La costellazione, antichissima, viene menzionata da Omero sia nell’Iliade che nell’Odissea: nel ventiduesimo canto dell’Iliade, a proposito di Sirio, che definisce “Cane d’Orione”: “...Primo lo vide e, nel quinto canto dell’Odissea: “Lieto
l’eroe dell’innocente vento, Orione il Cacciatore viene solitamente rappresentato come un uomo gigantesco, con la spada appesa alla cintura, che incalza il Toro con una clava brandita con la mano destra, mentre la sinistra regge una pelle di leone che gli serve da scudo. La costellazione é incredibilmente ricca di stelle e nebulae d’immenso interesse. Il personaggio esiste già in miti precedenti a quello classico greco: il nome potrebbe essere derivato dall’accadico Vraanna (o Uru-anna), che significa “Luce del cielo”. L’origine del nome sarebbe la stessa dei moderni termini warrior, guerriero, ecc.. Orione era un gigantesco cacciatore, che accompagnava Artemide (Diana) e Latona nelle loro battute di caccia nell’isola di Creta. Morì a causa del morso dello Scorpione, che la terra fece scaturire da sé per punirlo delle sue vanterie. Dopo la morte, su richiesta di Artemide fu posto in cielo il più distante possibile dallo Scorpione, in modo che non potesse apparire in cielo contemporaneamente al suo assassino. Orione confina a nord con le costellazioni zodiacali Gemelli e Toro, ad ovest ancora col Toro e con Eridano, a sud con la Lepre, ad est con l’Unicorno e con i Gemelli che continuano a nord. Mintaka (d Ori), la più occidentale delle stelle della “Cintura” di Orione, giace proprio sull’equatore celeste.
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