Indus
Si trova a sudovest della Gru, e la sua stella più brillante (a Ind; spettro: K0; V: 3,1) si trova quasi sullo stesso parallelo di Al Na’ir (a Gru; spettro: B7; V: 1,73). La sua parte più meridionale confina con l’Ottante, ad una quindicina di gradi dal Polo Sud celeste. Rappresenta gli indiani d’America: forse quelli della Terra del Fuoco e della Patagonia incontrati da Magellano all’inizio del XVI secolo.
Una gigante o subgigante arancione che si trova circa 5,5° a sud-sudest della coppia k1- k2 Sgr. Alla latitudine di Palermo arriva ad alzarsi, quando transita sul meridiano, di circa 5° sull’orizzonte. Ha una compagna di magnitudine 12 a 66,0” in PA 199° ed una di magnitudine 13,5 a 62,0” in PA 343° (1914).
Questa stella, per altri versi del tutto insignificante, riveste una certa importanza grazie alla sua posizione nello spazio che ne fa, tra quelle visibili ad occhio nudo, la sesta tra quelle più vicine al Sole: solo a Centauri, Sirio, e Eridani, 61 Cygni e Procione la superano in questa classifica. Rispetto a Procione, è appena un pelo più distante. Il moto proprio è estremamente elevato, 4,69” in PA 123°, uno dei più ingenti tra quelli noti. E’ una stella giallo-arancione della sequenza principale, con un diametro che è l’80% di quello del Sole, ma solo il 14% della sua luminosità intrinseca.
Ovale
orientato da nord-nordest a sud-sudovest con un nucleo piccolo e brillante anche
se non stellare. Si trova ad 1,7° nordest della g Pav (V: 4,2; Spettro:
F6).
Sottile
fuso orientato per nordovest-sudest. Si trova 20’ a sud del punto mediano
della linea ideale che congiunge le stelle d
e q
Indi.
Entro i confini della galassia si trova una stella di magnitudine 7,8 che ne rende difficile l’osservazione. IC5152 è un membro del Gruppo Locale di galassie. Vedi immagine sul web.
Questa debole galassia dal nucleo brillante si trova oggi proprio a cavallo del confine tra le costellazioni dell’Indo e del Tucano, 5,5’ a sudest della e Ind (spettro: K5; V: 4,7).
Lacerta
Una stella bianca, abbastanza simile a Sirio ma oltre dieci volte più distante, e di conseguenza oltre cento volte più debole ai nostri occhi. La debole (V: 11,8) compagna a una quarantina di secondi è soltanto ottica.
Si tratta della Nova Lacertae 1936, una brillante nova a suo tempo accuratamente studiata. Fu avvistata per la prima volta il 18 giugno 1936, presso il confine tra la Lucertola e Cefeo, circa 1,5° a sud della e Cep. Il 20 giugno la stella raggiunse il suo massimo, a V = 2,2, dopo una rapidissima ascesa dalla magnitudine 15,3: l’incremento di splendore fu dunque di qualcosa come 175.000 volte, e fu raggiunto in soli tre giorni. Si tratta dunque di un classico esempio di nova rapida, molto simile alla nova Aquilae del 1918. Al massimo dello splendore, i rilievi spettroscopici rivelano la violenta espansione degli strati esterni della stella, all’incredibile velocità di 3.540 km/sec., una delle velocità più elevate mai misurate nella nostra Galassia. Probabilmente la sola stella che abbia superato questa velocità è stata la T CrB, che mostrò a suo tempo una velocità di espansione di 4.350 km/sec. Naturalmente escludiamo da tali paragoni le supernovae, che sono fenomeni che hanno luogo su scale totalmente diverse. Raggiunto il massimo, la stella iniziò quasi immediatamente il suo declino, e nel giro di tre settimane era scesa alla magnitudine 6. In un anno, era calata fino all’undicesima magnitudine, ed oggi è un oggetto di magnitudine fotografica 16,6, al di là delle capacità dei telescopi medio-piccoli. Se è corretta la distanza di 5.400 a. l. che è stata calcolata, allora CP Lac quando toccò il massimo della luminosità splendeva 300.000 volte più del Sole, e la sua magnitudine assoluta era circa –9. Prima dell’esplosione lo splendore intrinseco era di circa 0,5 magnitudine superiore a quello del Sole, ed oggi ha più o meno la stessa luminosità. | |||||||||||||||||||||||||||||||||
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