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Nebulae della Poppa
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M46 fu il primo oggetto che Messier scoprì dopo la prima pubblicazione del suo Catalogo, che andava da M1 ad M45: tre giorni dopo averlo presentato all’Accademia, il 19 febbraio 1771. La sua descrizione dell’oggetto: “Ammasso di piccolissime stelle fra la testa del Cane Maggiore e le due zampe posteriori dell’Unicorno; localizzata in relazione alla stella 2 Navis, 6a magnitudine, secondo Flamsteed; le stelle non possono essere viste se non con un buon telescopio; l’ammasso contiene una modesta nebulosità.” Come indica lo stesso Messier, la stella più rilevante nelle vicinanze é 2 Navis (oggi 2 Puppis), di 6a magnitudine appena: mancano nella zona, infatti, stelle di maggior rilevanza. L’oggetto più cospicuo della regione é l’altro ammasso aperto M47, che si trova meno di 1° ad ovest di M46. M46 é un bell’ammasso molto compatto, uno splendido oggetto per telescopi da 150-200 mm. Le sue stelle, benché assai meno brillanti di quelle del vicino M47, sono molto più fitte, e in una notte limpida e buia la sua estensione rivaleggia con quella della Luna piena. E’ un oggetto non difficile da fotografare, anche con aperture modeste. Anche la nebulosa planetaria NGC2438 (v. paragrafi seguenti) è facilmente rilevabile in fotografia, mentre per essere osservata visualmente richiede aperture di un certo impegno (V: 11,5; Ø: 65”), almeno 200 mm. in una notte di seeing ideale. L’ammasso conta, secondo lo Sky Catalogue e il Saguaro Astronomy Club, qualcosa come 100 stelle in totale (ma, secondo Kenneth Glyn Jones, Wallenquist ha dimostrato la qualità di membro per 197 di esse, in un diametro di 28’; la densità nelle regioni centrali dell’ammasso sarebbe di circa 9 stelle per pc cubico; e l’impressione è che potrebbe contare fino a 500 membri), 150 delle quali di magnitudine tra 10 e 13. Le più brillanti di esse sono circa 100 volte più luminose del Sole, indice di un’età di 300 milioni di anni approssimativamente. Le stelle sono sparse per un diametro angolare di 27’, il che corrisponde ad un’estensione lineare di 30 anni luce. Una caratteristica interessante di quest’ammasso è costituita dalla presenza di una nebulosa planetaria (NGC2438) che si presenta entro i confini apparenti di M46. Il primo ad osservare quest’oggetto fu il solito William Herschel. Ma questa nebulosa non può essere un vero membro dell’ammasso: gli è sovrapposta, o forse è un ospite transitorio, e ciò per due ragioni:
Come già segnalato, meno di 1° ad ovest c’è M47, altro ammasso galattico più brillante ma meno denso. Un binocolo li mostra entrambi nello stesso campo, uno spettacolo veramente splendido.
Facciamo riferimento a quanto già detto a proposito di M46, che si trova poco più di 1° ad est da questo ammasso, tanto che i due oggetti mostrano uno spettacolo bellissimo in un buon binocolo astronomico come l’11 x 70 usato dall’autore. M47 è un brillante ammasso aperto, visibile ad occhio nudo, ben più evidente del suo vicino M46, benché molto meno denso. La sua estensione angolare è all’incirca pari a quella della Luna piena. La sua popolazione è di circa 50 membri (Wallenquist, nel 1959, ha determinato la probabile qualità di membro per 43 stelle in un diametro di 32’). La stella più brillante é una gigante di tipo B2 di magnitudine 5,7. Tutte le altre stelle più brillanti del gruppo sono stelle di tipo B ed A. La popolazione stellare di M47 é abbastanza simile a quella delle Pleiadi, il che suggerisce che sia un ammasso abbastanza giovane. Nel gruppo si conoscono due stelle arancione, di magnitudine 7,83 e 7,93 che, se sono membri effettivi dell’ammasso, devono essere 200 volte più luminose del Sole. Vicino al centro dell’ammasso vi é la facile doppia S 1121: separazione 7,5”, spettri B9, magnitudine 7 e 7,5 circa. Al confine occidentale dell’ammasso, c’é l’altra doppia S 1120: separazione circa 20”, magnitudine 6 e 9,5, spettro B5. A parte, ovviamente, M46, circa 40’ a N e appena un po’ ad est di M47 c’è un altro ammasso galattico, NGC2423. E’ di magnitudine 7 e la sua estensione è di circa 19’, composto da una ventina di stelle di magnitudine 9-10; ma è difficile da osservare, perché estremamente sparso. L’ammasso galattico M47 fu scoperto da Hodierna anteriormente al 1654, anno in cui ne fa menzione nel “De Admirandis Coeli Characteribus”; ciò è stato dimostrato soltanto nel 1985, tanto che sino allora la sua scoperta veniva attribuita a Messier (1771). E’ interessante notare che lo stesso Messier a suo tempo sbagliò nel darne la posizione, per cui rimase un oggetto perduto fino al 1934, anno in cui Oswald Thomas lo identificò con NGC2422. In conseguenza di tale errore di Messier, ed essendo rimasta la scoperta di Hodierna del tutto ignorata, William Herschel lo riscoprì indipendentemente nel 1785. Nel “de Admirandis...” Hodierna nomina appena quest’ammasso, a pag. 48: “Quae in eadem recta ducentem ab eductione caudae Syrij ad Algomeisam Caniculae (traducendo liberamente: quella che [si trova] nella stessa retta che va dall’attacco della coda del Canis Major a b Canis Minoris)”. Questo non basterebbe ad identificare la nebula indicata con M47 che, in realtà, si trova forse di 3° ad E di quella retta. Ma a sgombrare il campo da dubbi c’è una mappa, che fa parte dei manoscritti di Vigevano, in cui M47 è segnata con grande chiarezza Oggi è universalmente accettata l’identificazione di M47 con NGC2422: ma M47 è stato a lungo considerato uno degli oggetti perduti di Messier, perché nel punto indicato dalle coordinate segnalate dall’astronomo francese non c’è in realtà alcuna nebula. L’identità tra i due oggetti fu suggerita per la prima volta da Oswald Thomas nel 1934, ma gli argomenti convincenti furono addotti, nel 1959, da T. F. Morris, membro del Messier Club della Royal Astronomical Society of Canada’s Montreal Centre. Morris fece riferimento al sistema usato da Messier per determinare le coordinate degli oggetti osservati: egli determinava la declinazione misurando la differenza tra l’oggetto e una stella di paragone di declinazione nota; l’ascensione retta veniva determinata, invece, registrando l’ora in cui rispettivamente l’oggetto e la stella attraversavano il filo centrale del micrometro del suo telescopio: l’intervallo di tempo dava la differenza in A. R. Bene, la differenza tra la stella che egli stesso dichiara di aver scelto come stella di paragone (2 Navis) e la posizione in cui egli mette M 47, se si invertono le direzioni E-O, conduce ad NGC2422. La spiegazione è convincente: si è trattato di un errore materiale nel calcolo dell’A. R., ma l’oggetto registrato al n° 47 del Catalogo è effettivamente NGC2422.
Fu scoperto da Messier nel marzo del 1781, ed annotato come “Un ammasso di piccole stelle senza nebulosità, fra il Cane Maggiore e la prua della Nave.” Si trova a circa 1° nordovest della stella x Puppis (V: 3,35). E’ uno degli ammassi aperti più piccoli ma, nello stesso tempo, più brillanti. Le sue stelle sono disposte in una configurazione triangolare, che Kenneth Glyn Jones trova simile ad una farfalla. Lo stesso Jones assicura che, a latitudini favorevoli, M93 è visibile ad occhio nudo in ottime condizioni di seeing. In un diametro apparente di circa 22’ sono concentrati almeno 80 membri dell’ammasso; data la distanza, ciò corrisponde a qualcosa come 20-25 a. l. Le stelle più brillanti di M93 sono giganti blu del tipo B9 di magnitudine 9,7, e la sua età é stata stimata in circa 100 milioni di anni (98 secondo lo Sky Catalogue 2000.0). Le stime della distanza vanno dalla valutazione di Hogg in 700 parsecs, a quella di Becvar: 1.100 (non molto dissimile la stima di Wallenquist: 1040) come lo Sky Catalogue. A qualcosa come 3° sudest, in posizione simmetrica a M93 rispetto a x Puppis, c’è un altro ammasso galattico, NGC2467, magnitudine 7.1, che raggruppa una cinquantina di stelle in un diametro di circa 16’.
Questo ammasso é stato scoperto quasi certamente da G. B. Hodierna. La sua declinazione estremamente meridionale impedì a Messier e a William Herschel di osservarlo. Con un oculare a largo campo ed un piccolo telescopio, NGC2451 può essere osservato insieme all’altro ammasso aperto NGC2477: tra le periferie dei due ammassi c’è una distanza di circa 1°, ed NGC2451 si trova ad ovest-nordovest del vicino. NGC2451 è facilmente visibile ad occhio nudo, e comunque i due ammassi sono velocemente rintracciabili nelle vicinanze della brillante (V: 2,2; spettro: O5) stella azzurra z Pup: NGC2477 si trova 2.6° a nordovest da quest’ultima. La stella più brillante dell’ammasso è una gigante arancione, la HD 63032 (V: 3,62; spettro: K4III), che si trova quasi al centro dell’ammasso. Le stelle più calde, di tipo spettrale B (tra B2 e B8, la più calda è probabilmente la HD 62991, che si trova 5’ a nord-nordovest dalla gigante arancione ed è di tipo spettrale B2V e V: 6,5) sono al limite della visibilità ad occhio nudo (V: tra 5,9 e 6,5).
Questo ammasso galattico scoperto da Lacaille, che si trova a circa 2,5° da z Puppis, é forse il più bello tra gli ammassi della Poppa, anche se non é stato catalogato da Messier come M46, M47 ed M93. Anche se é più piccolo di M46, é molto ricco e compatto, essendo formato da qualcosa come 300 stelle (secondo Burnham, ma lo Sky Catalogue 2000.0 dà una stima di 180 membri) racchiuse in un campo di una ventina di primi. E’ tanto ricco da poter essere confuso, a prima vista, con un globulare: tanto che Harlow Shapley, nel suo Star Clusters, nel 1930 poteva scrivere: “A prima vista il più ricco degli ammassi galattici... o, forse, il più povero degli ammassi globulari.” Un oculare a largo campo può mostrarcelo insieme all’altro ammasso aperto, molto più sparso, NGC2451. Le stime della distanza sono diverse: si va dagli 860 pc di Trumpler ai 1300 dello Sky Catalogue, ai 1900 di Becvar.
E’ facile localizzarlo facendo riferimento alla k CMa (spettro: B1,5; V: 3,5), dalla quale basta scendere in declinazione verso sud di 3,5°. E’ piccolo e debole, ma se la notte è veramente buia e limpida, e la vostra latitudine abbastanza meridionale, a 200 ingrandimenti è possibile risolverlo in stelle.
Piccolo e stretto gruppetto di stelle intorno alla 10a magnitudine, con alcune più brillanti raggruppate vicino al centro. Quasi al centro dell’ammasso c’è la stella più brillante del gruppo, la HD 60308 (V: 8,21; spettro: B2Ia). Da notare il fatto che, benché il suo spettro ce la indichi come una supergigante azzurra (MV: -5,4, oltre 10.000 volte più luminosa del Sole), il suo indice di colore (B-V: 0,406 secondo il catalogo Tycho) la qualifichi invece come una stella gialla: ciò significa che la sua luce ci arriva estremamente arrossata dall’assorbimento causato dal mezzo interstellare. Si trova poco più di 1° a sudovest di M47.
Ricco e compatto gruppo di oltre 70 stelle di magnitudine tra 10 e 13, adatto sia al telescopio che al binocolo. Si trova esattamente a sud di M47, a 6° di distanza.
Un
debolissimo bagliore, di cui visualmente si può percepire soltanto la più
luminosa barra centrale, circa 5’, orientata da ovest-nordovest a sud-sudest.
Se prendete come riferimento l’interessante stella multipla g Vel
(il prototipo delle
stelle di Wolf-Rayet), che si trova praticamente sullo stesso parallelo, solo
18’ più a nord, non avete che da spostarvi in ascensione retta verso ovest;
ma è un bel po’ di strada, 33 minuti.
Abbastanza brillante, ricco e compresso, benché piccolo è un bell’oggetto in un binocolo di media potenza. Si trova 2,5° a nord (e appena un po’ ad est) di M47. Già visibile come una macchia nebulosa in un binocolo 10 x 50, si rivela come un ricco ammasso in un telescopio da 100-120 cm, ed è veramente spettacolare in un riflettore da 200 mm.
Ricco e compatto, al suo interno c’è la variabile semiregolare R Pup; potrebbe essere un asterismo che appare come un ammasso a causa di un assorbimento ineguale. Comunque è un bell’oggetto, adatto ai binocoli.
Non
lasciamoci ingannare dalla modestia delle dimensioni (neppure le regioni più
periferiche del debole involucro esterno raggiungono il primo d’arco
sull’asse maggiore; almeno nel dominio del visibile): questo è un oggetto
veramente notevole, se non altro per le caratteristiche della piccola e
praticamente invisibile nana bianca che la illumina. Questa è infatti una delle più calde che si conoscano, con una
temperatura superficiale di quasi 200.000° C. La complessa struttura della nebulosa circostante suggerisce che devono esserci stati degli efflussi in direzioni opposte. In questo caso deve essersi trattato di eventi episodici nei quali la direzione di emissione variava di volta in volta. La nebulosa è anche ricca di nubi di polvere alcune delle quali formano lunghe strie che puntano verso l’esterno. Oltre alla luce emessa dalla nebulosa, dovuta alla fluorescenza provocata dalla radiazione ultravioletta della stella, NGC2440 è circondata da una nube molto più grande costituita da gas più freddo, visibile soltanto con telescopi sensibili all’infrarosso. Localizzare quest’oggetto è tutto sommato abbastanza facile: basterà scendere in declinazione verso sud di 2,4° dal noto ammasso aperto M46.
Piccolo e discretamente compatto. Si trova ad 1,3° circa est-sudest della 6 Pup (spettro: K3; V: 5). Vedi immagine sul web.
Un bell’ammasso aperto anche se non molto concentrato, che si trova proprio adiacente alla stella 19 Pup (V: 4,7; spettro: K0; multipla, ma non particolarmente interessante sotto questo profilo). Facilmente visibile ma indistinto in un comune binocolo, il classico riflettore da 114 mm comincia già a risolverne alcune stelle, mentre la migliore visione si ha in un telescopio da 250 mm con un oculare a largo campo. L’ammasso si trova vicino al confine tra le costellazioni della Poppa, dell’Unicorno e dell’Idra: 7,2° a nord, e spostato meno di 1° ad est, c’è l’ammasso aperto M48.
Discretamente ricco e compresso, è il più meridionale di un bel gruppetto di 5 ammassi aperti. Vedi immagine sul web.
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