Triangulum - Tr. Australe
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Triangulum

Nome italiano: 

Abbreviazione:

Estensione:

 

Mappa (link esterno)

Triangolo  

Tri  

132° quadrati circa
a: da 1h 31m a 2h 51 m circa  
d
: da +25° 40’ a +37° 25’ circa

Il Triangolo si trova al confine sudest di Andromeda e ad ovest di Perseo. E’ una piccola costellazione, ma ben visibile nei cieli autunnali. Povera di oggetti cospicui, ne annovera però uno di grandissima importanza: la galassia spirale M33, una delle grandi spirali più vicine e quindi più ricche di informazioni da cui estrapolare conoscenze sulla natura delle galassie in genere e della nostra in particolare.

La costellazione ha origini antiche, e una delle leggende che la riguardano è legata alla Sicilia: i poeti greci dicevano che Zeus aveva assegnato un posto nei cieli all’isola dalla forma triangolare.

Altre storie legavano il Triangolo alla forma triangolare del delta del Nilo, gli astronomi ebraici gli dettero il nome di uno strumento musicale di forma triangolare. Nel sec. XVII Hevelius introdusse nella costellazione un secondo triangolo più piccolo, incrociato con quello maggiore, che si vede in alcune carte astronomiche del tempo.

Le stelle Le nebulae

 


 

Le Stelle

 

a (alfa) Tri

Caput Trianguli

a: 01h 53m 04,9s; d: +29° 34’ 44”; p: 0,05087”; V: 3,42; MV: 1,9; spettro: F6IV; B-V: 0,49; m: +0,01382”/-0,23369”; VR: -16,2 km/sec.; d: 64 a. l.; luminosità: 13; altre denominazioni: 2 Trianguli; HIP 8796; HD 11443; HR  544; SAO  74996.

La stella ha un paio di deboli compagne piuttosto distanti e probabilmente soltanto ottiche. Inoltre è una binaria spettroscopica con periodo 1,73652 (Burnham).

 

b (beta) Tri

a: 02h 09m 32,6s; d: +34° 59’ 14”; p: 0,02624”; V: 3,00; MV: 0,0; spettro: A5III; B-V: 0,04; m: +0,181602”/-0,03913”; VR: +9,9 km/sec.; d: 124 a. l.; luminosità: 75; altre denominazioni: 4 Trianguli; HIP 10064; HD 13161; HR  622; SAO  55306.

E’ una binaria spettroscopica con un periodo di 31,3884 giorni.

 

i (iota) Tri

a: 02h 12m 22,3s; d: +30° 18’ 11”; p: 0,01068”; V: 4,94; spettro: F5V comp SB; m: -0,07481”/-0,06107”; VR:
-18 km/sec.; d: 300 a. l.; luminosità: 75; altre denominazioni: 6 Trianguli; TZ Triangoli; HIP 10280; HD 13480; HR  642; SAO  55347; ADS  1697.

Bella stella doppia con un accattivante contrasto di colori. Probabilmente fu osservata per la prima volta da W. Herschel nel 1781. Gli spettri individuali delle due stelle sono, secondo il Bright Star Catalogue, G5III e F5V. Le due stelle differiscono di 1.4 magnitudine e sono separate di poco meno di 4”. Entrambe sono binarie spettroscopiche: la primaria ha un periodo di 14,732 giorni, la compagna di 2,2365 giorni.

 


 

Le Nebulae

 

M33

NGC598

(Galassia spirale) a: 01h 33m 50,9s; d: +30° 39’ 37”; PA: 23°; tipo: Sc II-III; V: 5,7; B-V: 0,55; Ø: 73,0’ x 45,0’; d: 0,7 Mpc; VR: -180 km/sec.

Immagini sul web: UmontrealORSA (Palermo); GAST (Arquata Scrivia, AL); 

 

M33 si trova nella regione più occidentale della costellazione, al confine con Andromeda, a circa 14° sudest di M31, ed a un po’ meno di 7° sudest dalla brillante stella b Andromedae.

M33 è, con M31 e la nostra Via Lattea (e Maffei 2, visibile soltanto in luce infrarossa perché celata dal mezzo interstellare), uno dei membri più imponenti  del cosiddetto gruppo locale di galassie.

La prospettiva sotto cui possiamo osservarla (praticamente la linea d’osservazione coincide con il suo asse di rotazione) la rende estremamente debole: pertanto, essa può essere osservata ad occhio nudo soltanto in condizioni di seeing eccezionalmente favorevoli. Splendida in un buon binocolo, può essere difficilissima da vedere in un telescopio il cui rapporto d’apertura (f/) non sia adatto ai bassi ingrandimenti. Quest’oggetto, così evanescente, richiede sempre il massimo della luminosità, e quindi il minimo degli ingrandimenti.

Mentre non si può dire che M33 dia grandissime soddisfazioni nell’osservazione visuale, può darne di enormi nel campo dell’astrofotografia, sia professionale che amatoriale. Sono innumerevoli i particolari diversi su cui ci si può concentrare, dalle evanescenti regioni periferiche a quelle più brillanti centrali, ai luminosi ammassi stellari, alle rossastre nebulose ad emissione.

Visualmente, i migliori risultati si ottengono, piuttosto che con un telescopio, con un buon binocolo: Burnham consiglia un 20 x 70, ma dai suoi tempi ne é passata di acqua sotto i ponti: oggi sono disponibili, con una spesa tutto sommato non proibitiva, i 20 x 100, che danno ben altre soddisfazioni. E, ad un costo molto più modesto, e anch’essi incommensurabilmente migliori dei 20 x 70, gli 11 x 70 moderni, dotati di prismi Bak 4.

La tradizione attribuisce a Messier la scoperta di M33; l’astronomo francese l’avrebbe scoperta il 25 agosto 1764, così descrivendola nel famoso catalogo: “ Nebulosa scoperta tra la testa del Pesce boreale e il grande Triangolo, a poca distanza da una stella di 6a magnitudine: la nebulosa é di una luce biancastra, d’una densità  pressoché uguale, ma un po’ più luminosa a due terzi del suo diametro, e non contiene stelle. La si vede con difficoltà con un ordinario telescopio da un piede. La sua posizione é stata determinata in base ad a Trianguli. Rivista il 27 settembre 1780..”

E’ mia convinzione che M33 sia stata scoperta anteriormente al 1654 da G. B. Hodierna, che la descrive come “Quae iuxta Triangulum, vel hinc inde duplex”, cioè come “Quella vicino al Triangolo, doppia, o (che va) da una parte all’altra (del Triangolo, N.d.T.)”. Doppia e da una parte all’altra (espressione che Hodierna adopera in un’altra occasione per indicare lo stesso, e soltanto lo stesso, oggetto) perché associata da Hodierna ad NGC752, ammasso aperto che si trova in posizione perfettamente simmetrica in relazione ad M33 ed alla figura principale della costellazione del Triangolo, come si può facilmente osservare nella mappa. Dunque, secondo noi, Hodierna ha scoperto anche NGC752.

 

NGC925

(Galassia spirale) a: 02h 27m 16,8s; d: +33° 34’ 41”; PA: 115°; tipo: S(B)c II-III; V: 10,1; B-V: 0,59; N: 1; Ø: 13,0’ x 8,0’; d: 9,4 Mpc; VR: +554 km/sec.

Immagine sul web.

Movendo da g Tri, spostarsi esattamente di 10 minuti in ascensione retta verso est, e quindi scendere di 15’ verso sud in declinazione: ed ecco trovata la nostra galassia: purché disponiamo di un telescopio dall’apertura generosa (anche 200 mm non ci daranno molte soddisfazioni) e di un cielo veramente ideale. Malgrado infatti la magnitudine possa non sembrare proibitiva, dobbiamo pensare che è dispersa su una superficie piuttosto estesa. L’oggetto è grande ma estremamente debole, adatto alla fotografia a lunga posa più che all’osservazione visuale. Poco più di 1° ad ovest-sudovest c’è una piccola galassia ellittica NGC890. E’ di magnitudine 11,5 e dimensioni 2,9’ x 2,3’.

 


Triangulum Australe

Nome italiano:          

Abbreviazione:          

Estensione:    

 

Le stelle

Triangolo Australe  

TrA

110° quadrati circa
a: da 14h 55m a 17h 13m circa  
d: da -60° a -70° circa

Mappa (link esterno)

E’ una piccola costellazione, ma ben visibile grazie all’elevato splendore delle sue stelle a (Atria, arancione, magnitudine 1,92), b (bianca, magnitudine 2,85) e g (bianco-azzurra, magnitudine 2,89).

La facilità di riconoscerla ne ha fatto uno dei riferimenti più importanti per l’orientamento nei mari del sud: pare che il primo a nominarla sia stato Amerigo Vespucci nel 1503, ma la costellazione non compare sugli atlanti stellari prima del ‘600.

 


   

Le Stelle 

 

a (alfa) TrA

Atria

a: 16h 48m 39,9s; d: -69° 01’ 40”; p: 0,00785”; V: 1,91; spettro: K2IIb-IIIa; B-V: 1,45; m: +0,04987”/-0,03292”; VR: -3,3 km/sec.; d: 415 a. l.; luminosità: 2.200; altre denominazioni: HIP 82273; HD 150798; SAO 253700; HR 6217.

b (beta) TrA

a: 15h 55m 08,5s; d: -63° 25’ 50”; p: 0,08124”; V: 2,83; MV: 2,3; spettro: F2III; B-V: 0,31; m: -0,42131”/-0,40192”; VR: +0.4 km/sec.; d: 40 a. l.; luminosità: 9; altre denominazioni: HIP 77952; HD 141891; SAO 253346; HR 5897.

La cefeide S TrA si trova a soli 40’ circa est-sudest da questa stella.

 

g (gamma) TrA

a: 15h 18m 54,6s; d: -68° 40’ 46”; p: 0,01785”; V: 2,87; MV: 1,2; spettro: A1V; B-V: 0,01; m: -0,18285”/-0,03200”; VR: -3,0 km/sec.; d: 183 a. l.; luminosità: 180; altre denominazioni: HIP 74946; HD 135382; SAO 253097; HR 5671.



[1] Variabili nane di tipo spettrale tra dKe e dMe con righe in emissione, che mostrano variazioni di luce quasi regolari con periodi che vanno dalle poche ore ai 120 giorni e ampiezze nel visibile che vanno dai centesimi ai 5 decimi di magnitudine.  La variabilità è causata dalla rotazione assiale di una stella con un grado variabile di difformità dello splendore superficiale (macchie) e dell’attività cromosferica. Alcune di queste stelle mostrano anche dei brillamenti (flares) simili a quelli delle stelle del tipo UV Ceti (vedi scheda), e in questi casi sono di tipo spettrale più avanzato e sono considerate variabili eruttive.

 

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