Leo - L. Minor
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Leo

Nome italiano:

Abbreviazione:

Simbolo zodiacale:

Estensione:

Leone

Leo

b

947° quadrati circa
a: da 09h 29m a 12h circa
d: da -07° a +28° circa  

 

E’ una delle costellazioni più facilmente riconoscibili, una di quelle che più giustificano, nella forma, il nome che portano. Il gruppo é ricco di stelle brillanti e di nebulae facilmente accessibili all’astrofilo. Nei suoi confini si possono contare oltre 100 stelle visibili ad occhio nudo. E da una regione situata all’interno della Falce (la Testa) ha origine lo sciame delle Leonidi, il più spettacolare fenomeno celeste mai visto dall’uomo in tempi moderni.

 

Le stelle

Le nebulae

La costellazione

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Le Leonidi

E’ la quinta tra le costellazioni zodiacali. Confina a nord con l’Orsa Maggiore e il Leoncino, ad ovest con il Cancro e il Sestante, a sud con il Sestante stesso, il Cratere e la Vergine, ad est sempre con la Vergine e con la Chioma di Berenice.

Nell’antichità la costellazione veniva associata al Sole: durante il suo annuale peregrinare tra le dodici costellazioni dello Zodiaco, il Sole raggiungeva allora la sua massima altezza sull’orizzonte proprio quando si trovava in questa costellazione: qualcuno ha ipotizzato che proprio per questo motivo gli antichi Egizi avessero associato a quelle stelle la figura di un leone, indotti dalla constatazione che proprio in quel periodo i leoni si spostavano presso le fresche rive del Nilo, mossi dal caldo insopportabile dei tremendi giorni estivi. Allen afferma che gli Egizi pensavano che, al momento della Creazione, il Sole fosse sorto in quella regione celeste, presso Denebola: e per questo, in astrologia, il Leone era la Casa del Sole, preposta al cuore degli uomini.

Nella mitologia greca, il Leone rappresenta la belva che viveva nelle foreste di Nemea. Questo leone era figlio della dea serpente Echidna, che l’aveva generato unendosi con un altro suo figlio, il cane Orto. Quindi il leone di Nemea era fratello della Sfinge egiziana e dell’Idra. Al Leone di Nemea é legata la prima delle fatiche di Ercole. La mostruosa belva non poteva essere uccisa da nessuna arma per cui l’Eroe, dopo averci provato con frecce, lancia e mazza, decise di strangolarlo. Quindi lo scuoiò e indossò la sua pelle invulnerabile.

I Romani si attennero al mito greco nel descrivere la costellazione, ma Allen riferisce altresì di altre denominazioni: Bacchi Sidus (Stella, o Segno, di Bacco), per esempio: perché nelle sue trasformazioni, quel dio spesso assumeva le forme di un Leone, e una pelle di leone era spesso l’abito che indossava nelle sue rappresentazioni. Manilio definisce la costellazione “Stella (o Segno) di Giove e Giunone”, perché questi dei erano ad essa preposti; ed anche perché tale accostamento si addiceva al suo regale carattere, e specialmente a quello della sua stella più brillante.

Il Leone era il segno tribale di Giuda, segno che gli fu assegnato dal padre Giacobbe, come testimonia la Genesi: è stato ipotizzato che ciò fosse dovuto al fatto che Giuda fosse nato sotto questo segno. In altre parti di questo libro si parla dell’antica figura del leone Asad degli antichi Arabi: quell’asterismo non ha nulla a che fare con la nostra costellazione zodiacale: quella era un’immensa costellazione che si stendeva dai Gemelli al nostro Cancro, al Leone, alla Vergine, alla Bilancia ed a parti di altre costellazioni moderne, a nord e a sud dello zodiaco; gli Arabi più recenti adottarono invece il Leone di Tolomeo, sostituendo con esso l’Asad dell’antica costellazione.

 


 

Leo Minor

Nome italiano: 

Abbreviazione:

Estensione:

Leoncino

LMi

232° quadrati circa
a: da 9h 22m a 11h circa
d: da +41° 23’ a +22° 54’ circa

Questa piccola costellazione fu ricavata da Hevelius da 18 stelle che si trovano tra il Leone e l’Orsa Maggiore. Nessuna delle sue stelle merita una menzione particolare; la più brillante è la 46 LMi, una gigante o subgigante di tipo spettrale K0 e magnitudine apparente 3,79: Hevelius la chiamò Precipua, e Piazzi la incluse con questo nome nel Catalogo di Palermo.

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Le nebulae

 


 

Le Nebulae 

 

NGC2859

(Galassia spirale) a: 09h 24m 18,9s; d: +34° 30’ 45”; PA 85°; tipo: SBa; V: 10,9; B-V: 0,93 (B-V*: 0,85);  N: 4; Ø: 4,5’ x 4,0’; d: 25,4 Mpc; VR: +1.638 km/sec.

Immagine sul web.

Regioni centrali brillanti e nucleo molto luminoso, anello esterno molto debole e diffuso. 6’ ad ovest-nordovest c’è una stella gialla (HD 80966; spettro: K0; V: 7). Si trova 40’ ad est e appena un po’ a nord della a Lyn (spettro: M0; V: 3,14).

 

NGC3003

(Galassia spirale) a: 09h 48m 31,8s; d: +33° 25’ 07”; PA 79°; tipo: SBc III-IV; V: 11,9; B-V: 0,43 (B-V*: 0,24);  N: 1; Ø: 5,7’ x 1,7’; d: 24,4 Mpc; VR: +1.426 km/sec.

A forma di fuso, è una debole spirale barrata vista di taglio con asse orientato per est-ovest. 30’ ad est-nordest c’è la piccolissima e debole spirale NGC3021 (V: 12,1; Ø: 1,5’ x 0,9’). Vedi immagine sul web.

 

NGC3254

(Galassia spirale) a: 10h 29m 19,9s; d: +29° 29’ 27”; PA 46°; tipo: Sb II; V: 11,7; B-V: 0,68 (B-V*: 0,52);  N: 4S; Ø: 5,3’ x 1,5’; d: 23,6 Mpc; VR: +1.221 km/sec.

 

Sottile fuso con un piccolo e brillante nucleo stellare, 15’ a sud di una stella gialla (K0) di magnitudine 6,6 (HD 90717). Vedi immagine sul web.

 

NGC3344

(Galassia spirale) a: 10h 43m 30,8s; d: +24° 55’ 25”; tipo: SBbc; V: 9,9; B-V: 0,59 (B-V*: 0,53);  N: 3VS; Ø: 7,5’ x 7,0’; d: 6,1 Mpc; VR: +573 km/sec.

Immagine sul web.

Un debolissimo alone rotondo avvolge la regione centrale più brillante, circa 1’, con un piccolissimo nucleo. Per quanto debole, è tuttavia alla portata di uno strumento da 100 mm. di diametro. Non è difficile localizzarla: partendo dalla luminosa d Leo, ci si sposti di 6° verso nordovest fino alla 54 Leo (doppia, sep. 6,5” in PA 110°; magnitudine individuali 4,5 e 6,3); NGC3344 si trova 2,8° ad ovest della doppia. Nel campo della galassia, circa a 1,5’ dal nucleo, c’è la debole stella doppia h 489: esiste una sola osservazione di questa stella, di John Herschel nel 1820: separazione 30” in PA 300°; magnitudini individuali 10,7 e 11,2, spettro K2.

 

NGC3432

(Galassia spirale) a: 10h 52m 31,2s; d: +36° 37’ 08”; PA 38°; tipo: SBm; V: 11,3; B-V: 0,42 (B-V*: 0,23);  Ø: 7,5’ x 2,0’; d: 7,8 Mpc; VR: +621 km/sec.

Immagine sul web.

Debole fuso esteso per nordovest-sudest, con tre stelline di 13a magnitudine immerse nella sua luce. Un po’ più di 2° ad est-sudest di NGC3432 c’è un’interessante nana rossa, Lalande 21185 (HD 95735; a: 11h 03m 20,2s; d: +35° 58’ 11”; V: 7,49; tipo spettrale: M2V; B-V: 1,50): alla distanza di 8,3 a. l., questa è una delle stelle più vicine al nostro sistema solare, per l’esattezza la quarta in ordine di prossimità. Poiché si sta ulteriormente avvicinando, alla velocità di 86,8 km/sec., basterà aspettare ancora un po’, appena 20.000 anni circa, e potremo vederla ad occhio nudo, quando non disterà che 4,6 a. l. da noi. Oggi si trova alla distanza di 8,3 a. l.

 

NGC3486

(Galassia spirale) a: 11h 00m 23,5s; d: +28° 58’ 33”; PA 80°; tipo: SBc; V: 10,5; B-V: 0,52 (B-V*: 0,43);  N: D3; Ø: 7,2’ x 5,1’; d: 7,4 Mpc; VR: +665 km/sec.

Immagine sul web.

Un nucleo diffuso avvolto in una tenue nebulosità, struttura spirale non visibile. Già osservabile, anche se a malapena, con uno strumento di 80-100 mm, in uno di 150-200 si presenta, con ingrandimenti medio - bassi, discretamente estesa e uniformemente luminosa; aperture ancora maggiori mettono in evidenza la maggior luminosità delle zone centrali. 15’ a nord-nordest c’è una stella di magnitudine 8,3 e tipo spettrale F0 (HD 95342): si tratta di un sistema binario, ma al di là delle possibilità di qualunque strumento amatoriale. 45’ ad est e appena un po’ a sud, proprio 5’ ad est-sudest di una stella gialla (K1) di magnitudine 7 (HD 95725) c’è la debolissima (V: 12,2; Ø: 4,2’ x 0,9’) spirale vista di taglio NGC3510.

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