Nebulae di Orione
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M78

NGC2068

(Nebulosa diffusa) a: 05h 46m 48,0s; d: +00° 04’ 00”; V: 8,0; Ø: 8,0’ x 6,0’; tipo: R.

Immagini sul web.

M78 fu scoperta da Méchain nel 1780, e descritta come due nuclei abbastanza brillanti circondati da nebulosità. Si trova a circa 2,3° nordest da z Orionis, praticamente sull’equatore celeste. E’ la nebulosa a riflessione più brillante del cielo. Fa parte del sistema di Orione che si estende tutt’intorno ad M42, e come M42, più o meno, dista da noi circa 1.600 a. l. In M78 e nei suoi dintorni sono state osservate alcune decine di stelle di massa modesta con linee d’emissione dell’idrogeno, simili alle T Tauri.

M78 è la zona più luminosa di un’assai più vasta nube di polveri che include a nordest NGC2071, a nordovest NGC2067 e a sudovest la debolissima NGC2064. Queste richiedono tutte, per poter  essere viste, un cielo veramente buio, mentre M78 appare assai meglio osservabile e potrebbe essere scambiata per una debole cometa.

 

B 33

IC434

(Nebulose diffuse) a: 05h 40m 54,0s; d: -02° 28’ 00”; Ø: 6,0’ x 4,0’; tipo: 4 Ir.

Immagini sul web: ORSA (Palermo); AIDA (Ragusa).

B 33 è la famosa nebulosa Testa di Cavallo, sicuramente la nebulosa oscura più nota dell’intero firmamento.

Malgrado la sua popolarità, tuttavia, la nebulosa è quasi del tutto invisibile qualunque sia il telescopio usato, e richiede lunghe esposizioni fotografiche per rivelare i suoi accattivanti dettagli. E questo anche se non mancano gli astrofili dotati di gran fantasia pronti a giurare di essere riusciti ad osservarla visualmente. Non ci credete, non è vero.

La Testa di Cavallo si trova circa 1° a sud della splendente Alnitak (z Ori), all’estremità orientale della superba Cintura di Orione. L’illuminazione della nebulosa ad emissione IC434, che è lo sfondo rosso su cui si staglia la caratteristica Testa è probabilmente dovuta in gran parte all’energia emanata dalla stessa Alnitak, ma la principale responsabile potrebbe essere anche la s Ori, che è la stella di magnitudine 3,77 che si trova meno di 30’ ad ovest della nebulosa. Nei dintorni della Testa di Cavallo vera e propria vi sono diversi oggetti interessanti, ciascuno dei quali ha una propria denominazione. Nella Fig. 119, Tavola XIV, sono illustrati più dettagliatamente; qui ci limitiamo a richiamarli:

·        Innanzi tutto la z Orionis (Alnitak), la stella più orientale della Cintura di Orione, che è il riferimento per l’astrofilo che volesse fotografare questo splendido oggetto, troppo debole per sperare di poterlo osservare con un telescopio amatoriale.

·        La nebulosa oscura che rappresenta la vera e propria Testa di cavallo, catalogata come Barnard 33 (B 33).

·        Lo sfondo, che nelle foto a colori é rosso, è la nebulosa ad emissione IC434, ed inoltre si notano la nebulosa a riflessione NGC2023 e quella ad emissione NGC2024. Dunque, nell’immagine sono presenti tutti e tre i tipi di nebulose diffuse.

·        IC434 è eccitata probabilmente dalla radiazione ultravioletta emanata dalla s Orionis (la stella a destra della testa di cavallo.

·        Le bande oscure in NGC2024 sono parti della stessa nebulosa oscura che forma B 33.

·        Tutta quanta questa regione è parte di una più estesa nube di gas e polveri interstellari che attraversa gran parte della costellazione, inclusa la “Grande nebulosa di Orione”.

I colori delle nebulose possono essere apprezzati nell’immagine a colori.

 

NGC1662

(Ammasso aperto) a: 04h 48m 30,0s; d: +10° 56’ 00”; V: 6,4; Ø: 20,0’; classe: I 2 p; d: 400 pc; stelle: 35; Br: 8,3; Spec.: A0; età: 300 milioni di anni.

Immagine sul web.

 

NGC1981

(Ammasso aperto) a: 05h 35m 12,0s; d: -04° 26’ 00”; V: 4,2; Ø: 25,0’; classe: III 2 p n; d: 400 pc; stelle: 20; Br: 6,3; Spec: B1.

Immagine sul web.

Grande e sparso, ma formato da stelle abbastanza brillanti; include la doppia S 750 (separazione: 4,2” in PA 60°; V: 6,5 e 8,5; spettro: B2,5IV; a: 05h 35m 31,1s; d: -04° 21’ 53”), la difficile b 13 (separazione 0,8” in PA 142° nel 1980; V: 7,6 e 9,4; spettro: B8V; a: 05h 34m 32,4s; d: -04° 29’ 15”) e l’ancora più difficile Fin 345 (separazione: 0,4” in PA 94° nel 1990; V: 6,7 e 7,4; spettro: B2,5V; a: 05h 35m 22,5s; d: -04° 25’ 31”).

 

NGC1977

(Nebulosa diffusa) a: 05h 35m 24,0s; d: -04° 50’ 00”; Ø: 20,0’ x 10,0’; tipo: E+R.

Immagine sul web.

NGC1977 è la maggiore di un gruppo di tre nebulose ad emissione e soprattutto a riflessione che si trovano a nord di M42. La stella che illumina la nebulosa è la 42 Ori (V: 4,58; spettro: B2). Il gruppo delle tre nebulose (le altre sono NGC1973 ed NGC1975), data la notevole estensione e lo splendido colore azzurro che ne risulta in fotografia, è uno splendido soggetto fotografico; non è invece altrettanto interessante all’osservazione visuale, data la scarsa luminosità superficiale; ). Se il cielo è limpido e buio a sufficienza, comunque, si può già osservare una debole nebulosità con un binocolo 11 x 70. Immediatamente a nord delle tre nebulose c’è l’ammasso galattico NGC1981.

 

Cr 70

(Ammasso aperto) a: 05h 36m 00,0s; d: -01° 00’ 00”; V: 0,4; Ø: 150,0’; classe: II 3 m n; d: 430 pc; stelle: 100; Br: 1,7; Spec.: B0.

Pochi ammassi sono più facili da localizzare: Collinder 70 infatti comprende le tre splendenti stelle che formano la Cintura di Orione: da est verso ovest Alnitak (z Ori), Alnilam (e Ori) e Mintaka (d Ori). Grande e brillante, con le sue stelle luminosissime è uno spettacolo in un binocolo 20 x 100.

 

NGC1999

(Nebulosa diffusa) a: 05h 36m 30,0s; d: -06° 43’ 00”; Ø: 16,0’ x 12,0’; tipo: E+R.

Immagine sul web.

Un esteso alone sfocato avvolge (un po’ decentrato verso est) una stella di magnitudine 10 circa (la V380 Ori, doppia, separazione 3,00” in PA 220°; V: 9,8 e 13,9; spettro: B8-A2e; la primaria é una variabile tipo RW Aur.

 

NGC2023

(Nebulosa diffusa) a: 05h 41m 36,0s; d: -2° 13’ 00”; Ø: 10,0’ x 10,0’; tipo: E+R.

Immagine sul web.

Piccola e debole nebulosità che circonda una stella (V: 7,6) 14’ a nord-nordovest dalla Testa di Cavallo. E’ visibile, con un binocolo 16 x 70, come una stella nebulosa appena a sud-sudovest della splendente Alnitak (z Ori), la più orientale delle stelle della Cintura.

 

NGC2024  

Flame Nebula

(Nebulosa diffusa) a: 05h 42m 00,0s; d: -01° 50’ 00”; Ø: 30,0’ x 30,0’; tipo: E.

Immagine sul web.

Questa spettacolare nebulosa ad emissione si trova immediatamente ad est di Alnitak (z Ori). E’ decisamente più brillante della vicina IC434, la nebulosa ad emissione su cui si staglia il profilo della suggestiva Testa di Cavallo.

A patto di schermare in qualche modo lo splendore abbagliante di Alnitak, questa nebulosa è infatti visibile già in un buon binocolo astronomico, quale un 16 x 70 o, meglio ancora, un 20 x 100. Un bel telescopio da 15-20 cm, soprattutto con l’aiuto di un filtro interferenziale UHC o O-III, ci consentirà di osservare la banda oscura che la divide in due. E uno strumento ancora più grande consentirà di vedere le innumerevoli irregolarità e increspature che la fanno somigliare a una fiamma. Con quest’oggetto può essere il caso di provare un filtro a banda stretta, che oltretutto attenua decisamente lo splendore di Alnitak.

 

NGC2022

(Nebulosa planetaria) a: 05h 42m 08,3s; d: +09° 05’ 24”; V: 12,8; Ø: 28,0” x 27,0”; classe: 4 (2); Br: 14,7; VR: +14 km/sec.; VE: 29 km/sec.; d: 2,1 kpc.

Immagine sul web.

Si trova a circa 1/3 della distanza che intercorre tra la l Ori (V: 3,3; spettro: O) e Betelgeuse (a Ori). Non è piccolissima, per una planetaria, e a 150 ingrandimenti può essere osservata anche senza l’aiuto di un filtro nebulare. La stellina centrale è al di là delle prestazioni di un riflettore da 200 mm, servono aperture molto maggiori. 40’ ad est c’é l’interessante nebulosa oscura B 35, e 5’ ad est di questa la variabile FU Ori con l’associata nebulosa diffusa Ced 59, meglio visibile con l’aiuto di un filtro nebulare.

 

NGC2112

(Ammasso aperto) a: 05h 53m 54,0s; d: +00° 24’ 00”; V: 9,1; Ø: 11,0’; classe: II 3 m n; stelle: 50; Br: 10,0.

Gruppetto compatto di una cinquantina di deboli stelle, meno di 2° ad est-nordest della brillante nebulosa a riflessione M78. Vedi immagine sul web.

 

NGC2169

(Ammasso aperto) a: 06h 08m 24,0s; d: +13° 57’ 00”; V: 5,9; Ø: 7,0’; classe: I 3 p n; d: 1.100 pc; stelle: 30; Br: 6,9; Br: B1; VR: +16 km/sec.; età: 50 milioni di anni.

Immagine sul web.

 “...In Bracchio dextro Orionis, & in baculo” (nel braccio destro di Orione, e nella clava), pag. 48 del “De Admirandis Coeli Characteribus” di G. B. Hodierna: potrebbe trattarsi di  NGC2169 e 2175. L’identificazione non è suffragata da prove certe, ma le caratteristiche e la posizione dell’ammasso sono indizi per cui appare quanto meno lecito pensare che Hodierna possa aver osservato questi due ammassi galattici. L’ammasso infatti non è particolarmente ricco, ma contiene diverse stelle tra magnitudine 8 e 9 piuttosto addensate in un gruppetto che era certamente alla portata del suo telescopio. Si trova a meno di 1° ovest-sudovest di x Ori, per cui è estremamente facile da localizzare.

 

NGC2175

(Ammasso aperto) a: 06h 09m 48,0s; d: +20° 19’ 00”; V: 6,8; Ø: 18,0’; classe: IV 3 p n; d: 1.950 pc; stelle: 60; Br: 7,6; Br: O6.

Immagine sul web dell'ammasso con la nebulosa NGC2174  e a largo campo con IC443 e M35 nei Gemelli (AIDA, Ragusa).

Per questo ammasso vale quanto detto a proposito di NGC2169: potrebbe essere stato osservato per la prima volta da G. B. Hodierna anteriormente al 1654. In particolare era alla portata del suo strumento il gruppetto a nord dell’ammasso, che contiene due stelle fra magnitudine 7,5 e 8 e alcune altre intorno a magnitudine 10: il gruppetto nel suo insieme poteva apparirgli di aspetto nebuloso.

L’ammasso si trova 1,5° ad est di c2 Ori (blu-bianca, V: 4,6), la stella che nelle antiche raffigurazioni segnava l’estremità della clava di Orione.

 

NGC2194

(Ammasso aperto) a: 06h 13m 48,0s; d: +12° 48’ 00”; V: 8,5; Ø: 10,0’; classe: III 1 r; d: 1.600 pc; stelle: 80; Br: 12,1.

Immagine sul web.

La costellazione di Orione è estremamente ricca di oggetti che vengono spesso trascurati a favore dei più cospicui e noti che ne popolano le regioni centrali. C’è invece un gran numero di ammassi e nebulose che meritano di aver puntato su di sé i telescopi.

Uno di questi è NGC2194: si trova 1° 40’ a sudest dal precedente NGC2169, e 45’ a nordovest della 74 Ori (V: 5, giallastra); richiede uno strumento di apertura non piccolissima per essere risolto in stelle, almeno un riflettore da 150 mm; se poi siamo in grado di accedere ad un’apertura doppia, l’ammasso si presenta veramente bello e ricco: un’ottantina di stelle in un diametro di soli 10’.

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