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Nebulae della Balena
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Messier dà questa descrizione di M77: “Ammasso di piccole stelle che contiene qualche nebulosità in Cetus, e sul parallelo della stella d, riportata di 3a magnitudine e che M. Messier stima soltanto di 5a. M. Méchain ha visto quest’ammasso il 29 ottobre 1780 in forma di nebulosa”. Il che ci conferma la nostra convinzione che Méchain fosse un osservatore migliore di Messier. Per la cronaca, d Ceti é di magnitudine 4,07 (Sky Catalogue 2000.0). Si trova, come annotava Messier, a circa 1° sudest di d Ceti. E’ una delle galassie intrinsecamente più imponenti del Catalogo Messier; le sue regioni più brillanti si estendono per circa 120.000 anni luce, mentre le più deboli si spingono oltre, forse fino a qualcosa come 170.000 anni luce. E’ il membro dominante di un piccolo gruppo fisico di galassie, e si presenta come una superba spirale con un’ampia struttura di bracci che nella regione interna presentano una popolazione giovane, mentre nelle zone più periferiche predominano le più vecchie popolazioni stellari giallastre. M77 dista da noi circa 60 milioni di anni luce, la stessa distanza, ma in diversa direzione, dell’ammasso della Vergine, e recede da noi di 1.100 km/sec, secondo le misurazioni fatte da Slipher, del Lowell Observatory, nel 1914; allora, soltanto M104, la Galassia Sombrero, poteva vantare un red shift superiore. Questa galassia è unica e particolare per molte ragioni. Primo, il suo spettro presenta caratteristiche particolari nel modulo delle righe in emissione, il che indica che gigantesche nubi gassose muovono rapidamente del centro di questa galassia, alla velocità di molte centinaia di km/sec. Questa caratteristica classifica M77 come una galassia di Seyfert di tipo II; anzi, essa è la più vicina e più brillante rappresentante di questa classe di galassie attive, e ne è considerata il prototipo. I nuclei di queste galassie splendono con luminosità dell’ordine del miliardo di masse solari, e tale splendore fluttua con un periodo di alcuni giorni: ciò indica l’energia è emessa da una regione estesa solo per pochi giorni-luce. La fonte più probabile di un tale enorme ammontare di energia è costituita da oggetti massicci oscuri con una massa totale di centinaia di migliaia di stelle come il Sole. L’opinione più diffusa tra gli scienziati è che tali oggetti siano buchi neri supermassicci. Recenti interessantissime informazioni che avvalorano queste tesi sono state ottenute con le immagini riprese dal telescopio spaziale. La regione di M77 è abbastanza ricca di galassie minori. 35’ circa a nord-nordovest c’è NGC1055, una spirale Sb di magnitudine 10,55, di discreta estensione lungo l’asse maggiore (6,7’ x 1,5’). Circa 1° a sudovest da M77 ci sono due piccole spirali, NGC1087 e 1090, di magnitudine rispettivamente 10,99 e 11,93 ed asse maggiore rispettivamente 3,5’ e 3,8’, decisamente difficili per i più piccoli strumenti amatoriali. 1° circa a sudest di M77 c’è la stella 84 Ceti, doppia (S 295). Le due componenti sono di magnitudine rispettivamente 5,8 e 9; la separazione era di 4” nel 1970.
Debole spirale che ci si mostra quasi frontalmente; il nucleo è poco brillante: le caratteristiche di quest’oggetto ricordano abbastanza M33, naturalmente più in piccolo. Tuttavia è abbastanza estesa da mostrarci numerosi deboli addensamenti di nubi stellari e regioni H-II. A soli 4’ ovest-sudovest dal nucleo c’è una stella gialla (K0) di magnitudine 6,5, il cui splendore disturba non poco l’osservazione della galassia.
In un telescopio amatoriale si vede come una pallida ellisse orientata da est-nordest a ovest-sudovest, con un piccolo nucleo più brillante. Una stellina di 13° magnitudine si trova ai margini nordest della struttura spirale, a 1,5’ dal nucleo. Con aperture elevate e, soprattutto, mezzi di ripresa digitali, si possono evidenziare le belle braccia spirali ricche di particolari (noduli, condensazioni ecc.).
Debole ovale priva di un nucleo evidente; è una spirale vista frontalmente, con zone centrali uniformemente brillanti (solo attrezzature digitali e larghe aperture ne riveleranno la ricca e tormentata struttura) e quelle periferiche praticamente invisibili per qualunque attrezzatura amatoriale.
Le luminosi zone centrali sono quasi perfettamente ovali, e circondate da una debolissima struttura spirale. Una stella gialla (K0) di magnitudine 8,4 si trova 7’ esattamente ad ovest del nucleo, mentre una di magnitudine 11,67 è a soli 3’ ovest-sudovest. A circa 5,5’ sud ce n’è una di magnitudine 12,30’ a sudovest c’è un’altra piccola galassia (Ø: 2,0’ x 1,0’, V: 12,6): NGC178.
Da h Cet (V: 3,46) spostatevi di verso ovest di una ventina di minuti in ascensione retta, sulla coppia f1 – f2 Cet (entrambe di magnitudine 5 circa e separate di 1,5°). Poco più di 1° a sud del centro della congiungente di queste due stelle c’è l’oggetto in questione. Lievemente ovaleggiante, debole ma piuttosto estesa per una planetaria. Un opportuno filtro O-III aiuterà a distinguere, con aperture generose (300 mm.) le screziature ai bordi esterni dell’alone. Diametri maggiori (400 o più millimetri) permettono addirittura di tentare di risolvere la stella centrale, che è doppia (separazione 4”, compagna di magnitudine 14,3; lo spettro della stella più brillante è OVI, quello della compagna K, quindi azzurro e arancione). Le dimensioni generose fanno di questa planetaria un oggetto fotografabile anche con telescopi non grandissimi.
NGC247 é una grande ma fioca galassia spirale che si trova a un po’ meno di 3° a sud-sudest di b Cet, stella di magnitudine 2. Non inganni la magnitudine, che può sembrare favorevole: la grande estensione angolare dell’oggetto la rende adatta alla fotografia con rapporti d'apertura favorevoli (f/5 o meno), ma ne denuncia la debolissima luminosità superficiale.Un piccolo telescopio può rivelarla come una fioca macchia nebulosa allungata da nord a sud, con un’estensione di 18-20’. Per osservarla con una certa soddisfazione occorrono diametri di 200-250 mm. Il nucleo è abbastanza concentrato e luminoso. E’ uno dei membri più grandi del gruppo di galassie dominato da NGC253 (il Gruppo dello Scultore). e che comprende anche NGC55, NGC45, NGC300 ed NGC7793. NGC247 ha un diametro di circa 40.000 a. l. (un terzo circa di quello della nostra Via Lattea), mentre la massa è solo un decimo di quello della nostra Galassia.
Non è facile osservare questa galassia, abbastanza grande ma debolissima. Si trova circa 30’ ad est, praticamente sullo stesso parallelo, della più brillante ma molto più piccola NGC337. Per rintracciarle entrambe, disponendo almeno di uno strumento da 200 mm di apertura, possiamo orientarci, con un oculare fra i 30 e i 40 mm, sulla stella di 5a magnitudine 37 Cet: al margine nord-nordovest del campo dovrebbe esserci la stella gialla di magnitudine 7,5 HD 7385. Da questa ci sposteremo verso ovest, proprio sullo stesso parallelo, esattamente di 13 minuti di ascensione retta, e ci troveremo su NGC337A. Non speriamo di osservare più di un piccolo e debolissimo nucleo: la struttura spirale, molto più estesa ma troppo debole, richiede attrezzature ben al di là delle possibilità di un astrofilo. Spostandoci ancora di 30’ vedremo con molta più facilità il piccolo ma intenso bagliore di NGC337.
IC1613 é una debole galassia irregolare, simile come tipo e struttura alle meglio conosciute Nubi di Magellano, ma molto più piccola e meno luminosa. E’ membro del Gruppo Locale di galassie, il Gruppo di galassie di cui fa parte la nostra Via Lattea. Non ci sono altri motivi per citarla, dato che non é certo un soggetto di grande interesse per i piccoli telescopi, essendo estremamente difficile da osservare a causa della sua bassissima luminosità superficiale. Malgrado ciò, é un soggetto abbastanza interessante per gli addetti ai lavori, dato che in essa é stato trovato un gran numero di cefeidi, variabili che, come sappiamo, sono estremamente importanti nella valutazione delle distanze astronomiche. Per chi disponesse di uno strumento sufficientemente potente (diciamo 400 mm) e di un cielo sufficientemente limpido e buio, rintracciarla non è dopo tutto difficilissimo: bisogna far riferimento alla e Psc (V: 4,2; spettro: K0) e da questa spostarsi di 6,5° verso sud, sulla 26 Cet: anche questa è visibile ad occhio nudo (altrimenti non avrebbe un numero di Flamsteed…), ma è proprio ai limiti: magnitudine 6 abbondante e spettro F1; inoltre è una doppia larga (S 84: separazione 16”, compagna di magnitudine 9,5); la nostra galassia si trova 50’ a nord-nordest di questa stella.
Un ovale luminoso, più brillante al centro; con aperture elevate e, soprattutto, mezzi di ripresa digitali, si possono evidenziare le belle braccia spirali e alcuni particolari. Si trova 1° a sud, e un po’ ad est, della 48 Cet (bianca, V: 5).
Sfumata ellisse orientata da nord-nordest a sud-sudovest. 1° ad est-sudest c’è la galassia ellittica NGC636 (Ø: 2,3’ x 1,9’; V: 11,5).
Piccola e brillante ellisse sfumata orientata per nordovest-sudest, con un nucleo molto luminoso. Vedi immagine sul web.
Debole e sottile fuso molto più brillante al centro, orientato da nord-nordest a sud-sudovest.
Debole e rotondeggiante, con una stellina di magnitudine 10,74 a 35” dal nucleo. Vedi immagine sul web.
Largo ovale abbastanza luminoso, più brillante nelle zone centrali, orientato per est-ovest. Si trova 23 minuti di ascensione retta ad est della u Cet (V: 4; spettro: K0/M0), quasi sullo stesso parallelo. Vedi immagine sul web.
Spirale barrata. L’osservazione visuale con uno strumento da 150 mm mostra soltanto la rotondeggiante regione centrale, mentre aperture maggiori cominciano a far intravedere un accenno della barra. La tenue struttura spirale è invece visibile soltanto nella fotografia e con lunghe esposizioni. Per rintracciarla, fare riferimento alla d Cet (biancoazzurra, V: 4) e da questa spostarsi verso sudovest sulla 75 Cet (V: 5; spettro: G3). La galassia che ci interessa si trova 1° ad ovest di questa stella. 12’ ad est c’è una spirale più piccola, NGC941 (V: 12,4; Ø: 3,5’ x 2,6’: debole ma con un nucleo molto luminoso). altri 30’ sempre ad est, e c’è NGC955, sempre spirale (piccola e debole, orientata nordest-sudovest; V: 12,0; Ø: 3,0’ x 1,0’). Quest’ultima si trova 24’ ad ovest (e appena un po’ a sud) della 75 Cet (V: 5,36; spettro: G3).
Tenue ovale barrato orientato da nordovest a sudest, difficile da osservare a causa della prossimità della HD 16152, una stella bianca di tipo A0 e magnitudine 7 che è proprio sovrapposta ai confini nordovest della galassia. Se non bastasse questa, 7’ a sudovest c’è una stella rossa (spettro C) di magnitudine 8 circa.
Un sottile fuso abbastanza brillante, orientato da est-nordest a sud-sudovest. Si trova 45’ a nord di d Cet (V: 4; spettro: B2, variabile del tipo b Cep) e 80’ a nordovest di M77. Tra le due galassie e 7’ a sud-sudest di una stella gialla (G5) di magnitudine 6,69 c’è la galassia spirale barrata NGC1055 (V: 10,6; Ø: 8,0’ x 4,0’; PA: 105°).
Una debole nebulosità rotondeggiante circonda un brillante nucleo stellare di 10” di diametro. NGC1042 si trova in una zona ricca di piccole galassie, poco più di 1° ad est-sudest della 80 Cet. 22,5’ a nordovest c’è NGC1035 (peculiare; V: 12,2; Ø: 2.0’ x 1.0’; PA: 150°). 15’ a nordest, invece, c’è la galassia ellittica NGC1052.
Spirale barrata vista di fronte, lungo l’asse di rotazione; il centro è brillante, le spirali troppo deboli per l’osservazione. Si trova 1,5° circa a nord-nordest di M77 e un po’ meno di 2° quasi esattamente a sud di g Cet.
Debole e sfumata, orientata per nord-sud, si trova 1° ad est-sudest di M77. 15’ a nord c’è un’altra spirale, NGC1090: V: 11,8; Ø: 4,0’ x 2,0’; PA: 102°. Vedi immagine sul web. |
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