La Lira é quella di Orfeo, ma fu inventata da Hermes (Mercurio), il messaggero degli dei. Hermes si imbatté casualmente con un guscio vuoto di tartaruga, e, mentre se la rigirava distrattamente tra le mani, ci batteva sopra distrattamente. I suoni prodotti dall’oggetto gli dettero l’idea di tendere delle corde attraverso di esso, e il suono che ne risultò gli piacque parecchio: così nacque la Lira. Hermes donò lo strumento ad Apollo, e questi lo dette ad Orfeo, il più
grande musicista dell’epoca. La musica di Orfeo aveva il potere di incantare
gli uomini, anche i più infuriati, e persino le bestie feroci. Orfeo con la sua
Lira poteva persino sedare i terremoti e la furia delle acque. Euridice, l’amatissima sposa di Orfeo, morì, ed egli non ebbe successo nel suo tentativo di sottrarla al dio degli Inferi. Orfeo stesso perì, sopraffatto da un’orda di Menadi che, istigate dal dio Dioniso (Bacco), lo fecero a pezzi e gettarono la sua testa nel fiume Ebro galleggiando sul quale, sempre cantando, essa giunse al mare e quindi all’isola di Lesbo. Zeus (Giove) mandò un avvoltoio a mettere in salvo la Lira, e la pose in cielo tra le stelle. Un altro mito narra che furono le Muse, dopo aver sepolto Orfeo ai piedi dell’Olimpo, a portare in cielo la Lira. La costellazione confina a nord con il Drago, ad ovest con Ercole, a sud ancora con Ercole e con la Vulpecula, ad est con il Cigno.
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