Nebulae dell'Aquila
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NGC6709

 

(Ammasso aperto) a: 18h 51m 30,0s; d: +10° 21’ 00”; d: 950 pc; V: 6,7; Ø: 13’; classe III 2 m; stelle: 40; VR: -15 km/sec.; Br: 9,07; Spec.: B5; età: 78 milioni di anni.

Discretamente grande e mediamente ricco, si trova 5° esattamente a sudovest della z Aql (spettro A0, magnitudine 3.

 

NGC6741

 

(Nebulosa planetaria) a: 19h 02m 37,2s; d: -00° 26’ 59”; V: 10,8; Br: 14,7; classe: 4; Ø: 6”; VR: +42 km/sec.; d: 1,6 kpc.

Immagine sul web.

Estremamente piccola, richiede grandi aperture, ingrandimenti elevati e filtro interferenziale per vederne il disco. La stella centrale è di magnitudine 14,7.

 

NGC6749

 

(Ammasso globulare) a: 19h 05m 15,3s; d: +01° 54’ 03”; V: 11,1; Ø: 6,3’; d: 7,7 kpc; dal centro galattico: 4,9 kpc; B-V: 2,14 (B-V*: 0,64); MV: -6,65; Fe/H: -1,60.

Fioco, non risolto in stelle, diffuso, poco concentrato, si trova 25’ ad est dalla stella bianca (A2) di magnitudine 5,8 SAO 124203; la regione si trova circa 3° a sudest di q Ser; è molto difficile da osservare o fotografare, ma può essere un soggetto interessante per un CCD. Da notare l’entità della correzione dell’indice di colore B-V, che indica un ingentissimo assorbimento interstellare. Vedi immagine sul web.

 

NGC6751

(Nebulosa planetaria) a: 19h 05m 55,5s; d: -05° 59’ 33”; V: 12,5; Ø: 20”; classe: 3; Br: 13,0; VR: -39 km/sec.

Immagine sul web.

Come tutte le nebulose planetarie, è un guscio di gas eiettato alcune migliaia di anni fa da una stella calda centrale. ‘immagine ripresa dal Telescopio Spaziale è una composizione di riprese con tre filtri diversi che mettono in evidenza gas nebulari a diverse temperature. Le regioni blu, disposte a formare un anello regolare, indicano i gas più caldi. L’arancione e il rosso corrispondono a gas più freddi che si dispongono in un anello sfilacciato più esterno e in lunghe striature radiali. L’origine di queste strutture formate dal gas più freddo non è ancora ben compresa anche se è evidente l’influenza della radiazione e del vento stellare provenienti dalla stella centrale nel modellare le striature radiali. Si stima che la superficie della stella raggiunga l’incredibile temperatura di 140.000° C. Le attuali stime indicano una distanza di circa 6.500 anni luce dalla Terra. La nebulosa ha un diametro di 0,8 anni luce, circa 600 volte il diametro del Sistema Solare.

Per un telescopio amatoriale, purtroppo, non è che un piccolo disco dai bordi sfocati con una stellina centrale di magnitudine 13,89. Richiede ingrandimenti elevati e un filtro nebulare. 30’ a nordovest c’è la variabile V Aql.

 

NGC6760

 

(Ammasso globulare) a: 19h 11m 12,1s; d: +01° 01’ 50”; V: 9,10; Ø: 6,6’; classe: IX; d: 7,3 kpc; dal centro galattico: 4,8 kpc; B-V: 1,66 (B-V*: 0,75); Spec.: G5; VR: -27,5 km/sec.; MV: -7,76; Fe/H: -0,52.

Un bagliore rotondo con un piccolo nucleo brillante; nessun telescopio amatoriale è in grado di risolverlo in stelle. Vedi immagine sul web (UAE, Catania).

 

NGC6781

(Nebulosa planetaria) a: 19h 18m 26,5s; d: +06° 32’ 31”; V: 11,8; Br: 14,95; classe: 3b + 3; Ø: 1,7’; VR: +4 km/sec.; d: 0,8 kpc.

Immagine sul web.

Grande, fioca e rotonda; alla visione distolta si rivela il vuoto centrale. La stellina centrale è di 15a magnitudine. E’ la più grande tra le nebulose planetarie della costellazione (almeno altre cinque sono osservabili con un telescopio da 200 mm.).

 

B 143

(Nebulosa oscura)a: 19h 36m,8; d:  +12° 27’; Ø: 40’ x 5’.

In realtà le nebulose sono due, in quanto B 142, poco meno estesa, si trova soltanto pochi primi a sud della maggiore. L’estensione del gruppo, in direzione nord-sud, supera il grado, è già visibile ad occhio nudo ed evidentissima in un modesto binocolo 7 x 50 o 10

 

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