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Leo
E’ la quinta tra le costellazioni zodiacali. Confina a nord con l’Orsa Maggiore e il Leoncino, ad ovest con il Cancro e il Sestante, a sud con il Sestante stesso, il Cratere e la Vergine, ad est sempre con la Vergine e con la Chioma di Berenice. Nell’antichità la costellazione veniva associata al Sole: durante il suo annuale peregrinare tra le dodici costellazioni dello Zodiaco, il Sole raggiungeva allora la sua massima altezza sull’orizzonte proprio quando si trovava in questa costellazione: qualcuno ha ipotizzato che proprio per questo motivo gli antichi Egizi avessero associato a quelle stelle la figura di un leone, indotti dalla constatazione che proprio in quel periodo i leoni si spostavano presso le fresche rive del Nilo, mossi dal caldo insopportabile dei tremendi giorni estivi. Allen afferma che gli Egizi pensavano che, al momento della Creazione, il Sole fosse sorto in quella regione celeste, presso Denebola: e per questo, in astrologia, il Leone era la Casa del Sole, preposta al cuore degli uomini. Nella mitologia greca, il Leone rappresenta la belva che viveva nelle foreste di Nemea. Questo leone era figlio della dea serpente Echidna, che l’aveva generato unendosi con un altro suo figlio, il cane Orto. Quindi il leone di Nemea era fratello della Sfinge egiziana e dell’Idra. Al Leone di Nemea é legata la prima delle fatiche di Ercole. La mostruosa belva non poteva essere uccisa da nessuna arma per cui l’Eroe, dopo averci provato con frecce, lancia e mazza, decise di strangolarlo. Quindi lo scuoiò e indossò la sua pelle invulnerabile. I Romani si attennero al mito greco nel descrivere la costellazione, ma Allen riferisce altresì di altre denominazioni: Bacchi Sidus (Stella, o Segno, di Bacco), per esempio: perché nelle sue trasformazioni, quel dio spesso assumeva le forme di un Leone, e una pelle di leone era spesso l’abito che indossava nelle sue rappresentazioni. Manilio definisce la costellazione “Stella (o Segno) di Giove e Giunone”, perché questi dei erano ad essa preposti; ed anche perché tale accostamento si addiceva al suo regale carattere, e specialmente a quello della sua stella più brillante. Il Leone era il segno tribale di Giuda, segno che gli fu assegnato dal padre Giacobbe, come testimonia la Genesi: è stato ipotizzato che ciò fosse dovuto al fatto che Giuda fosse nato sotto questo segno. In altre parti di questo libro si parla dell’antica figura del leone Asad degli antichi Arabi: quell’asterismo non ha nulla a che fare con la nostra costellazione zodiacale: quella era un’immensa costellazione che si stendeva dai Gemelli al nostro Cancro, al Leone, alla Vergine, alla Bilancia ed a parti di altre costellazioni moderne, a nord e a sud dello zodiaco; gli Arabi più recenti adottarono invece il Leone di Tolomeo, sostituendo con esso l’Asad dell’antica costellazione.
Leo Minor
Regioni centrali brillanti e nucleo molto luminoso, anello esterno molto debole e diffuso. 6’ ad ovest-nordovest c’è una stella gialla (HD 80966; spettro: K0; V: 7). Si trova 40’ ad est e appena un po’ a nord della a Lyn (spettro: M0; V: 3,14).
A forma di fuso, è una debole spirale barrata vista di taglio con asse orientato per est-ovest. 30’ ad est-nordest c’è la piccolissima e debole spirale NGC3021 (V: 12,1; Ø: 1,5’ x 0,9’). Vedi immagine sul web.
Sottile fuso con un piccolo e brillante nucleo stellare, 15’ a sud di una stella gialla (K0) di magnitudine 6,6 (HD 90717). Vedi immagine sul web.
Un debolissimo alone rotondo avvolge la regione centrale più brillante, circa 1’, con un piccolissimo nucleo. Per quanto debole, è tuttavia alla portata di uno strumento da 100 mm. di diametro. Non è difficile localizzarla: partendo dalla luminosa d Leo, ci si sposti di 6° verso nordovest fino alla 54 Leo (doppia, sep. 6,5” in PA 110°; magnitudine individuali 4,5 e 6,3); NGC3344 si trova 2,8° ad ovest della doppia. Nel campo della galassia, circa a 1,5’ dal nucleo, c’è la debole stella doppia h 489: esiste una sola osservazione di questa stella, di John Herschel nel 1820: separazione 30” in PA 300°; magnitudini individuali 10,7 e 11,2, spettro K2.
Debole fuso esteso per nordovest-sudest, con tre stelline di 13a magnitudine immerse nella sua luce. Un po’ più di 2° ad est-sudest di NGC3432 c’è un’interessante nana rossa, Lalande 21185 (HD 95735; a: 11h 03m 20,2s; d: +35° 58’ 11”; V: 7,49; tipo spettrale: M2V; B-V: 1,50): alla distanza di 8,3 a. l., questa è una delle stelle più vicine al nostro sistema solare, per l’esattezza la quarta in ordine di prossimità. Poiché si sta ulteriormente avvicinando, alla velocità di 86,8 km/sec., basterà aspettare ancora un po’, appena 20.000 anni circa, e potremo vederla ad occhio nudo, quando non disterà che 4,6 a. l. da noi. Oggi si trova alla distanza di 8,3 a. l.
Un nucleo diffuso avvolto in una tenue nebulosità, struttura spirale non visibile. Già osservabile, anche se a malapena, con uno strumento di 80-100 mm, in uno di 150-200 si presenta, con ingrandimenti medio - bassi, discretamente estesa e uniformemente luminosa; aperture ancora maggiori mettono in evidenza la maggior luminosità delle zone centrali. 15’ a nord-nordest c’è una stella di magnitudine 8,3 e tipo spettrale F0 (HD 95342): si tratta di un sistema binario, ma al di là delle possibilità di qualunque strumento amatoriale. 45’ ad est e appena un po’ a sud, proprio 5’ ad est-sudest di una stella gialla (K1) di magnitudine 7 (HD 95725) c’è la debolissima (V: 12,2; Ø: 4,2’ x 0,9’) spirale vista di taglio NGC3510. | |||||||||||||||||||||||||||||||
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