Nebulae del Cane Maggiore
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M41

NGC2287

(Ammasso aperto) a: 06h 47m 00,0s; d: -20° 44’ 00”; V: 4,5; Ø: 38,0’; classe: II 3 m; d: 700 pc; stelle: 80; Br: 6,91; Spec.: B4; VR: +34 km/sec.; età: 190 milioni di anni.

Immagini sul web.

Fino al 1985 la scoperta di M41 veniva attribuita a Flamsteed (1702): la voce n° 965 del suo catalogo, infatti, segnalava, a proposito della stella 12 CMa: “Vicino a questa stella c’è un ammasso”. Ma la paternità della scoperta di quest’oggetto viene oggi attribuita a Giovan Battista Hodierna: l’astronomo ragusano, infatti, l’aveva documentato almeno mezzo secolo prima di Flamsteed. La prova è in ben due disegni della costellazione del Cane Maggiore, da lui schizzati a mano, e conservati tra i “manoscritti di Vigevano”. Aggiungiamo che, secondo C. E. Barns, M41 potrebbe essere il più debole oggetto celeste registrato nell’antichità classica: esso sarebbe menzionato da Aristotele intorno al 325 a. C., come una delle misteriose macchie nebulose allora note nel cielo[1] (ricordiamo però che la stessa ipotesi é stata fatta da altri AA. per M39).

M41 si trova a circa 4° a sud di Sirio. La sua magnitudine è tale, insieme alla sua vicinanza alla stella più brillante del cielo, da renderlo facilmente visibile ad occhio nudo. Già un buon binocolo riesce a risolverlo, almeno parzialmente, in stelle. Negli ultimi anni è stato oggetto di grande attenzione: al fine di determinarne con precisione estensione ed età, sono stati misurati attentamente magnitudine, colori e moti propri di 106 stelle.  Secondo Kenneth Glyn Jones, la sua estensione angolare, data una distanza di circa 725 parsec, è di 20 anni luce. Wallenquist ne stima la popolazione in 96 probabili membri, mentre Kenneth Glyn Jones ne conta una cinquantina, e 80 lo Sky Catalogue. Le magnitudini vanno dalla 7a alla 13a. La stella più brillante (V: 6,93) é una gigante rossa di spettro K, circa 700 volte più luminosa del Sole. L’età va dai 100 milioni di anni stimati da Kenneth Glyn Jones ai 190 dello Sky Catalogue e ai 240 milioni del G. Meynet’s Geneva Team.

 

NGC2204

(Ammasso aperto) a: 06h 15m 42,0s; d: -18° 39’ 00”; V: 8,6; Ø: 13,0’; classe: III 3 m; d: 4.450 pc; stelle: 80; Br: 12,2; età: 3.000 milioni di anni.

Immagine sul web.

Piccolo quanto a estensione, ma ricco anche se poco risolvibile a causa della debolezza dei suoi membri. Alla sua periferia nordoccidentale c’è una stella gialla (K1) di magnitudine 6 (SAO 151274). La stella, e di conseguenza l’ammasso, é facile da trovare, trovandosi a meno di 2° ovest-sudovest della brillante Mirzam (b CMa). E’ un bell’oggetto per i grossi binocoli (20 x 80, 25 x 100).

 

NGC2217

(Galassia spirale) a: 06h 21m 39,6s; d: -27° 14’ 00”; tipo SBa; V: 10,7; Ø: 4,8’; d: 19,5 Mpc; VR +1.618 km/sec.

Immagine sul web.

Le fotografie ci mostrano un’ampia struttura spirale vista di fronte, dato che la visuale coincide con il suo asse di rotazione; ma visualmente si può osservare soltanto la regione centrale, con una brillante barra (1,5’ x 1,0’) e un nucleo molto luminoso. Il tutto si trova 2,9° a nord di Furud (x CMa, spettro: B2,5 e V: 3), e 15’ più ad est.

 

NGC2243

 

(Ammasso aperto) a: 06h 29m 48,0s; d: -31° 17’ 00”; V: 9,4; Ø: 5,0’; classe: I 2 r; d: 4.600 pc; stelle: 100; m: della stella più brillante: 11,8; età: 3.900 milioni di anni.

Piccolo ma ricco ammasso, 10’ a sudovest di una stella di magnitudine 7,5 (SAO 196879, rintracciabile 3° ad ovest e appena più a sud della 10 CMa). Vedi immagine sul web.

 

NGC2280

(Galassia spirale) a: 06h 44m 48,5s; d: -27° 38’ 20”; PA: 163°; tipo Sb; V: 10,3; Ø: 5,6’; d: 23,2 Mpc; VR +1.907 km/sec.

Immagine sul web.

Un distinto ovale orientato da nord-nordovest a sud-sudest, con un centro brillante e diffuso che, nelle fotografie a lunga posa degli strumenti più grandi, è circondato da una grande ma debolissima struttura di bracci spirali. Due stelle di 10° magnitudine si trovano rispettivamente a 3,5’ e 5,5’ a nordovest. Diverse altre stelle, molto più deboli, popolano la regione, anche nel campi della struttura spirale, rendendo più arduo il compito dei cacciatori di supernovae. Anche per rintracciare NGC2280 si può far riferimento alla 10 CMa, rispetto alla quale questa galassia si trova 3.5° a nord.

 

Ced 90

(Nebulosa diffusa)a: 07h 05m 12,0s; d: -12° 20’ 00”; Ø: 10,0’ x 10,0’; tipo: E+R.

Una nebulosa ad emissione e a riflessione che circonda una stella di magnitudine 7,98 (HD 53623, spettro B1). E’ il caso di usare un filtro nebulare. A nord di Ced 90 si estende una debole e grande area nebulosa, estesa 120,0’ x 40,0’: IC2177.

 

NGC2345

(Ammasso aperto) a: 07h 08m 18,0s; d: -13° 10’ 00”; V: 7,7; Ø: 12,0’; classe: I 3 m; d: 1.800 pc; stelle: 70; Br: 9,9; Spec.: A2; età: 79 milioni di anni.

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Brillante macchia rotondeggiante, molto bella in un buon binocolo. Si trova 2,6° a nord-nordest della g CMa (V: 4,1; spettro: B8). 3.1° a nord, nell’Unicorno, si trova l’ammasso NGC2335, e tra i due si estende il grande ma debole arco nebuloso di IC2177, probabilmente l’antico residuo dell’esplosione di una supernova. Poco più di 1° a nordovest di NGC2345 c’è Ced90.

 

NGC2354

(Ammasso aperto) a: 07h 14m 18,0s; d: -25° 44’ 00”; V: 6,5; Ø: 20,0’; classe: III 2 m; d: 1.850 pc; stelle: 100; Br: 9,1; Spec.: A0; età: 180 milioni di anni.

Un bell’ammasso abbastanza grande e mediamente denso, in un’affollata regione alla base della “Coda” del Cane Maggiore, poco meno di 1,5° a sudovest della t CMa e del più noto ammasso NGC2362. Vedi immagine sul web.

 

NGC2360

(Ammasso aperto) a: 07h 17m 48,0s; d: -15° 37’ 00”; V: 7,2; Ø: 13,0’; classe: II 2 m; d: 1.630 pc; stelle: 80; Br: 10,4; Spec.: B8; età: 1.300 milioni di anni.

Immagine sul web.

Questo ammasso aperto si può localizzare 3.4° ad est della g CMa (V: 4,1; spettro: B8); un binocolo 10 x 50 lo rivela già come una piccola nebulosa, mentre un telescopio da 150 mm in su ci mostrerà una quantità di minute stelline. 20’ ad est c’è la stella bianca (A1V) di magnitudine 5,5 HD 56012. 20’ ad ovest-nordovest di questa la difficilissima stella doppia b 575: due gemelle di spettro F5V e magnitudini 7,80 e 7,90; 0,6” di separazione in PA 275° nel 1990.

 

NGC2362

(Ammasso aperto) a: 07h 18m 48,0s; d: -24° 57’ 00”; V: 4,1; Ø: 8,0’; classe: I 3 p n; d: 1.550 pc; stelle: 60; Br: 4,4; Spec.: O8; VR: 33 km/sec. in recessione; età: 25 milioni di anni.

Immagine sul web.

Questo interessante ammasso galattico, simile, in un binocolo, ad una nebulosità che avvolga la stella di 4a magnitudine t Canis Majoris, fu scoperto da Hodierna anteriormente al 1654 (anno di pubblicazione del “De Admirandis Coeli Characteribus, in cui è citata), ma la paternità della scoperta è dimostrata irrefutabilmente dagli schizzi della costellazione del Cane Maggiore conservati tra i manoscritti di Vigevano.

Come già osservato, negli strumenti più piccoli l’ammasso può essere scambiato per una nebulosità attorno alla brillante t Canis Majoris. Ma basta uno strumento da 60 mm. per risolverlo in una quarantina di stelle fra magnitudine 7,5 e circa 13. Sono tutte giganti bianche e azzurre di grande massa e luminosità; per darne un’idea: il Sole, a quella distanza (4.600 a. l. secondo Burnham) non supererebbe magnitudine 15,5.

NGC2362 è un oggetto di grande importanza nello studio dell’evoluzione stellare, dato che è certamente uno degli ammassi galattici in assoluto più giovani. Il suo diagramma H-R presenta una caratteristica particolare: la considerevole disposizione di molti dei suoi membri a destra della linea di età zero relativa alla sua sequenza principale. Questa caratteristica, come è spiegato nel capitolo dell’Introduzione relativo al diagramma H-R, dimostra che le stelle che si trovano in quella posizione non hanno ancora raggiunto lo stato di stelle propriamente detta, ma si trovano ancora in fase di contrazione gravitazionale: sono, cioè, ancora protostelle.

E’ strano che in alcuni ammassi così giovani manchi qualunque traccia evidente di nebulosità, come nel caso di NGC2362 e di h e c Persei, mentre in altri, come NGC2264 in Monoceros, la nebulosità è presente i abbondanza. La risposta giusta, probabilmente, era stata già data da Hoyle diversi anni fa, e le osservazioni di Hubble nella Eagle Nebula sembrano avergli dato ragione: la formazione stellare, normalmente, non viene osservata perché celata ai nostri occhi da dense coltri di materia interstellare: ma la fotoevaporazione spazza via le nubi di gas e polveri, svelandoci le giovani stelle. In alcuni casi, quali quelli delle più imponenti nebulose ad emissione, alcune stelle dell’ammasso si sono già liberate e ci appaiono in tutto il loro splendore, mentre altri vasti banchi di gas, eccitati da stelle spesso ancora nascoste, continuano a formare nebulose ad emissione, ed altri, troppo spessi e densi, celano completamente le fonti di luce dietro di esse (e sono le nebulose oscure). Altri ammassi, nati probabilmente da nebulose meno estese, le giovani stelle massicce (e quelle di NGC2362 sono estremamente massicce) spazzano via rapidamente, con l’enorme pressione della loro irradiazione nell’ultravioletto, le nebulosità residue. A parte, in qualche caso come le Pleiadi (in cui le stelle più brillanti sono, comunque, assai meno massicce di quelle di NGC2362), quel tenue velo di materia interstellare sufficiente a dar luogo a quell’evanescente nebulosità riflessa, rilevabile solo grazie all’estrema vicinanza dell’ammasso.

Quasi al centro dell’ammasso si trova, come già osservato, la stella t (o 30) Canis Majoris (V: 4,37; spettro: O9Ib), quasi certamente membro del gruppo. Questa stella sembra presentare una modesta (0,10 magnitudine) variabilità, e O. Struve e A. Pogo (1928) trovarono che è una binaria spettroscopica con periodo 154.8 giorni. Se veramente è membro del gruppo, questa stella è una delle più luminose supergiganti conosciute: la sua magnitudine assoluta sarebbe di -7, con la luminosità di 50.000 Soli!

 

NGC2359

 

(Nebulosa diffusa) a: 07h 18m 30.0s; d: -13° 13’ 48”; Ø: 8.0’; tipo: E.

Nebulosità ricca di filamenti e circonvoluzioni che si rivelano diversamente con l’uso di filtri nebulari di diverso genere (UHC, OIII). Vedi immagine sul web.

 

Cr 140

(Ammasso aperto) a: 07h 23m 54,0s; d: -32° 12’ 00”; V: 3,5; Ø: 42,0’; classe: III 3 p; d: 300 pc; stelle: 30; Br: 5,4; Spec.: B3; VR: +18 km/sec.; età: 22 milioni di anni.

Grande, sparso e visibile ad occhio nudo, giusto 2,5° a sud della h CMa. Adatto ai binocoli.

 

NGC2374

(Ammasso aperto) a: 07h 24m 00,0s; d: -13° 16’ 00”; V: 8,0; Ø: 19,0’; classe: II 3 p; d: 1.300 pc; stelle: 25; Br: 10,7; età: 320 milioni di anni.

Gruppo sparpagliato di piccole stelle, 3° ad ovest-nordovest di M47. Il campo è molto ricco di piccoli ammassi galattici.


[1] [1] Robert Burnham jr.: Burnham’s Celestial Handbook (Dover Publications, Inc., New York), Vol. I, pag.442.