Canes Venatici
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Nome italiano:

Abbreviazione:

Estensione:

Cani da Caccia

CVn

465° quadrati circa
a: da 12h 10m a14h 7m circa
d: da +28° a +52° circa

E’ una costellazione introdotta abbastanza di recente (da Hevelius nel sec. XVII per occupare lo spazio “vuoto” tra Bootes e l’Orsa Maggiore), visibile soprattutto in primavera. 

Del tutto insignificante ad occhio nudo (in pratica soltanto la sua stella più brillante, Cor Caroli, é facilmente visibile senza ausili ottici), é però ricca di oggetti importanti per l’osservazione al telescopio, e persino con un modesto binocolo si può ammirare il superbo ammasso globulare che ne costituisce una delle maggiori attrattive.

I cani sono rappresentati mentre abbaiano contro l’Orsa Maggiore. Tradizionalmente, é Bootes, il Bifolco, che li tiene al guinzaglio. Il più settentrionale dei cani si chiamava Asterion, il più meridionale Chara.

Mappa (Link esterno)

Le stelle

Le nebulae

Le stelle

a (alfa) CVn

Cor Caroli

a: 12h 56m 01,7s; d: +38° 19’ 06”; p: 0,02960”; V: 2,89; MV: 0,1; spettro: A0spe... ; m: -0,29752”/+0,05498”; VR: -3,3 km/sec.; d: 110 a. l.; luminosità: 65; transito: 22 maggio; altre denominazioni: 12 Canum Venaticorum; HIP 63125; HD 112413; HR 4915; SAO  63257.

Il nome risale al 1660: la stella fu scelta da Halley per immortalare in cielo il nuovo re d’Inghilterra, Carlo II, sbarcato a Dover il 25 maggio del 1660 e trionfalmente accolto dai sudditi stanchi di un decennio di puritanesimo. Cor Caroli rappresenta il collare di Chara, il più meridionale dei due cani della costellazione. L’altro cane, Asterion, viene tradizionalmente rappresentato nell’allineamento di stelle deboli (magnitudine 5) che si trovano tra i 5 e i 10° ad est di Cor Caroli.

Anche se si tratta di una stella non certo tra le più brillanti (siamo quasi a magnitudine 3), Cor Caroli è una delle stelle doppie preferite dagli amatori forniti di piccoli strumenti.

Lo spettro di Cor Caroli è molto peculiare, ma comunque è quello di una stella bianca, tra B9,5 e A0. La secondaria, di magnitudine 5,61, è di tipo F0 V, quindi bianco-giallastra (attenzione: in questa coppia, la primaria, Cor Caroli, è a2, mentre la secondaria è a1). Come al solito, gli osservatori, anche i più esperti, hanno descritto i colori di queste due stelle, che dovrebbero apparire entrambe più o meno bianche, nei modi più fantasiosi: “giallo pallido e fulva” (Agnes Clercke); “blu pallido e olivastro” per la stella più debole (Dembowski); “rame pallido” (Webb). La coppia è stata misurata oltre 70 volte dal 1822 (F. G. W. Struve) al 1984. Separazione (circa 20”) e PA (228°) sono rimasti da allora praticamente immutati; ma è certo che le stelle formano una coppia fisica, dato che condividono lo stesso moto proprio.

Oltre che essere una bella doppia, a CVn é interessante anche per altri motivi: Cor Caroli, la primaria, è una stella particolarmente interessante per gli astrofisici a causa della sua peculiare variabilità; essa è infatti il prototipo di una particolare classe di variabili i cui cambiamenti interessano, assai più che la magnitudine visuale, lo spettro e, in particolare, il campo magnetico. La stella è ricchissima di metalli, il che non è per nulla normale in una stella di tipo A0: dovrebbero apparire con grande intensità le righe dell’idrogeno della serie di Balmer, e solo deboli tracce di metalli; qui invece ci sono, intensissime, le righe del cromo, del silicio, del manganese, dello stronzio, del mercurio e numerose terre rare come l’europio, il gadolino ed altri ancora. Queste caratteristiche fanno delle stelle di questo tipo degli oggetti eccezionali, ed è per questo che all’indicazione del tipo spettrale venne aggiunto il suffisso p, per peculiare. Nel 1946 H. W. Babcock scoprì che le stelle di tipo Ap hanno un’altra peculiarità: e cioè intensissimi campi magnetici. La prima scoperta fu fatta su 78 Virginis, nel quale si scoprì un campo magnetico di 1.500 gauss, 3.000 volte più intenso di quello terrestre. Il campo di Cor Caroli, misurato nel 1952, varia da +5.000 a –4.000 g