Lupus - Norma
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Lupus

Nome italiano:

Abbreviazione:

Estensione:

Lupo

Lup

334° quadrati circa
a: da 14h 17m a 16h 10m circa
d: da -29° 40’ a -55° 38’ circa

 

Il Lupo si trova sul bordo settentrionale della Via Lattea, a sud della Bilancia, mentre la sua metà più settentrionale si trova ad ovest dello Scorpione. Nelle antiche rappresentazioni del cielo, il Lupo è l’animale impalato dalla lancia del Centauro (costellazione con cui confina ad ovest), e offerto in sacrificio agli dei sulla vicina Ara.

Secondo un’altra leggenda, l’asterismo rappresenta Licaone, il feroce re d’Arcadia che venne trasformato in lupo da Zeus. li Arabi vedevano invece in queste stelle una leonessa o un leopardo.

Mappa (link esterno)

L'associazione Scorpio-Centaurus

Le stelle

Le nebulae

 


 

Le Stelle

 

a  (alfa) Lup

a: 14h 41m 55,8s; d: -47° 23’ 18”; p: 0,00595”; V: 2,30; MV: -4,3; spettro: B1,5III; B-V: -0,15; m: -0,03124”/-0,02422”; VR: +6,4 km/sec.; d: 550 a. l.; luminosità: 2.700; altre denominazioni: HIP 71860; HD 129056; HR 5469; SAO 225128.

La stella non sembra aver ricevuto nomi propri se non in Cina, dove fu chiamata, secondo Allen, Yang Mun o Men, la Porta Meridionale.

Membro dell’associazione OB Scorpio-Centaurus, è una variabile del tipo b CMa, con variazioni tra magnitudine 2,29 e 2,34 in un periodo di 0,2598466 giorni.  Ha una compagna (V: 14) probabilmente soltanto ottica: in ogni caso, non risultano misurazioni di un eventuale moto proprio comune, e l’osservazione più recente risale ad oltre un secolo fa.

 

b  (beta) Lup

a: 14h 58m 31,9s; d: -43° 08’ 02”; p: 0,00623”; V: 2,68; MV: -3,9; spettro: B2III; B-V: -0,18; m: -0,04667”/-0,03830”; VR: +0,2 km/sec.; d: 524 a. l.; luminosità: 1.700; altre denominazioni: HIP 73273; HD 132058; HR 5571; SAO 225335.

Anche questa è membro dell’associazione Scorpio-Centaurus: anch’essa è una brillante gigante biancoazzurra, ma non presenta, al contrario della precedente, segni di variabilità.

 

g  (gamma) Lup

a: 15h 35m 08,5s; d: -41° 10’ 01”; p: 0,00575”; V: 2,80; MV: -3,0; spettro: B2IV; B-V: -0,22; m: -0,02132”/-0,02552”; VR: +2.3 km/sec.; d: 567 a. l.; luminosità: 1.800; altre denominazioni: HIP 76297; HD 138690; HR 5776; SAO 225938.

Si tratta di una stretta e difficile binaria che, quando è al massimo della separazione, raggiunge al massimo una distanza di 1” tra i due membri. Le due stelle sono quasi gemelle, entrambe di tipo spettrale B2 IV o V, magnitudine rispettive 3,5 e 3,6. Compiono una rivoluzione intorno al comune centro di massa in 190 anni con moto retrogrado secondo le più recenti stime, ma ci sono state anche valutazioni di 147 e 104 anni. L’orbita è molto inclinata rispetto alla linea di osservazione. L’effettiva separazione tra le due stelle è di circa 140 UA, pressappoco il doppio della distanza Sole-Plutone.

 

d  (delta) Lup

a: 15h 21m 22,3s; d: -40° 38’ 51”; p: 0,00639”; V: 3,22; MV: -3,4; spettro: B1,5IV; B-V: -0,23; m: -0,02519”/-0,02405”; VR: +0,2 km/sec.; d: 510 a. l.; luminosità: 1.000; altre denominazioni: HIP 75141;  HD 136298; HR 5695; SAO 225691.

Un altro membro della grande associazione Scorpio-Centaurus, e anche questa, come la più brillante a, mostra una leggera variabilità del tipo b CMa: solo 0,04 magnitudini, con un periodo di 0,16547.

 

e  (epsilon) Lup

a: 15h 22m 40,9s; d: -44° 41’ 22”; p: 0,00647”; V: 3,37; MV: -3,0; spettro: B2IV-V; B-V: -0,19; m: -0,02848”/-0,02013”; VR: +7,9 km/sec.; d: 500 a. l.; luminosità: 900; altre denominazioni: HIP 75264; HD 136504; HR 5708; SAO 225712.

La e Lup è una binaria stretta il cui periodo è valutato in almeno 700 anni (moto retrogrado). Nel 1896, anno della prima misurazione, la separazione era di 1,3” in PA 282°; nel 1992 era scesa a 0,3” in PA 176°. Le due stelle hanno magnitudini individuali 3,6 e 5,3, e la primaria è a sua volta una binaria spettroscopica con periodo 4,5598 giorni (Burnham scrive 0,9014 giorni). un’altra stella di magnitudine 9 a circa 27” presenta lo stesso moto proprio della coppia (terzetto) principale.

 

z  (zeta) Lup

a: 15h 12m 17,1s; d: -52° 05’ 57”; p: 0,02806”; V: 3,41; spettro: G8III; B-V: 0,92; m: -0,18548”/
-0,07100”; VR: -10,0 km/sec.; d: 116 a. l.; luminosità: 45; altre denominazioni: HIP 74395; HD 134505; HR 5649; SAO 242304; D 176.

Questa stella è molto più vicina delle altre che abbiamo visto sinora e che compongono l’asterismo principale della costellazione. La compagna di magnitudine 6,69, che si trova a circa 72” in PA 249° (1938) sembra condividere lo stesso moto proprio della primaria, dalla quale è divisa da una separazione effettiva di circa 2.000 UA. I tipi spettrali rispettivi sono G8/K0III e F8V.

 

h  (eta) Lup

a: 16h 00m 07,3s; d: -38° 23’ 49”; p: 0,00661”; V: 3,42; MV: 0,3; spettro: B2,5IV; B-V: -0,21; m: -0,02116”/-0,02706”; VR: +7,7 km/sec.; d: 500 a. l.; luminosità: 800; altre denominazioni: HIP 78384; HD 143118; HR 5948; SAO 207208; Rmk 21.

Membro dell’associazione Scorpio-Centaurus, è una bella doppia per i piccoli strumenti. Le magnitudini individuali dei due membri sono, rispettivamente, 3,44 e 7,84 (il tipo spettrale della compagna è A5Vp); la separazione, di 15,0” in PA 20°, non sembra aver subito spostamenti dall’anno della prima misurazione (1834), ma le due stelle presentano un comune moto proprio, per cui sono da considerarsi fisicamente legate; la separazione effettiva si aggira sulle 2.600 UA. C’è anche una terza stella separata di 115,0” dalla primaria, in PA 248°; la sua magnitudine è 9,27.

 

k  (kappa) Lup

a: 15h 11m 56,1s; d: -48° 44’ 16”; p: 0,01789”; V: 3,88; spettro: B9V; B-V: -0,03; m: -0,14635”/-0,04797”; VR: -6.0 km/sec.; d: 180 a. l.; luminosità: 70; altre denominazioni: HIP 74376; HD 134481; HR 5646; SAO 225525; D 177.

Bella doppia, anche questa adatta per i piccoli strumenti: la separazione, che era di 27,2” in PA 144° nel 1826, anno della scoperta, è in lenta diminuzione, e nel 1982 era scesa a 26,6”, con PA invariato. Le magnitudini individuali delle due componenti sono, rispettivamente, 3,87 (MV: 0,2) e 5,70 (MV: 0,9) e i tipi spettrali B9,5V e A5V. Le due stelle presentano un comune moto proprio.

 

m  (mu) Lup

a: 15h 18m 32,0s; d: -47° 52’ 30”; p: 0,01122”; V.: 4,27; MV: -0,2; spettro: B8V; B-V: -0,09; m: -0,04732”/-0,03282”; VR: +14,9 km/sec.; d: 290 a. l.; luminosità: 125; altre denominazioni: HIP 74911; HD 135734; HR 5683; SAO 225638; h 4753.

La coppia principale di questa stella multipla è decisamente più difficile delle precedenti: i membri AB sono infatti separati di 1,1” in PA 130° (Hipparcos, 1991; nel 1836, al momento in cui John Herschel la misurò per la prima volta, era di 2,1” in PA 174°). Oltre ad uno strumento di dimensioni adeguate, dunque, adeguato dev’essere anche il seeing. Fisicamente legata alla coppia principale, dato il comune moto proprio, risulta anche una terza stella che si trova molto più distante, questa sì separabile anche con un piccolo strumento: di magnitudine 7,17, si trova separata di circa 23” in PA 130° ed ha spettro A2/3 V.

 


 

Le Nebulae 

 

NGC5530

(Galassia spirale) a: 14h 18m 27,1s; d: -43° 23’ 18”; PA: 127°; tipo: SBbc; V: 11,1; B-V: 0,85; Ø: 4,4’ x 2,2’; d: 16,9 Mpc; VR: +1.195 km/sec.

Immagine sul web.

Tenue ovale con asse maggiore orientato da nordest a sudovest, più luminoso al centro. Si trova 25’ a sudovest della stella doppia h 4672, che merita di essere osservata: nel 1991 Hipparcos ha misurato una separazione di 3,53” in PA 301°; le magnitudini delle due stelle sono, rispettivamente, 5,70 e 8,10, lo spettro della primaria è G8III.

 

IC4406

(Nebulosa planetaria) a: 14h 22m 25,9s; d: -44° 09’ 26”; V: 11,0; Ø: 1,7’ x 0,6’; classe: 4 (3); Br: 14,7; spettro della stella centrale: WR; VR: -36 km/sec.; velocità di espansione: 6 km/sec.; d: 1,5 pc.

Immagine sul web.

Brillante macchiolina luminosa ovale, con un debolissimo alone esterno. Si trova 30’ ad ovest-nordovest di una stella gialla (K0/1) di magnitudine 6,4 (HD 126093).

 

NGC5643

(Galassia spirale) a: 14h 32m 41,4s; d: -44° 10’ 24”; tipo: SBc III; V: 10,0; B-V: 0,74 (B-V*: 0,51); N: 4VS; Ø: 4,6’ x 4,1’; d: 16,9 Mpc; VR: +1.172 km/sec.

Un luminoso ovale che nelle riprese CCD con grandi aperture rivela una complessa struttura spirale strettamente avvolto intorno ad un nucleo brillante e ad una barra centrale. Vedi immagine sul web.

 

NGC5824

(Ammasso globulare) a: 15h 03m 58,5s; d: -33° 04’ 04”; V: 9,0; Ø: 6,2’; classe: I; d: 31,3 kpc; dal centro galattico: 25,1 kpc; B-V: 0,75 (B-V*: 0,62); Spec.: F4; VR: -38,4 km/sec.; MV: -8,79; Fe/H: -1,85.

Immagine sul web.

Estremamente distante ma abbastanza luminoso, grazie soprattutto alla grande concentrazione centrale (ma anche al notevole splendore intrinseco). Si trova 25’ a sud-sudest della stella bianco-azzurra (B3) HD 132955 (V: 5.5).

 

NGC5822

(Ammasso aperto) a: 15h 05m 12,0s; d: -54° 21’ 00”; stelle: 150; V: 6,5; Ø: 40,0’; classe: II 1 r; Br: 10,0; Spec.: B8; d: 550 pc; età: 890 milioni di anni.

Immagine sul web.

Grande e ricco ammasso galattico, situato 2,5° a sud-sudovest della z Lup. Bell’oggetto per i binocoli. A circa 1,3° nordovest dal suo centro c’è una variabile irregolare, la V Lup: è una tipica stella al carbonio, registrata con la sigla S3548 nel Cool Galactic Carbon Stars Catalog. La sua magnitudine visuale varia solo da 9,16 a 9,26 secondo il GCVS. Il suo indice di colore è 2,74.

 

NGC5927

(Ammasso globulare) a: 15h 28m 00,5s; d: -50° 40’ 22”; V: 8,3; Ø: 12,0’; classe: VIII; d: 7,4 kpc; dal centro galattico: 4,5 kpc; B-V: 1,31 (B-V*: 0,84); Spec.: G2; VR: -115,7 km/sec.; MV: -7,80; Fe/H: -0,37.

Immagine sul web. Diagramma HR.

Questo globulare insolitamente ricco di metalli è discretamente grande e moderatamente denso, risolvibile con strumenti anche non troppo grandi. Osservabile anche con i binocoli, si trova 3° a nordovest della z Lup. 70’ ad est c’è, nella costellazione della Norma, il piccolo e debole globulare NGC5946.

 

NGC5986

(Ammasso globulare) a: 15h 46m 03,5s; d: -37° 47’ 10”; V: 7,1; Ø: 9,8’; classe: VII; d: 10,3 kpc; dal centro galattico: 4,7 kpc; B-V: 0,90 (B-V*: 0,63); Spec.: F5; VR: +88,9 km/sec.; MV: -8,38; Fe/H: -1,67.

Immagine sul web. Diagramma HR.

Discretamente grande e luminoso, difficilmente risolvibile. 20’ ad est-sudest c’è una stella gialla (G6) di magnitudine 6, la doppia See 249 (HD 140901, compagna di magnitudine 13,5 a 15”.


 

Norma

Nome italiano:

Abbreviazione:

Estensione:

Squadra

Nor

165° quadrati circa
a: da 15h 29m a 16h 36m circa
d: da -42° 15’ a -60° 25’ circa

 

E’ una delle quattordici costellazioni del cielo australe introdotte da Lacaille a seguito della sua proficua spedizione al Capo di Buona Speranza negli anni 1751-1752. Le sue stelle più brillanti splendono poco più della magnitudine 5, tranne la g2 Nor che è di magnitudine 4. E quella che in origine era stata designata come a Nor non fa più parte della costellazione: oggi viene inclusa in quella dello Scorpione, pochi gradi ad ovest di e Sco.

Le nebulae

Mappa (link esterno)

 


 

Le Nebulae 

 

NGC5925 

(Ammasso aperto) a: 15h 27m 24,0s; d: -54° 32’ 00”; stelle: 120; V: 8,4; Ø: 20,0’; classe: III 1 m; Spec.: A1.

Immagine sul web.

Abbastanza grande, moderatamente luminoso gruppo di oltre 100 stelle tra l’undicesima e la dodicesima magnitudine, forse meriterebbe di essere studiato più di quanto non lo sia stato finora. Si trova proprio al confine con la porzione più sudorientale del Lupo, circa 3,5° a sudest della z Lup (vedi scheda). 3° ad ovest c’è in grande e brillante ammasso aperto NGC5822.

 

NGC5946 

(Ammasso globulare) a: 15h 35m 28,5s; d: -50° 39’ 34”; V: 9,6; Ø: 7,1’; classe: IX; d: 12,3 kpc; dal centro galattico: 7,1 kpc; B-V: 1,29  (B-V*: 0,74); Spec.: F7/8; VR: +119,5 km/sec.; MV: -7,55; Fe/H: -1,38.

Bel globulare parzialmente risolvibile grazie alla non eccessiva condensazione. Molto più grande e brillante. 70’ ad ovest, NGC5927. Vedi immagine sul web.

Cr 292 

(Ammasso aperto) a: 15h 50m 42,0s; d: -57° 40’ 00”; stelle: 50; V: 7,9; Ø: 16,0’; classe: III 2 m.

Un altro ammasso poco studiato: é un ampio gruppo sparso e poco staccato di una cinquantina di stele di magnitudine 10 e giù di lì. Nei binocoli forma un bel trio con i più piccoli NGC6005, 45’ ad est-nordest, ed NGC5999. 1° a nord-nordest.

NGC5999 

(Ammasso aperto) a: 15h 52m 06,0s;  d: -56° 28’ 00”; stelle: 40; V: 9,0; Ø: 3,0’; classe: I 3 m; Br: 12,0; Spec.: A0.

Piccolo, ma ben staccato dal fondo, bello da osservare con i telescopi ma anche, insieme a Cr 292 ed NGC6005, con i binocoli. Vedi immagine sul web.

 

NGC6067

(Ammasso aperto) a: 16h 13m 12,0s; d: -54° 13’ 00”; stelle: 100; V: 5,6; Ø: 13,0’; classe: I 2 r; d: 2.100 pc; Br: 8,3; Spec.: B2; VR: -43 km/sec.

Immagine sul web.

 

Un bell’oggetto binocolare: grande ma non troppo, ricco e ben staccato dallo sfondo, discretamente luminoso: oltre un centinaio di membri, molti dei quali intorno a magnitudine 9. Quasi al centro dell’ammasso c’è la stella doppia giallo-arancione (B-V: 1,25) h 4835 (a: 16h 13m 17,4s; d: -54° 14’ 05”), formata da due membri rispettivamente di magnitudine 8,8 e 9,4 separati da meno di 10”. Questa rivaleggia in splendore, come stella dominante dell’ammasso, con la TYC 8710-33-1 (a: 16h 12m 56,9s; d: -54° 13’ 13”), una gigante rossa (B-V: 1,68; V: 8,73).

Il campo stellare che circonda l’ammasso è cosparso di moltissime stelle tra la quinta e l’ottava magnitudine, compresa la gialla (spettro: G4; V: 5) k Nor, che si trova una ventina di primi d’arco a sud dell’ammasso.

 

NGC6152 

(Ammasso aperto) a: 16h 32m 48,0s; d: -52° 39’ 00”; stelle: 70; V: 8,1; Ø: 25,0’; classe: II 2 m; d: 1.030 pc; Br: 11,0; Spec.: B5.

 

E’ un bell’oggetto per i binocoli; un po’ sparso, invece, per i telescopi. Si trova quasi al confine con la costellazione dell’Ara. Vedi immagine sul web.

 

NGC6167 

(Ammasso aperto) a: 16h 34m 36,0s; d: -49° 46’ 00”; V: 6,7; Ø: 8,0’; classe: II 3 m; d: 1.200 pc; Br: 7.4; Spec.: B.

Immagine sul web.

Piccolo ma brillante, forse una quarantina di stelle distribuite piuttosto irregolarmente. La sua stella più brillante è classificata come supergigante A0 Ia, e quindi ci aspetteremmo di vederla bianca: ma il suo indice di colore, 0,78, dimostra che è decisamente gialla. Potrebbe essere un effetto di arrossamento dovuto al mezzo interstellare che la luce della stella deve attraversare per giungere fino a noi.

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