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Nebulae del Centauro
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La galassia nota come NGC5128, o con la sua designazione di
radiosorgente Centaurus A (Cen A) fu scoperta il 4 agosto 1826 da James Dunlop. E’ il numero 482 nel suo “A Catalogue of Nebulae
and Clusters of Stars in the Southern Hemisphere observed in New South Wales”,
in: Philosophical Transactions of the Royal Society, Vol. 118, p.
113-151. John
Herschel ne registra delle osservazioni in Outlines of Astronomy: egli la
descrive come “two semi-ovals of elliptically formed nebula appearing to be
cut asunder and separated by a broad obscure band parallel to the larger axis of
the nebula, in the midst of which a faint streak of light parallel to the sides
of the cut appears.” Malgrado le osservazioni di Herschel, gli astronomi non
prestarono eccessive attenzioni a Centaurus A per qualcosa come 100 anni, dato
che la consideravano semplicemente una delle tante nebulose, quegli sfocati
oggetti che in origine si pensava stessero tutti nella nostra stessa Galassia.
Anche Edwin Hubble la considerò un oggetto nebuloso. Successivamente, telescopi
più potenti identificarono molti di questi oggetti con galassie. Centaurus A
tuttavia fu a lungo ignorata a causa della scarsità di grandi telescopi ottici
nell’emisfero australe. Questa galassia fa parte del gruppo di galassie dominato da M83. E’ una delle galassie più interessanti e peculiari dell’intera volta celeste, ed è una delle più intense sorgenti di emissioni radio (da ciò la designazione Centaurus A); in effetti, è la radiogalassia più vicina a noi. E’ di un tipo intermedio tra le galassie ellittiche e quelle a disco (o spirali): la massa principale ha tutte le caratteristiche di una grande ellittica, ma una imponente cintura di polveri è sovrapposta proprio sul piano equatoriale, formando il piano di un disco attraverso la galassia. Sembra che la galassia abbia “divorato” almeno una grande spirale negli ultimi miliardi di anni. Tuttavia, secondo alcuni autori, non è certo che sia questa la spiegazione del curioso aspetto di questo oggetto: potrebbe semplicemente essere uno dei rari esempi di galassie che rappresentano una sorta di anello di congiunzione tra le normali ellittiche e le normali spirali. Nella banda radio dello spettro, Centaurus A mostra due vaste regioni di emissione radio, che iniziano nel prolungamento dell’asse polare del disco di NGC5128 e si estendono per molte centinaia di anni luce da entrambi i lati.
Dall’Europa w
Centauri non è praticamente osservabile, data la sua declinazione. E’
possibile vederlo, bassissimo sull’orizzonte ed estremamente arrossato e
annebbiato per l’assorbimento atmosferico, dalla Sicilia meridionale, da dove
infatti è stato fotografato con risultati, data la latitudine, certamente
apprezzabili. Alle latitudini opportune, invece, w Centauri è visibile facilmente ad occhio nudo come stella di 4a magnitudine: nulla di strano, dunque, che già Tolomeo, oltre 18 secoli fa, l’includesse nel suo famoso catalogo stellare. Il catalogo di Bayer lo include, sempre come stella, e lo contrassegna con la lettera greca w (Omega). Il primo ad osservare che l’oggetto è in realtà un ammasso stellare e non già una stella fu Halley, durante la sua spedizione a Sant’Elena, nel 1677. Il diametro è di 36,3’, e cioè abbondantemente più della Luna piena. Data la distanza di circa 5,2 kpc (17.000 a. l.), il diametro effettivo dovrebbe aggirarsi sui 150 a. l.; ma nelle migliori riprese fotografiche professionali w Centauri raggiunge i 70’, il che corrisponderebbe ad un diametro lineare di 350 a. l.! Si pensa che la popolazione stellare superi il milione di membri. La popolazione stellare è costituita soprattutto da giganti rosse e gialle di magnitudine assoluta media -3. Si ritiene che, al centro dell’ammasso, la densità stellare sia qualcosa come 25.000 volte superiore a quella che c’è nei dintorni del Sole: la distanza media tra stella e stella sarebbe di 0,1 a. l.
Ovale abbastanza luminoso, più brillante al centro. Come spesso accade con le galassie ellittiche, non c’è molto altro da dire.
Piccola, irregolare, variegata chiazza nebulosa; non si vede alcuna stella centrale. Per localizzarla, si può far riferimento alla p Cen (spettro B5; V: 3,9), e da questa risalire alla doppia (ma se riuscite a separarla non siete bravi, siete matti: separazione 0,1”) I 883 (spettro K0; V: 5,8), che si trova a 1,5° nord-nordest. 20’ a nordest da quest’ultima stella c’è la planetaria (se è una planetaria).
Tenue e piuttosto estesa (per un oggetto che si ritiene molto distante) chiazza irregolare senza stella visibile; opportuno un filtro nebulare. Si trova 50’ a sud-sudest della doppia o1,2 (omicron1,2) Cen (V: 5; spettro G0).
Denso ammasso immerso nel denso campo stellare della porzione più meridionale del Centauro, tra la Croce del Sud e la Carena. Bellissima regione da esplorare con i binocoli. Non capisco la classificazione di Trumpler: 100 stelle in un campo di 12’ non meriterebbero la qualifica di povero.
Molto piccola ma brillante chiazza nebulosa con una stellina centrale, 20’ a sudovest della stella doppia I 892 (separazione 54,6” in PA 122°, V: 5,57 e 11, spettro B4). Vedi immagine sul web.
Anche
se un po’ troppo piccola e debole per la maggior parte dei telescopi
amatoriali, la galassia spirale NGC4603 merita un cenno particolare perché, al
momento in cui scrivo queste pagine, gode di un importante primato: è infatti
(fino a quando scrivo) la più lontana galassia nella quale siano state identificate delle variabili
cefeidi. Come sappiamo, le cefeidi sono una classe particolare di stelle
variabili la cui luminosità si modifica in maniera molto regolare con periodi
compresi fra 1 giorno e mezzo e 50 giorni. Una caratteristica delle cefeidi che
le rende così importanti è questa: le loro magnitudini assolute sono legate ai
periodi di pulsazione. Quanto più lungo il periodo, tanto più elevata la
luminosità media della stella. Tale caratteristica fa delle cefeidi un
utilissimo strumento di misurazione delle distanze[1].
NGC4603
è membro dell’ammasso del Centauro, uno dei più massicci gruppi di galassie
relativamente vicini a noi. L’intero Gruppo Locale, cui appartiene anche la
nostra Galassia, si sta movendo in direzione dell’ammasso del Centauro alla
velocità di oltre 1,6 milioni di chilometri orari; tale movimento è dovuto
alla sua influenza gravitazionale. I bracci di spirale della galassia sono ricchi di ammassi di giovani stelle che splendono di una intensa luce blu. Fanno da contrasto anche numerose stelle giganti rosse, le quali si trovano verso la fine del ciclo evolutivo stellare. Nonostante l’ineguagliabile capacità di dettaglio del Telescopio Spaziale Hubble, si distinguono solo le stelle più luminose di NGC4603. Gran parte della luminosità diffusa proviene da piccole stelle che non possono essere risolte individualmente. I filamenti rossastri sono regioni occupate da nubi di polveri che oscurano la luce blu di stelle retrostanti. I
ricercatori, utilizzando una cinquantina di cefeidi e osservandone le
caratteristiche hanno determinato accuratamente la distanza della galassia.
Queste misure ci mostrano che, tenuto conto dell’espansione dell’universo e
del movimento del Gruppo Locale, l’ammasso del Centauro è quasi in quiete
rispetto alle regioni circostanti. Ciò significa che la causa dei rapidi moti
che si osservano nell’universo è da ricercarsi proprio nel Centauro piuttosto
che nell’attrazione gravitazionale di altre concentrazioni di materia. Le osservazioni di lontane cefeidi, come quelle di NGC4603, aiutano gli astronomi sia nella determinazione dei moti relativi tra gruppi di galassie, sia a misurare con maggiore accuratezza la velocità di espansione dell’universo.
Grande fuso sottile orientato per nordest-sudovest. Facile da localizzare, 15’ ad est della x1 Cen (spettro A0; V: 4,8). 30’ ad est c’è la galassia ellittica NGC4976: V: 10; Ø: 4,3’ x 2,6’.
Facile da localizzare, 15’ ad est-nordest della i Cen (V: 2,75; spettro A2). E’ un’ampia e brillante ellisse con un centro molto brillante e un nucleo stellare. Vedi immagine sul web.
Grande regione nebulosa immersa nelle nubi stellari della Via Lattea. La porzione più brillante, visibile addirittura ad occhio nudo, è estesa per circa 1°, ma tutto intorno una pallida nebulosità si estende almeno per un diametro di 3°; splendida regione per i binocoli. Opportuno l’uso del filtro nebulare per esplorarla nei dettagli.
Debole fuso orientato da ovest-sudovest a est-nordest, con una piccola condensazione centrale.
Luminoso fuso sottile, più brillante al centro e con un piccolissimo nucleo stellare. Orientato per nordest-sudovest. Si trova circa 13 minuti di ascensione retta ad ovest (e 15’ più a nord) della 4 Cen (spettro B4; V: 4.8). circa 2° a nord-nordovest c’è la galassia spirale M83. E’ uno dei pochi oggetti celesti del Centauro che possano tranquillamente essere osservati dall’Italia (in modo particolare dalla Sicilia).
Un ammasso globulare brillante, grande, discretamente ricco, 2,3° a nord-nordest della e Cen (spettro B1; V: 2,3). Con un binocolo dal campo abbastanza largo si può osservare insieme al molto più spettacolare w Cen (NGC5139). 40’ ad est e 10’ più a nord, se avete un buon telescopio e un filtro nebulare, potete cercare la debole e minuscola nebulosa planetaria NGC5307 (V: 12; Ø: 15” x 10”).
A dispetto della classificazione, è un ammasso discretamente ricco, brillante e molto bello in un binocolo. Si trova 2° a sudovest di Hadar, b Cen (spettro: B1; V: 0.61).
Bell’oggetto per i binocoli, 10 minuti di ascensione retta ad ovest di Rigil Kentaurus, a Cen (spettro: G2; V: –0,01). Vedi immagine sul web.
Bell’oggetto
per i binocoli.
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