
E’ una variabile a lungo periodo del tipo Mira, con ampiezza di variazione da magnitudine 6,7 a 14,4 e un periodo di 317,03 giorni. Lo spettro varia da M4,5e a M9e. Poco più di 1° est-nordest c’é la nebulosa planetaria NGC4361: V: 10,3; Ø: 1,3’; la stella centrale è di magnitudine 12,9.
A 3,5° ovest-sudovest di g Corvi, le Antenne (o The Ring Tail Galaxy) costituiscono uno dei più popolari esempi di galassie in fase di collisione. Si tratta di un oggetto di aspetto assai curioso nelle lunghe esposizioni con grandi telescopi: l’aspetto ricorda quello di un insetto dalle lunghe antenne. La mappa mostra la posizione del gruppo in relazione a Gienah (g Crv), z Crv, z Crt ed h Crt. Nella zona vi sono anche altre piccole galassie tra la decima e l’undicesima magnitudine.
Il diametro di circa 110” riguarda l’involucro esterno, la zona più brillante della nebulosa ha un diametro di soli 45”. Il guscio si espande alla velocità di 23 km/sec. 1,2° ad ovest-sudovest c’è la variabile a lungo periodo R Crv. Vedi immagine sul web.
Crater
Ovale abbastanza esteso ma assai debole, con l’asse maggiore orientato da est-nordest a sud-sudovest. La più piccola spirale NGC3513 (V: 11,5; Ø: 2,8’ x 2,3’) si trova 8’ a sudest. Vedi immagine sul web.
Ovale piuttosto luminoso orientato quasi per nord-sud, più brillante verso il centro. Vedi immagine sul web. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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