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Stelle del Serpente
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Il nome viene dall’Arabo, e significa il Collo del Serpente; la
stella é stata in passato chiamata anche Cor Serpentis (il Cuore del
Serpente). Il Serpente, in questo caso, é il simbolo di Esculapio, dio
greco della medicina, che in cielo é rappresentato da Ofiuco. Come sappiamo, la
costellazione del Serpente é divisa in due parti da quella di Ofiuco; Unukalhai
si trova nella porzione occidentale (Serpens Caput). E’ una gigante gialla la cui
temperatura superficiale si aggira sui 4.200 K. Poco più di 7.5° a sudovest di
questa stella c’é lo splendido ammasso globulare M5.
Questa é la stella che indica la Testa del Serpente. Ha una
compagna di magnitudine 9,96 separata di 30,6” in PA 265°,
scoperta da F. G. W. Struve nel 1832. Lo
spettro della
compagna é dK3 (nana gialla con circa 1/6 della luminosità del Sole). Lo Sky
Map segnala una terza stella, separata di circa 200” in PA 210° (V: 10,70).
Circa 27’ ad ovest-sudovest (precisamente, in direzione 255°) di b
Ser c’é un’altra debole stella doppia (ROE 75), formata da due stelle
rispettivamente di magnitudine 8,20 e 10,51, spettri G0V (nane gialle; le
coordinate sono: a: 15h 44m 22s; d:
+15° 17’ 59”). Questo gruppo mostra lo stesso moto proprio di b
Ser, dimostrando di esserle fisicamente connesso. La separazione dalla primaria
di 1,642” indica una distanza effettiva di oltre 50.000 UA. L’intero gruppo,
a sua volta, mostra lo stesso moto nello spazio di Sirio. Poco più di 1° ad
est-sudest di b c’é la bella
variabile a lungo periodo R Ser, una delle più interessanti per gli strumenti
amatoriali.
Si tratta di un sistema multiplo (ABCD) i cui due membri principali, di magnitudine 4,2 e 5,2 furono scoperti da F. G. W. Struve nel 1833. Le altre due sono di magnitudine 14,7 e 15,0, poco interessanti per gli astrofili. Vedi il grafico dell’orbita (periodo oltre 3.000 anni). La primaria é anche una variabile del tipo d Scuti, con ampiezza di variazione 0,05 magnitudine e periodo 0,134 giorni.
Al contrario di Unukalhai, h
Ser si trova nella metà orientale della costellazione (Serpens Cauda). Viene
riportata una compagna (probabilmente soltanto ottica, V: 12,10) scoperta da F.
G. W. Struve nel 1836. Sia la primaria che la compagna sono binarie ad
eclisse. La mappa che mostriamo invita all’osservazione dell’elusivo
piccolo globulare NGC6535, una vera sfida per i telescopi amatoriali (V: 10,6;
Ø: 3’); inoltre la sua classificazione (Shapley) é XI, cioè estremamente poco denso: occorrono dunque aperture di
tutto rispetto e cieli veramente bui. Se ci sono le condizioni, localizzarlo non
é difficile: basta salire da h
Ser di poco meno di 3° in declinazione (fino all’equatore celeste) e poi
andare verso ovest per 4,5°.
Il
nome probabilmente le deriva da un termine arabo che significa Serpente:
la stella rappresenta la punta
della coda del Serpente. E’ una bella doppia per piccoli strumenti (scoperta
da F. G. W. Struve nel 1822), e già un buon binocolo é in grado di separarla. I
due membri sono separati di 22” ed hanno magnitudini individuali 4,62 e 4,98.
La più brillante tra le variabili a lungo periodo del Serpente (tipo
Mira),
e la sola che abbia raggiunto, almeno in un’occasione, la visibilità ad
occhio nudo. Si trova 1,2° ad est-sudest dalla b
Ser,
per la precisione quasi a metà strada tra b e g
e appena 25’ a sud della linea ideale che unisce queste due stelle.
Come si vede nella mappa, si trova vicino al confine tra Serpente e Sagittario, a meno di 3° sia da M16 che da M17. La stella fu scoperta nel 1907 da A. J. Cannon ad Harvard, e fu catalogata sul momento come binaria ad eclisse, con un periodo di 14,1 giorni. Ma le irregolarità della sua curva di luce ne fanno un oggetto decisamente difficile da inquadrare. I primi studi accurati sulla stella, nel 1927, mostrarono variazioni ed irregolarità veramente stupefacenti: non soltanto si trovarono ben due minimi secondari tra le eclissi principali, ma la curva di luce del sistema mostra variazioni irregolari e cambiamenti della profondità dei minimi assolutamente impredicibili. Lo studio dello spettro della stella, portato avanti per un periodo di 9 anni, mostrò caratteristiche simili a quelle delle cefeidi. Secondo S. Gaposchkin, che effettuò nel 1937 un accurato studio su una gran quantità di lastre raccolte ad Harvard per un periodo di una quarantina d’anni, W Ser mostra tre tipi di variazioni: è una binaria a eclisse con un’ampiezza di variazione di circa 0,9 magnitudini ed un periodo medio di 14,15326 giorni; presenta poi delle variazioni intrinseche di corto periodo con un’ampiezza di circa 0,2 magnitudini ed un periodo medio che è uguale, o è esattamente la metà, del periodo dell’eclisse; inoltre ha delle fluttuazioni di lungo periodo, con un’ampiezza di circa 0,6 magnitudini e un periodo di circa 270 giorni. E’ evidente dunque che almeno una delle componenti del sistema deve essere intrinsecamente variabile; qualcuna delle variazioni irregolari può essere dovuta all’interazione fra le stelle e un involucro di gas e polveri che le avvolge. Gli studi più recenti fanno pensare che si tratti di un sistema simile a quello di b Lyrae.
Si
tratta di una particolare variabile, classificata generalmente come nova
lenta, anche se alcuni studiosi hanno
messo in dubbio che possa effettivamente trattarsi di una vera nova.
La stella si trova circa 1° nord-nordovest dalla 56 Serpentis, e circa 6°
sud-sudovest dalla celebre nova ricorrente RS Ophiuchi. Fu scoperta
indipendentemente da Wolf in Europa e da Barnard a Yerkes. Fu notata dapprima
come una stella di magnitudine 13,9 in una lastra ripresa nel luglio 1909: in
lastre precedenti, che registravano fino a magnitudine 16, essa non compariva.
Aumentò di splendore lentamente, raggiungendo magnitudine 11 nel 1910, e nel
1913 toccò la 9a magnitudine. Quindi, mantenne questo splendore per
più di dieci anni. Altrettanto lentamente incominciò a indebolirsi: nel 1930
era di magnitudine 10, nel 1935 era scesa ad 11, nel 1940 a 14. Dal 1963 la
stella ha declinato ulteriormente, tornando all’originale magnitudine 16. Secondo C. P. Gaposchkin le caratteristiche spettrali di RT Ser mostrano i
caratteri essenziali della nova, anche se questi sono realmente divenuti
evidenti abbastanza tardi nella storia della stella: soltanto dopo che era
ridiscesa alla 14a magnitudine. Ma forse la caratteristica più
bizzarra di questa stella sta nella completa assenza di un’elevata velocità
di espansione: le velocità radiali rilevate sono sempre risultate positive, con
una recessione di circa 100 km/s. Una tipica nova mostra delle linee spettrali
con un marcato blue shift che rivela l’eiezione di materia a velocità di
molte centinaia di km/s. RT Ser è l’unica nova che non mostri tale
caratteristica. E allora: stiamo parlando di una vera nova, o di qualche altro
tipo di esplosione stellare, magari di uno di quegli eventi da cui originano le
nebulose planetarie? |
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