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Nebulae della Lira
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E’ una delle scoperte originali di Messier, che lo trovò nella stessa notte in cui scoprì una delle sue comete, il 19 gennaio 1779. Benché egli non fosse in grado di risolverlo in stelle con il suo telescopio, la mancanza di moto da lì al 23 gennaio ne dimostrò la natura non cometaria, e l’annotò come: “Una nebulosa senza stelle e poco luminosa.” William Herschel, invece, nel 1784 lo risolse in una massa di stelle dalla 11a alla 14a magnitudine. M56 è molto facile da localizzare, anche senza l’aiuto dei cerchi graduati, con un piccolo strumento o con un binocolo: si trova all’incirca a metà strada tra Albireo (b Cygni) e g Lyrae. E’ uno degli ammassi globulari meno brillanti, soprattutto perché manca del denso nucleo di cui è dotata la maggior parte degli ammassi globulari. Ciononostante, non é difficile da risolvere in stelle, anche se si trova a notevole distanza. Per risolverne le zone periferiche é già sufficiente un’apertura di 150 mm, mentre la massa centrale richiede aperture più spinte. Anche se non è un oggetto molto luminoso, chi scrive l’ha più volte osservato con un modesto binocolo 20 x 60 dal suo terrazzo, in condizioni tutt’altro che favorevoli di inquinamento luminoso. Non è certo paragonabile ad M13 o ad M3, ma riuscire a distinguerlo dalla città dà comunque una certa soddisfazione. Il suo diametro effettivo è prossimo ai 60 anni luce. In quest’ammasso sono state trovate una dozzina di variabili.
E’ oggetto di controversia se sia stata M57 la prima nebulosa planetaria ad essere scoperta, o piuttosto M27. D’altra parte, questa viene registrata da Messier con la data 12 luglio 1764. La Ring Nebula, così chiamata grazie al suo caratteristico aspetto anulare, fu trovata dall’astronomo francese Antoine Darquier a Tolosa diversi anni più tardi, nel 1779. Messier riscoprì indipendentemente l’oggetto, registrandolo con data 31 gennaio 1779, e riportò la scoperta originale di Darquier, specificando esplicitamente che entrambi l’avevano scoperta osservando la stessa cometa del 1779, ma Darquier era stato il primo a vederla. Messier riportò anche la descrizione che di M57 aveva dato Darquier: un disco perfettamente delineato e grande quanto Giove, ma dalla luce smorta e simile ad un pianeta evanescente. William Herschel nel 1785 scriveva che la nebulosa era “tra le curiosità dei cieli...una nebulosa che ha una regolare, concentrica macchia oscura nel mezzo...ed é probabilmente un anello di stelle...” M57 si trova quasi esattamente a metà strada fra b e g Lyrae. E’ in certo qual modo considerata il prototipo di questa classe di oggetti, le nebulose planetarie, e uno dei pezzi forti dell’osservazione al telescopio dell’emisfero settentrionale estivo. E’ un oggetto relativamente facile da osservare, malgrado le dimensioni angolari estremamente ridotte (circa 1’), in quanto la sua discreta luminosità sopporta abbastanza bene gli ingrandimenti. In un modesto strumento amatoriale come il classico 114/900 è facilmente osservabile, ad un’ottantina di ingrandimenti, come un piccolo ma ben definito anello di fumo. La ricerca più recente sembra aver confermato che essa è, attualmente, un anello (un toro) di materia luminosa che circonda la sua stella centrale, e non un involucro sferico od ellissoidale. Questo secondo certe fonti (SEDS). Secondo altre fonti, invece (NOAO), la Ring Nebula è proprio un involucro sferico. La debole stella centrale é una peculiare nana azzurra. La temperatura superficiale stimata é di circa 100.000 K, e la densità molte migliaia di volte quella del Sole. La posizione sul diagramma H-R sembra indicare che una simile stella é vicina alla fine dei suoi giorni. Stelle di questo tipo sono le più calde conosciute e producono una forte radiazione ultravioletta che causa una brillante fluorescenza nei gas rarefatti della nebulosa.
Grande, e ricco quanto debole, a causa della grande distanza e dell’assorbimento interstellare. L’età riportata, tratta come sempre dallo Sky Catalogue, è probabilmente eccessiva, ma è certamente un ammasso molto vecchio. Benché debolissimo, è facile da localizzare grazie alla sua posizione, a 1° est-sudest della q Lyr (V: 4,5; spettro: K0). |
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