Confina a nord con le costellazioni di Cefeo e del Dragone, ad ovest ancora con il Dragone e con la Lira, a sud con la Vulpecula, ad est con la Lucertola. E’ evidente la somiglianza tra la sagoma disegnata dalle stelle più luminose di questa costellazione ed un uccello in volo. Così, Greci e Romani lo conobbero come l’Uccello, mentre per gli Arabi era la Chioccia. Per i Greci, il Cigno
rappresenta il dio Zeus (Giove) trasformato in quell’uccello mentre vola a
sedurre una donna. Quale donna precisamente è oggetto di dibattito. Secondo una
leggenda, obbiettivo della passione di Zeus era la ninfa Nemesi, e la
conclusione della conquista del dio fu un uovo, che fu offerto a Leda, regina di
Sparta. Dall’uovo nacque una bellissima bambina che divenne Elena di Troia. In
un’altra versione della leggenda, fu la stessa regina Leda ad essere sedotta
da Zeus. Ma Leda giacque quella stessa notte anche con il marito, il re Tindaro.
Risultato dell’accoppiamento fu anche in questo caso un uovo: o meglio due
uova, da cui nacquero i gemelli Castore e Polluce. Altre versioni del racconto
narrano che furono due bimbe a nascere dalle uova: Elena e sua sorella
Clitennestra. Elena o Polluce (a seconda del mito) erano i figli di Zeus, e
quindi immortali. Castore (o Clitennestra) erano figli del marito di Leda, il
mortale Tindaro, ed erano quindi mortali. Un’altra
controversa leggenda dice che il Cigno sarebbe il musicista Orfeo che, dopo la
morte, fu trasformato in cigno e messo accanto alla sua lira. Il tentativo di riforma cristiana delle figure delle costellazioni tentò di trasformarla nella Croce del Calvario, nella Croce di Cristo e nella Croce di S. Elena.
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