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Lupus
La stella non sembra aver ricevuto nomi propri se non in Cina, dove fu chiamata, secondo Allen, Yang Mun o Men, la Porta Meridionale. Membro dell’associazione OB Scorpio-Centaurus, è una variabile del tipo b CMa, con variazioni tra magnitudine 2,29 e 2,34 in un periodo di 0,2598466 giorni. Ha una compagna (V: 14) probabilmente soltanto ottica: in ogni caso, non risultano misurazioni di un eventuale moto proprio comune, e l’osservazione più recente risale ad oltre un secolo fa.
Anche questa è membro dell’associazione Scorpio-Centaurus: anch’essa è una brillante gigante biancoazzurra, ma non presenta, al contrario della precedente, segni di variabilità.
Si tratta di una stretta e difficile binaria che, quando è al massimo della separazione, raggiunge al massimo una distanza di 1” tra i due membri. Le due stelle sono quasi gemelle, entrambe di tipo spettrale B2 IV o V, magnitudine rispettive 3,5 e 3,6. Compiono una rivoluzione intorno al comune centro di massa in 190 anni con moto retrogrado secondo le più recenti stime, ma ci sono state anche valutazioni di 147 e 104 anni. L’orbita è molto inclinata rispetto alla linea di osservazione. L’effettiva separazione tra le due stelle è di circa 140 UA, pressappoco il doppio della distanza Sole-Plutone.
Un altro membro della grande associazione Scorpio-Centaurus, e anche questa, come la più brillante a, mostra una leggera variabilità del tipo b CMa: solo 0,04 magnitudini, con un periodo di 0,16547.
La e Lup è una binaria stretta il cui periodo è valutato in almeno 700 anni (moto retrogrado). Nel 1896, anno della prima misurazione, la separazione era di 1,3” in PA 282°; nel 1992 era scesa a 0,3” in PA 176°. Le due stelle hanno magnitudini individuali 3,6 e 5,3, e la primaria è a sua volta una binaria spettroscopica con periodo 4,5598 giorni (Burnham scrive 0,9014 giorni). un’altra stella di magnitudine 9 a circa 27” presenta lo stesso moto proprio della coppia (terzetto) principale.
Questa stella è molto più vicina delle altre che abbiamo visto sinora e che compongono l’asterismo principale della costellazione. La compagna di magnitudine 6,69, che si trova a circa 72” in PA 249° (1938) sembra condividere lo stesso moto proprio della primaria, dalla quale è divisa da una separazione effettiva di circa 2.000 UA. I tipi spettrali rispettivi sono G8/K0III e F8V.
Membro dell’associazione Scorpio-Centaurus, è una bella doppia per i piccoli strumenti. Le magnitudini individuali dei due membri sono, rispettivamente, 3,44 e 7,84 (il tipo spettrale della compagna è A5Vp); la separazione, di 15,0” in PA 20°, non sembra aver subito spostamenti dall’anno della prima misurazione (1834), ma le due stelle presentano un comune moto proprio, per cui sono da considerarsi fisicamente legate; la separazione effettiva si aggira sulle 2.600 UA. C’è anche una terza stella separata di 115,0” dalla primaria, in PA 248°; la sua magnitudine è 9,27.
Bella doppia, anche questa adatta per i piccoli strumenti: la separazione, che era di 27,2” in PA 144° nel 1826, anno della scoperta, è in lenta diminuzione, e nel 1982 era scesa a 26,6”, con PA invariato. Le magnitudini individuali delle due componenti sono, rispettivamente, 3,87 (MV: 0,2) e 5,70 (MV: 0,9) e i tipi spettrali B9,5V e A5V. Le due stelle presentano un comune moto proprio.
La coppia principale di questa stella multipla è decisamente più difficile delle precedenti: i membri AB sono infatti separati di 1,1” in PA 130° (Hipparcos, 1991; nel 1836, al momento in cui John Herschel la misurò per la prima volta, era di 2,1” in PA 174°). Oltre ad uno strumento di dimensioni adeguate, dunque, adeguato dev’essere anche il seeing. Fisicamente legata alla coppia principale, dato il comune moto proprio, risulta anche una terza stella che si trova molto più distante, questa sì separabile anche con un piccolo strumento: di magnitudine 7,17, si trova separata di circa 23” in PA 130° ed ha spettro A2/3 V.
Tenue ovale con asse maggiore orientato da nordest a sudovest, più luminoso al centro. Si trova 25’ a sudovest della stella doppia h 4672, che merita di essere osservata: nel 1991 Hipparcos ha misurato una separazione di 3,53” in PA 301°; le magnitudini delle due stelle sono, rispettivamente, 5,70 e 8,10, lo spettro della primaria è G8III.
Brillante macchiolina luminosa ovale, con un debolissimo alone esterno. Si trova 30’ ad ovest-nordovest di una stella gialla (K0/1) di magnitudine 6,4 (HD 126093).
Un luminoso ovale che nelle riprese CCD con grandi aperture rivela una complessa struttura spirale strettamente avvolto intorno ad un nucleo brillante e ad una barra centrale. Vedi immagine sul web.
Estremamente distante ma abbastanza luminoso, grazie soprattutto alla grande concentrazione centrale (ma anche al notevole splendore intrinseco). Si trova 25’ a sud-sudest della stella bianco-azzurra (B3) HD 132955 (V: 5.5).
Grande e ricco ammasso galattico, situato 2,5° a sud-sudovest della z Lup. Bell’oggetto per i binocoli. A circa 1,3° nordovest dal suo centro c’è una variabile irregolare, la V Lup: è una tipica stella al carbonio, registrata con la sigla S3548 nel Cool Galactic Carbon Stars Catalog. La sua magnitudine visuale varia solo da 9,16 a 9,26 secondo il GCVS. Il suo indice di colore è 2,74.
Questo globulare insolitamente ricco di metalli è discretamente grande e moderatamente denso, risolvibile con strumenti anche non troppo grandi. Osservabile anche con i binocoli, si trova 3° a nordovest della z Lup. 70’ ad est c’è, nella costellazione della Norma, il piccolo e debole globulare NGC5946.
Discretamente grande e luminoso, difficilmente risolvibile. 20’ ad est-sudest c’è una stella gialla (G6) di magnitudine 6, la doppia See 249 (HD 140901, compagna di magnitudine 13,5 a 15”. Norma
Abbastanza grande, moderatamente luminoso gruppo di oltre 100 stelle tra l’undicesima e la dodicesima magnitudine, forse meriterebbe di essere studiato più di quanto non lo sia stato finora. Si trova proprio al confine con la porzione più sudorientale del Lupo, circa 3,5° a sudest della z Lup (vedi scheda). 3° ad ovest c’è in grande e brillante ammasso aperto NGC5822.
Bel globulare parzialmente risolvibile grazie alla non eccessiva condensazione. Molto più grande e brillante. 70’ ad ovest, NGC5927. Vedi immagine sul web.
Un altro ammasso poco studiato: é un ampio gruppo sparso e poco staccato di una cinquantina di stele di magnitudine 10 e giù di lì. Nei binocoli forma un bel trio con i più piccoli NGC6005, 45’ ad est-nordest, ed NGC5999. 1° a nord-nordest.
Piccolo, ma ben staccato dal fondo, bello da osservare con i telescopi ma anche, insieme a Cr 292 ed NGC6005, con i binocoli. Vedi immagine sul web.
Un bell’oggetto binocolare: grande ma non troppo, ricco e ben staccato dallo sfondo, discretamente luminoso: oltre un centinaio di membri, molti dei quali intorno a magnitudine 9. Quasi al centro dell’ammasso c’è la stella doppia giallo-arancione (B-V: 1,25) h 4835 (a: 16h 13m 17,4s; d: -54° 14’ 05”), formata da due membri rispettivamente di magnitudine 8,8 e 9,4 separati da meno di 10”. Questa rivaleggia in splendore, come stella dominante dell’ammasso, con la TYC 8710-33-1 (a: 16h 12m 56,9s; d: -54° 13’ 13”), una gigante rossa (B-V: 1,68; V: 8,73). Il campo stellare che circonda l’ammasso è cosparso di moltissime stelle tra la quinta e l’ottava magnitudine, compresa la gialla (spettro: G4; V: 5) k Nor, che si trova una ventina di primi d’arco a sud dell’ammasso.
E’ un bell’oggetto per i binocoli; un po’ sparso, invece, per i telescopi. Si trova quasi al confine con la costellazione dell’Ara. Vedi immagine sul web.
Piccolo ma brillante, forse una quarantina di stelle distribuite piuttosto irregolarmente. La sua stella più brillante è classificata come supergigante A0 Ia, e quindi ci aspetteremmo di vederla bianca: ma il suo indice di colore, 0,78, dimostra che è decisamente gialla. Potrebbe essere un effetto di arrossamento dovuto al mezzo interstellare che la luce della stella deve attraversare per giungere fino a noi. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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