Musca - Octans
Home ] Su ] Andromeda ] Antlia - Apus ] Aquila ] Aquarius ] Ara - Caelum ] Aries ] Auriga ] Bootes ] Camelopardalis ] Carina ] Cassiopeia ] Centaurus - Crux ] Cepheus ] Cetus ] Chamaeleon - Circinus ] Canis Major ] Canis Minor - Capricornus ] Cancer ] Columba - Lepus ] Coma Berenices ] Cor. Australis - Borealis ] Corvus - Crate ] Canes Venatici ] Cygnus ] Delphinus - Equuleus ] Dorado ] Draco ] Eridanus ] Fornax - Grus ] Gemini ] Hercules ] Horologium-Hydrus ] Hydra ] Indus - Lacerta ] Leo - L. Minor ] Libra - Lynx ] Lupus - Norma ] Lyra ] Mensa - Microscopium ] Monoceros ] [ Musca - Octans ] Ophiuchus ] Orion ] Pavo - Phoenix ] Pegasus ] Perseus ] Pictor - Pyxis ] P. Austrinus - Tucana ] Pisces ] Puppis ] Reticulum - Sextans ] Sculptor ] Scorpius ] Scutum ] Serpens ] Sagitta - Vulpecula ] Sagittarius ] Taurus ] Telescopium ] Triangulum - Tr.  Australe ] Ursa Major ] Ursa Minor ] Vela - Volans ] Virgo ]

 

 


 

Musca

Nome italiano: 

Abbreviazione:

Estensione:

Mosca

Mus

138° quadrati circa
a: da 11h 20m a 13h 50m circa
d: da -64° 20’ a -75° 45’ circa

 

Introdotta dai navigatori olandesi Pieter Geyser e Frederick de Houtman, e rappresentata per la prima volta nell’Uranometria di Bayer nel 1603, il suo nome originario era Apis, Ape; ma era una denominazione che poteva ingenerare qualche confusione con Apus, l’Uccello del Paradiso, per cui venne mutata con quella di Musca Australis, la Mosca Australe: l’aggettivo serviva a differenziarla dalla Musca Borealis, la Mosca Boreale, costellazione ora cancellata le cui stelle sono state assegnate all’Ariete.

E’ una piccola ma ben riconoscibile costellazione posta immediatamente a sud del Centauro e della Croce del Sud. La sua stella più brillante, la a Mus (spettro: B2; V: 2,69), si trova a 6° sud-sudest di Acrux, la splendente a Cru.  

Mappa (link esterno)

Le stelle

Le nebulae


Le Stelle 

 

a (alfa) Mus

a: 12h 37m 11,0s; d: -69° 08’ 08”; p: 0,01067”; V: 2,69; MV: -2,7; spettro: B2IV-V; B-V: -0,18; m: -0,11194”/-0,01244”; VR: +13,0 km/sec.; d: 300 a. l.; luminosità: 600; altre denominazioni: HIP 61585; HD 109668; HR 4798; SAO 251974.

La stella più brillante della costellazione si trova circa 6° a sud della Croce del Sud; è una subgigante biancoazzurra. E’ stata anche classificata come stella di sequenza principale; ma, visto che presenta una sia pur lievissima variabilità (tra V 2,68 e 2,73 in un periodo di 0,0903 giorni), ascrivibile al tipo b CMa, ci sembra decisamente più corretta l’attribuzione della classe di luminosità IV.

 

b (beta) Mus

a: 12h 46m 16,9s; d: -68° 06’ 29”; p: 0,01048”; V: 3,04; MV: -2,1; spettro: B2V; B-V: -0,17; m: -0,08180”/-0,02030”; VR: +0,42 km/sec.; d: 310 a. l.; luminosità: 450; altre denominazioni: HIP 62322; HD 110879; HR 4844; SAO 252019.

La b Mus è una doppia piuttosto stretta, la cui separazione è comunque in aumento, essendo passata dai 0,6” del 1880 ai 1,2” del 1991 (PA 35°). Le due stelle sono entrambe bianco-azzurre, e le rispettive magnitudini sono 3,60 e 3,90.

 

d (delta) Mus

a: 13h 02m 16,2s; d: -71° 32’ 56”; p: 0,03591”; V: 3,61; MV: -0,2; tipo spettrale: K2III; B-V: 1,19; m: +0,83280”/-0,02328”; VR: +36,5 km/sec.; d: 90 a. l.; luminosità: 22; altre denominazioni: HIP 63613; HD 112985; HR 4923; SAO 257000.

Con il suo bel colore giallo dorato forma una piacevole doppia ottica con una stella (spettro: B1.5 III; V: 5,9) che si trova 6’ a nordest. A 40’ nord-nordovest c’è il bell’ammasso globulare NGC4833. La d Mus é una binaria spettroscopica, con un periodo di 847 giorni.

 

q (theta) Mus

a: 13h 08m 07,1s; d: -65° 18’ 21”; V: 5,44; spettro: WC6 + O9,5 I; B-V: -0,03; m: -0,01281”/-0,00223”; distanza e luminosità: indeterminate; altre denominazioni: HIP 64094; HD 113904; HR 4952; SAO 252162; Rmk 16.

Questa lontanissima stella doppia è composta da una stella di Wolf-Rayet e da una di tipo O9,5 o B0. La separazione, misurata da Hipparcos nel 1991, era di 5,34” in PA 187°, ed è immutata almeno dal 1826. Le magnitudini individuali sono, rispettivamente, 5,70 e 7,80. La compagna è la seconda Wolf-Rayet più brillante che conosciamo, dopo la g Vel.

 


 

Le Nebulae 

 

NGC4372 

(Ammasso globulare) a: 12h 25m 45,4s; d: -72° 39’ 33”; V: 7,8; Ø: 18,6’; classe: XII; d: 4,9 kpc; dal centro galattico: 6,9 kpc; B-V: 1,10  (B-V*: 0,68); Spec.: F5; VR: +72,3 km/sec.; MV: -7,52; Fe/H: -2,09.
Immagine sul web. Diagramma HR.

Grande ma pochissimo concentrato (per un globulare) ammasso di migliaia stelline di dodicesima magnitudine o ancora più deboli, con una stella (di campo, non fa parte dell’ammasso; V: 6,6) nel settore nordovest. Si trova 40’ a sudovest della g Mus (spettro: B5; V: 3,8).

 

Harvard 6 

(Ammasso aperto) a: 12h 37m 54,0s;  d: -68° 28’ 00”; stelle: 100; V: 10,7; Ø: 5,0’; classe: II 2 r; VR: -12 km/sec.; Br: 10,7.

Foltissimo addensamento di un centinaio e più di stelline intorno alla dodicesima magnitudine, 40’ circa a nord della a Mus (vedi scheda). Facile oggetto per binocoli, molto bello nei piccoli telescopi.

 

NGC4815 

(Ammasso aperto) a: 12h 58m 00,0s; d: -64° 57’ 00”; stelle: 100; V: 8,6; Ø: 3,0’; classe: I 3 m; Br: 9,7; Spec.: O.

Piccolo, brillante, densissimo agglomerato di stelle, facile nei binocoli malgrado le modeste dimensioni angolari. Potrebbe essere, però, un semplice asterismo.  Vedi immagine sul web.

NGC4833 

(Ammasso globulare) a: 12h 59m 35,0s; d: -70° 52’ 29”; V: 7,4; Ø: 13,5’; classe: VIII; d: 5,9 kpc; dal centro galattico: 6,9 kpc; B-V: 0,93  (B-V*: 0,60); Spec.: F3; VR: 200,2  km/sec.; MV: -7,96; Fe/H: -1,79.

Immagine sul web. Diagramma HR.

Più piccolo ma più brillante e concentrato rispetto ad NGC4372, si trova 40’ circa a nord-nordovest dalla d Mus e dalla sua azzurra compagna (vedi scheda). I tre oggetti danno spettacolo se osservati nello stesso campo con un buon binocolo, ma anche meglio in un telescopio medio-piccolo con un oculare a largo campo.

 

NGC5189 

(Nebulosa planetaria) a: 13h 33m 31,2s; d: -65° 58’ 34”; V: 10,3; Ø: 2,3’; classe: 5; Br: 14,0; VR: -9 km/sec.; VE: 31 km/sec.

Immagine sul web.

Le dimensioni angolari sono, per una planetaria, abbastanza generose. Meglio adoperare un filtro interferenziale, anche per smorzare la luce della stella biancoazzurra (spettro: B3; V: 7.2) HD 117694, che si trova appena 7’ a sud-sudest.

 


Octans

Nome italiano:

Abbreviazione:

Estensione:

Ottante

Oct

291° quadrati circa
a: è estesa tutto intorno al Polo Sud
d: da -74° 20’ a -90°

L’Ottante è il precursore del sestante: fu inventato da John Hadley nel 1730 e veniva usato per determinare la posizione delle stelle in navigazione. Come tutte le altre che prendono il nome da strumenti tecnici o scientifici, questa costellazione fu introdotta da Lacaille nel 1751-1752. E’ una costellazione circumpolare australe e include il Polo Sud celeste.

E’ formata da stelle piuttosto deboli (solo una, la n Oct, brilla più della 4a magnitudine. La s Oct (spettro: F0; V: 5,45; variabile del tipo d Sct) è la Stella Polare dell’emisfero australe: si trova ad appena 1° dal Polo Sud celeste, ma non è mai stata molto usata in navigazione perché è proprio ai limiti estremi della visibilità ad occhio nudo: la nostra Stella Polare è 20 volte più brillante.

Le stelle

Le nebulae

 


 

Le Stelle 

 

l (lambda) Oct

a: 21h 50m 54,5s; d: -82° 43’ 08”; p: 0,00749”; V: 5,27; spettro: G8/K0III+…; m: +0,53772”/
-0,03303”; d: 435 a. l.; luminosità: 115; altre denominazioni: HIP 107843; HD 206240; SAO 258914; HR 8280; h 5278.

Una bella doppia scoperta da John Herschel nel 1835, con entrambi i membri brillanti e a distanza ideale per i piccoli strumenti. Le magnitudini individuali sono, rispettivamente, 5,4 e 7,6 e il tipo spettrale della primaria è tra G8 e K0. La separazione era di 3,23” in PA 64° nel 1991 (Hipparcos).

 

s (sigma) Oct

a: 21h 08m 46,2s; d: -88° 57’ 23”; p: 0,01207”; V: 5,45v; spettro: F0III; m: +1,42549”/+0,00502”; VR: +11,9 km/sec.; d: 270 a. l.; luminosità: 115; altre denominazioni: HIP 104382; HD 177482; SAO 258857; HR 7228.

Una stella che non varrebbe certo la pena di citare, se non fosse per il fatto che è la stella visibile ad occhio nudo (anche se a malapena) più vicina al Polo Sud celeste. Definirla la Stella Polare del sud sarebbe però decisamente esagerato dato che la sua scarsa visibilità la rende praticamente inutile per la navigazione. Il suo cospicuo moto proprio in declinazione la va comunque allontanando dal polo: nell’anno 1900 la distanza era infatti di soli 45’, mentre un secolo dopo, nel 2000, era salita a 1,03’. Presenta una modesta variabilità dell’ordine delle 0,05 magnitudini, ascrivibile al tipo d Sct.

Le Nebulae 

 

Mel 227

(Ammasso aperto) a: 20h 12m 06,0s; d: -79° 19’ 00”; stelle: 40; V: 5,3; Ø: 50,0’; classe: II 2 p; Spec.: B9.

Grande e sparso gruppo di una quarantina di stelle a è partire dalla magnitudine 7; difficile da staccare dallo sfondo, ma adatto ai binocoli.

Home ] Su ]