Delphinus - Equuleus
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Delphinus

Nome italiano:

Abbreviazione:

Estensione:

Delfino

Del

189° quadrati circa
a: da 20h 10m a 21h 15m circa
d: da +2° a +21° circa  

Quella del Delfino è una piccola ma caratteristica e ben distinta costellazione estiva, ad est dell’Aquila.

Quattro delle sue stelle più luminose formano una figura simile ad un diamante, e con la quinta un po’ più distante ricordano effettivamente un delfino che balzi fuori dall’acqua.

Le stelle

Le nebulae

La costellazione

Foto AIDA (Ragusa)

Mappa (link esterno)

Non contiene oggetti di grande rilevanza per gli astrofili, a parte due piccoli ammassi globulari, un paio di nebulose planetarie per strumenti di buona apertura e la nova del 1967.

Interessanti sono invece, come vedremo, i nomi delle sue stelle a e b. Veramente unico, infatti, è il modo in cui sono state battezzate.

La costellazione del Delfino rappresenta, a seconda del mito cui si voglia collegare, il delfino che conquistò una moglie per Poseidone (Nettuno), dio del mare, ovvero quello che salvò la vita al famoso poeta e musicista Arione, personaggio storico vissuto intorno al 600 a. C.

Poseidone cominciò a cercar moglie in conseguenza della grande guerra in cui i vecchi dei furono rovesciati e lasciarono a Poseidone stesso, e ai suoi compagni della generazione dei nuovi dei “Olimpici” il potere sull’universo. Il dio del mare corteggiava la ninfa Anfitrite, ma essa era disgustata dalle sue maniere rudi, e lo sfuggiva. Poseidone allora le mandò dietro il delfino. Questi perorò la causa del dio con gran cortesia e con ardenti parole, tanto che Anfitrite finì per accettare di sposare Poseidone. Come premio, il dio pose un’immagine del delfino tra le stelle perché fosse ricordato per sempre.

Un’altra storia racconta del poeta e musico Arione, che si era guadagnato una fortuna alla corte del re Periandro di Corinto. Arione passò molti anni a Corinto, ma non era lì che era nato. E nella vecchiaia gli venne nostalgia della terra natia. Così supplicò il re di consentirgli di visitare ancora una volta la sua patria.

Durante il suo viaggio verso casa, Arione fu imprigionato dai marinai della sua stessa nave, che decisero di buttarlo a mare e dividersi i suoi averi. Arione tentò di ritardare la propria morte cantando un bellissimo inno ad Apollo. Il dio fu così gratificato che mandò un delfino per portare in salvo il poeta.

Quando la nave fece ritorno a Corinto, i marinai vennero imprigionati. Arione recuperò i suoi averi, e i marinai vennero giustiziati. Come ringraziamento ad Apollo, Arione fece costruire un piccolo delfino e lo pose nel tempio di Apollo a Corinto. Apollo più tardi trasferì la statua del delfino tra le stelle così che il genere umano potesse onorare per sempre il bravo e amichevole animale.  


Le Stelle 

a (alfa) Del

Sualocin

a: 20h 39m 38,3s; d: +15° 54’ 43”; p: 0,01355”; V: 3,77; MV: -0,1; spettro B9V; B-V: -0,06; m: +0,07815”/-0,01340”; d: 241 a. l.; luminosità: 137; altre denominazioni: 9 Delphini; HIP 101958; HD 196867; HR 7906; SAO 106357; b 298; ADS 14121.

Una stella come a Delphini, poco più brillante della 4a magnitudine e priva di qualsiasi altra attrattiva particolare (almeno per quel che riguarda l’astrofilo) non sarebbe neanche presa in considerazione in queste pagine, se non fosse per una curiosità che riguarda il nome proprio (Sualocin), curiosità che l’accomuna a Rotanev, b Delphini. Saprebbe il lettore indovinare l’origine di questi due incredibili nomi? Aggiungiamo un indizio: l’origine dei nomi è legata a Palermo, la città di chi scrive. Ma siamo certi che nessuno ha trovato la risposta, se già non la conosceva. Quindi diamo la soluzione.

All’inizio del sec. XIX l’Osservatorio Astronomico di Palermo era, grazie all’opera di Giuseppe Piazzi, un osservatorio di importanza mondiale. L’assistente di Piazzi, che gli subentrò quando Piazzi lasciò Palermo, si chiamava Niccolò Cacciatore. Come si tradurrebbe Niccolò Cacciatore in Latino? Semplice: Nicolaus Venator. Bene: Nicolaus, letto al contrario, diventa Sualocin; e Venator, Rotanev. I nomi appaiono per la prima volta, secondo R. H. Allen, nel Catalogo di Palermo del 1814.

La stella ha alcune compagne, probabilmente ottiche, molto deboli (V: 12 - 13.5), la più vicina delle quali si trova a 30” circa. Ma la primaria è anche binaria astrometrica e spettroscopica, risolta per la prima volta nel 1974 da Wickes ed altri; Hipparcos ha misurato una separazione di 0,22” in PA 221° (1991).  

b (beta) Del

Rotanev

a: 20h 37m 32,9s; d: +14° 35’ 42”; p: 0,03349”; V: 3,64; MV: 1,8; spettro F5IV; B-V: 0,44; m: +0,12222”/-0,04765”; VR: -22,7 km/sec.; d: 97 a. l.; luminosità: 25; altre denominazioni: 6 Delphini; HIP 101769; HD 196524; HR 7882; SAO 106316; b 151; ADS 14073.

Sulla vicenda del nome abbiamo già detto a proposito della a Del. Si tratta di un sistema binario stretto e abbastanza difficile, benché sia stato scoperto (da S. W. Burnham, nel 1873) con un telescopio di soli 150 mm. di apertura. I due membri hanno magnitudini 4,0 e 4,9; la separazione massima è di circa 0,65”, mentre al periastro non supera i 0,2”. Non c’é dubbio che si tratti di una bella sfida per le attrezzature a disposizione degli astrofili più agguerriti, i quali avranno le opportunità migliori negli anni intorno al 2005. Vedi il grafico dell’orbita.  

Le Nebulae 

NGC7006

(Ammasso globulare) a: 21h 01m 29,5s; d: +16° 11’ 15”; V: 10,6; Ø: 2,8’; classe: I; d: 40,7 kpc; dal centro galattico: 38,0 kpc; B-V: 0,75 (B-V*: 0,70); Spec.: F6; VR: +377,6 km/sec.; MV: -7,64; Fe/H: -1,68.  

Immagine sul web.

Non può essere definito certo un oggetto cospicuo; ed é, con la sola eccezione di NGC2419 (Lyn) l’ammasso globulare più distante dal centro della galassia, tanto da poter essere considerato a pieno titolo un oggetto extragalattico. Malgrado la grande distanza, NGC7006 può essere osservato con uno strumento di 150 mm, dove apparirà come una macchiolina nebulosa (V: 11; Ø: 1’). Il diametro supererà i 2’ nelle fotografie a lunga posa. La possibilità di osservare con strumenti modesti un oggetto del genere è dovuta anche alla sua estrema concentrazione centrale: assegnato da Shapley alla classe I, NGC7006  è infatti uno dei globulari più concentrati che conosciamo. Inoltre è abbastanza facile la sua localizzazione, dato che si trova quasi esattamente sullo stesso parallelo di g Delphini, esattamente 3,5° ad est: con una montatura equatoriale dunque, anche senza l’uso delle coordinate, è facile localizzare l’oggetto spostandosi semplicemente dalla stella verso est finché non si trova l’ammasso. Malgrado la distanza (le sue stelle più brillanti sono di magnitudine 16) e la concentrazione, lo stesso Shapley osservò in NGC7006 11 variabili del tipo RR Lyrae, che dimostrarono come l’oggetto fosse 5 volte più distante di M3 o M5.

A quel tempo (prima del 1930) le dimensioni della Galassia erano molto sottostimate, e la distanza di NGC7006, sommata con quella di NGC2298 (Pup), che era l’ammasso più distante dalla parte opposta della Galassia, dava una separazione tra i due oggetti di qualcosa come 250.000 a. l.  

NGC6891

(Nebulosa planetaria) a: 20h 15m 09,2s; d: +12° 42’ 13”; V: 10,5; classe: 2a (2b); Ø:  16,0” x 7,0”; Br: 11,1; spettro stella centrale: O7; VR: +42 km/sec.; d: 2,2 kpc.

E’ un piccolo disco brillante circondato da un anello più evanescente, che si espande alla velocità di 7 km/sec. Vedi immagine sul web.

 

NGC6905

(Nebulosa planetaria) a: 20h 22m 25,8s; d: +20° 06’ 39”; V: 12,0; classe: 3 (3); Ø:  44,0” x 38,0”; Br: 14,0; spettro stella centrale: WC6; VR: -8 km/sec.; d: 1,3 kpc.

Macchiolina ovale bluastra, evanescente anche se non piccolissima per una planetaria; la stella centrale è di magnitudine 13,9. La velocità di espansione dell’involucro gassoso è di 27 km/s. Vedi immagine sul web.

 

NGC6934

(Ammasso globulare) a: 20h 34m 11,6s; d: +07° 24’ 15”; V: 8,9; Ø: 2,0’; classe: VIII; d: 15,2 kpc; dal centro galattico: 12,4 kpc; B-V: 0,77 (B-V*: 0,65); Spec.: F7/8; VR: +411,4 km/sec.; MV: -7,45; Fe/H: -1,54.

Rotondo ed evanescente; una stella di magnitudine 9 meno di 2’ ad ovest. Vedi immagine sul web.


 

Equuleus

Nome italiano:

Abbreviazione:

Estensione:

Cavallino

Equ

72° quadrati circa
a: da 20h 56m a 21h 26m circa
d: da +13° 05’ a +02° 30’ circa

Il Cavallino è la seconda più piccola costellazione del firmamento, e pare che ad introdurla sia stato lo stesso Tolomeo nel II sec. A. C.

Confina ad est con Pegaso, a nord ancora con Pegaso e con il Delfino, che la delimita anche ad ovest. Le sue stelle formano un debole trapezio a sudest del Delfino. A sud c’è l’Acquario. Culmina a mezzanotte ai primi di agosto.

Le stelle

 


Le Stelle 

a (alfa) Equ

Kitalpha

a: 21h 15m 49,4s; d: +05° 14’ 52”; p: 0,01751”; V: 3,92; MV: -0,9; spettro: G0III+...; B-V: 0,55; m: +0,05988”/-0,09433”; VR: -16,2 km/sec.; d: 190 a. l.; luminosità: 70; altre denominazioni: 8 Equulei; HIP 104987; HD 202447; HR 8131; SAO 126662.

La stella più brillante della costellazione è appena di quarta magnitudine. Si tratta di una gigante gialla, ma nel 1949 R. H. Wilson scoprì che la stella aveva una compagna strettissima. La separazione nel 1949 non era certa, ma la coppia fu definitivamente risolta nel 1980 da Mc Alister. La compagna è una stella di sequenza principale e di spettro A5. Secondo lo Sky Catalogne 2000.0, i tipi spettrali sono: G2II-III e A4V.

 

d (delta) Equ

a: 21h 14m 28,9s; d: +10° 00’ 25”; p: 0,05411”; V: 4,47; MV: 3,1; spettro: F5V+...; m: +0,04297”/-0,30343”; VR: -15,3 km/sec.; d: 60 a. l.; luminosità: 4,5 volte; 7 Equulei; HIP 104858; HD 202275; HR 8123; SAO 126643; OS 535; ADS 14773.

La d Equ (vedi il grafico dell’orbita) è una stella doppia il cui periodo è stato, per molti anni, il più breve tra tutte le binarie visuali conosciute. Il sistema fu scoperto da Otto Struve nel 1852. Il periodo orbitale è di 5,70 anni; è sempre una doppia stretta e molto difficile, dato che la separazione non eccede mai i 0,35”: si tratta dunque di un test accessibile solo a strumenti di grande apertura, e comunque possibile soltanto con cieli dal seeing eccellente. I due membri del sistema sono molto simili tra di loro, sia per splendore che per tipo spettrale: le magnitudini individuali sono, rispettivamente, 5,2 e 5,4, e i tipi spettrali F5V e G0V; le due stelle sono entrambe di magnitudine assoluta +4 circa, e l’effettiva separazione media tra di loro è di circa 4,6 UA: meno della distanza Sole-Giove. In aggiunta a questa coppia c’è una terza stella visibile che è stata presa in considerazione, in passato, quale possibile terzo membro del gruppo. Al momento della scoperta (1833), questa stella di magnitudine 10 si trovava a 27” di distanza dalla binaria; nel 1967 la separazione era salita a 60”, ed oggi è certo che non è fisicamente legata alla coppia principale.

Oggi conosciamo binarie di periodo assai più breve rispetto alla d Equ: ad esempio la V1054 Oph (Wolf 630), che ha un periodo di 1,725 giorni.

 

g (gamma) Equ

a: 21h 10m 20,5s; d: +10° 07’ 54”; p: 0,02838”; V: 4,70; spettro: F0p; B-V: 0,26; m: +0,04985”/-0,15185”; VR: -17,0 km/sec.; d: 115 a. l.; luminosità: 13; 5 Equulei; HIP 104521; HD 201601; HR 8097; SAO 126593.

Sistema binario piuttosto stretto: la separazione misurata da Hipparcos nel 1991 era di 1,26” in PA 264°; le magnitudini individuali delle due stelle sono, rispettivamente, 4,7 e 8,2, lo spettro A9V o F0V peculiare con forti righe dell’Europio, del Cromo e dello Stronzio. La primaria è infatti una variabile del tipo a2 CVn, con rapidissime (0,00868 giorni) variazioni nel visuale da V 4,58 a 4,77. La stella (V: 12,6) a 48” non è fisicamente legata alla coppia.

 

e (epsilon) Equ

a: 20h 59m 04,5s; d: +04° 17’ 36”; p: 0,01659”; V: 5,30; MV: 0,4; spettro: F5III...; B-V: 0,46; m:
-0,11375”/-0,15028”; VR: +17,8 km/sec.; d: 200 a. l.; luminosità: 20-25; 1 Equulei; HIP 103569; HD 199766; HR 8034; SAO 126428; ADS 14499.

Interessante stella multipla, con almeno tre componenti che mostrano un moto proprio comune. La coppia principale (AB), decisamente difficile, mostra una separazione inferiore al secondo d’arco: Hipparcos nel 1991 ha misurato una separazione di 0,94” in PA 286°. Le magnitudini dei due membri sono, rispettivamente, 6,0 e 6,3; i tipi spettrali F5IV e F7IV; le due stelle compiono una rivoluzione intorno al comune centro di massa in 101,485 anni; il moto è retrogrado, e l’orbita è molto inclinata rispetto alla direzione di osservazione. Una delle due componenti è inoltre binaria spettroscopica, con un periodo di 2,0313 giorni.

Separata di 10,6” in PA 68° (1991) c’è un’altra stella (V: 7,35; spettro: G0 V): come detto, condivide il moto proprio del gruppetto principale, dunque il sistema è formato da almeno quattro membri. C’è un’ulteriore stella (V: 12,8) a 74,8” in PA 280° (1924) ma questa, probabilmente, non è fisicamente legata alle altre.

 

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