Ursa Major
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Nome italiano:

Abbreviazione:

Estensione:

Orsa Maggiore

UMa

1280° quadrati circa
a: da 8h 30m a 12h 10m circa
d: da +28° a +72° circa

 

L’Orsa Maggiore é la costellazione più illustre del nostro emisfero, nota a chiunque anche col nome di Gran Carro. Immortalata dai versi di grandi poeti (come Leopardi) e da quadri di grandi pittori (come Van Gogh), l’Orsa Maggiore domina i nostri cieli e il nostro immaginario addirittura da millenni. 

Le stelle

Le nebulae

La costellazione

Foto AIDA (Ragusa)

Mappa (link esterno)

Il Gruppo di M81

Un Quasar per aperture da 400 mm.

Probabilmente, i Fenici furono i primi a far uso delle due costellazioni (Orsa Maggiore e Orsa Minore) nella navigazione, dato lo splendore delle stelle della Maggiore, così importanti per la localizzazione di altre meno cospicue, quali quelle dell’Orsa Minore, e della Polare in particolare. 

Ciò malgrado, é difficile capire come mai i nostri progenitori abbiano visto in quelle stelle la sagoma di un Orso, soprattutto per quel che riguarda le stelle che ne rappresentano la coda: mai nessun orso al mondo, certamente, ha avuto una coda di quelle proporzioni!

L’Orsa Maggiore secondo una leggenda é connessa con la nascita di Zeus (Giove) insieme con la più piccola Orsa Minore. Secondo questo mito, la Grande Orsa sarebbe la ninfa degli alberi Adrasteia. Secondo un’altra leggenda, la Grande Orsa rappresenta uno dei grandi amori di Zeus, Callisto, la figlia del re Licaone di Arcadia. Callisto amava molto cacciare, e si univa al seguito di Artemide (Diana), la dea della caccia. Callisto divenne la favorita di Artemide, e le fece voto di castità.

Durante una visita alla Terra, Zeus s’imbatté nella bellissima Callisto (il nome, in Greco, significa appunto “Bellissima”) che dormiva in un boschetto. Le si avvicinò nelle sembianze di Artemide. Stringendola al petto le si rivelò per quel che era ed ottenne ciò che voleva malgrado la resistenza della fanciulla. Come risultato dell’incontro, Callisto rimase incinta. Artemide si infuriò e scacciò la fanciulla.

Callisto partorì un figlio, che fu chiamato Arcade. La povera Callisto divenne bersaglio della collera della gelosa Hera (Giunone), la sposa di  Zeus. Hera trasformò la povera Callisto in un’orsa. Per quindici anni Callisto vagò per i boschi in forma di orsa. Adesso la cacciatrice Callisto era essa stessa una preda inseguita dai cacciatori. Un giorno, casualmente, essa incontrò il figlio, ormai cresciuto al punto che egli stesso si dilettava di cacciare per i boschi. Arcade avrebbe voluto colpire l’orsa con la propria lancia, ma Zeus intervenne, mandando sulla Terra un turbine che portò entrambi, Arcade e l’orsa, in cielo; così Callisto divenne la costellazione dell’Orsa Maggiore, ed Arcade quella di Bootes. Hera si prese l’ultima vendetta con l’ordinare che l’Orsa in cielo non potesse mai bagnarsi nelle fredde acque del nord. Così l’Orsa non tramonta mai (almeno alle latitudini alle quali vivevano i narratori dei miti greci).

Incredibilmente, anche tra i pellirosse d’America la costellazione rappresenta un orso.

L’Orsa Maggiore, ricca come sappiamo di stelle estremamente brillanti, non è avara neppure di oggetti celesti: contiene diverse belle galassie ed altri affascinanti oggetti, come la Owl Nebula, la Nebulosa Gufo, una delle quattro nebulose planetarie incluse nel Catalogo Messier.

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