In questa costellazione si trova l’oggetto più meridionale catalogato da Messier (M7) mentre Hodierna, che osservava dalla Sicilia, catalogò nel suo “De Admirandis Coeli Characteribus” anche NGC6231, che si trova ad una declinazione di oltre -40°. In varie epoche e civiltà questo segno è stato via via rappresentato come un serpente, un coccodrillo, ma più spesso proprio come uno scorpione: così è raffigurato, per esempio, nel planisfero di Dendera (1790 a. C.). Nella mitologia greca, la costellazione rappresenta lo Scorpione che uccise Orione per ordine di Hera: e non è un caso che le due costellazioni, raffiguranti i due nemici mortali, non siano mai visibili contemporaneamente in cielo. Dominata dalla rossa Antares, una delle stelle più brillanti del cielo e intrinsecamente una delle più grandi in assoluto, la costellazione dello Scorpione è una di quelle più ricche di oggetti celesti di grande interesse per l’astrofilo: ammassi aperti e globulari in particolare. Questa costellazione ospita, infatti, oltre a molti altri importanti oggetti, l’ammasso globulare più vicino a noi (M4) e alcuni degli ammassi aperti in assoluto più belli: M6, M7 ed NGC6231. |
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