E’ la costellazione che domina le regioni celesti orientali nelle notti di tarda estate ed inizio d’autunno alle nostre latitudini, ed ospita una delle nebulae note fin dalla più remota antichità: il doppio ammasso di Perseo, facilmente osservabile ad occhio nudo nelle limpide notti autunnali, splendido anche con il più modesto dei binocoli. Con un padre come Zeus, nessuna meraviglia che Perseo sia diventato una delle figure più importanti del mito greco: Zeus si innamorò di Danae, la bellissima sorella di Acrisio, re di Argo. Un oracolo aveva profetizzato che un giorno Danae avrebbe partorito un figlio che avrebbe ucciso il re, per cui Acrisio la recluse in una torre di bronzo (o d’avorio). Ma Zeus seppe della sua bellezza, e un giorno si trasformò in una pioggia di polvere d’oro e fece visita a Danae nella sua cella. Allorché Perseo nacque, Acrisio lo imprigionò assieme alla madre in una cassa di legno e li fece gettare in mare. La cassa andò alla deriva galleggiando sino all’isola di Seriphos, dove il pescatore Dictys li salvò. Egli li portò al Polydecte (o Polydice), che era divenuto re di Seriphos. Polydecte allevò Perseo fino alla virilità. Quindi Perseo fondò Micene, e ne divenne il primo re. Almeno così dice il mito. In realtà, Micene fu fondata verso il 3000 AC, e dal 1650 AC circa al 1400 AC la civiltà micenea fu una delle più splendide della Grecia, fino al suo improvviso collasso intorno al 1300 AC. Quanto a Perseo, attorno lui fiorisce tutta una serie di leggendarie imprese, dall’uccisione di Medusa al salvataggio di Andromeda, di cui parliamo nelle pagine relative a quella costellazione. Medusa era una delle tre Gorgoni, ed in origine era bellissima. Ma commise un sacrilegio (fornicò con Poseidone) nel tempio di Athena, e la dea la trasformò in un orribile mostro che aveva il potere di pietrificare all’istante chiunque osasse posare lo sguardo sul suo volto. Non occorre precisare quanto poco fosse amata Medusa: chiunque le avesse mozzato il capo sarebbe stato perciò stesso considerato il più eccelso tra gli eroi: ma nessuno sembrava essere così pazzo da provarci… finché Perseo, un bel giorno, non fece una certa promessa a Polydecte. Il fatto è che Polydecte desiderava sposare Danae, ma cercava di tenere celati i propri desideri dicendo invece a Perseo che voleva sposare Hippodamia. Perseo però sospettava che il re ardesse di desiderio per sua madre, e gli fece dunque una promessa: “Se vuoi sposare Hippodamia, io farò qualunque cosa tu mi chieda. Persino portarti la testa di Medusa come regalo di matrimonio.” “Splendido,” rispose Polydecte, “questo sarebbe veramente un bel regalo”. Athena aveva ascoltato il dialogo; questo era il momento che aveva sempre atteso. La dea portò Perseo a Samo, dove le Gorgoni vivevano, e gli mostrò un’immagine delle tre sorelle, in modo che egli potesse distinguere tra di esse. Quindi istruì Perseo a non guardare mai direttamente il volto di Medusa, ma soltanto attraverso l’immagine riflessa sullo splendente scudo che gli dette, altrimenti sarebbe stato tramutato in pietra. Altri dei lo aiutarono nell’impresa (non dimentichiamo chi era il padre di Perseo): Hermes gli dette i propri sandali alati, l’elmetto che lo avrebbe reso invisibile e la magica sacca in cui avrebbe dovuto chiudere il capo reciso del mostro. erseo raggiunse le Gorgoni mentre esse dormivano. Guardando nel riflesso dello scudo, egli studiò bene ogni figura, per essere sicuro che la sua lama avrebbe reciso la testa di Medusa. Una volta compiuta l’impresa, chiuse il macabro reperto nella sacca magica. Appena Medusa fu decapitata, dal suo corpo scaturì il cavallo alato Pegaso, che era stato concepito da Poseidone nel tempio di Athena. Nel frattempo le Gorgoni superstiti cercavano freneticamente l’uccisore della sorella, ma il magico elmetto di Hermes aveva reso Perseo invisibile. Quindi l’eroe fuggì con i sandali alati, e durante il ritorno si imbatté in Andromeda, che salvò dal mostro (la storia è narrata nelle pagine dedicate alla costellazione di Andromeda). Sposata Andromeda, Perseo tornò a Seriphos, dove lo attendeva una nuova minaccia. Danae si era rifugiata in un tempio per evitare di sposare Polydecte. Il re stava banchettando con degli ospiti, quando Perseo entrò nel palazzo e annunciò che aveva portato il dono di nozze, come promesso. Così dicendo, mostrò ai convenuti la testa di Medusa, trasformando in pietra tutti i presenti. |
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