Probabilmente, i Fenici furono i primi a far uso delle due costellazioni (Orsa Maggiore e Orsa Minore) nella navigazione, dato lo splendore delle stelle della Maggiore, così importanti per la localizzazione di altre meno cospicue, quali quelle dell’Orsa Minore, e della Polare in particolare. Ciò malgrado, é difficile capire come mai i nostri progenitori abbiano visto in quelle stelle la sagoma di un Orso, soprattutto per quel che riguarda le stelle che ne rappresentano la coda: mai nessun orso al mondo, certamente, ha avuto una coda di quelle proporzioni! L’Orsa Maggiore secondo una leggenda é connessa con la nascita di Zeus (Giove) insieme con la più piccola Orsa Minore. Secondo questo mito, la Grande Orsa sarebbe la ninfa degli alberi Adrasteia. Secondo un’altra leggenda, la Grande Orsa rappresenta uno dei grandi amori di Zeus, Callisto, la figlia del re Licaone di Arcadia. Callisto amava molto cacciare, e si univa al seguito di Artemide (Diana), la dea della caccia. Callisto divenne la favorita di Artemide, e le fece voto di castità. Durante una visita alla Terra, Zeus s’imbatté nella bellissima Callisto (il nome, in Greco, significa appunto “Bellissima”) che dormiva in un boschetto. Le si avvicinò nelle sembianze di Artemide. Stringendola al petto le si rivelò per quel che era ed ottenne ciò che voleva malgrado la resistenza della fanciulla. Come risultato dell’incontro, Callisto rimase incinta. Artemide si infuriò e scacciò la fanciulla. Callisto
partorì un figlio, che fu chiamato Arcade. La povera Callisto divenne bersaglio
della collera della gelosa Hera (Giunone), la sposa di
Zeus. Hera trasformò la povera Callisto in un’orsa. Per quindici anni
Callisto vagò per i boschi in forma di orsa. Adesso la cacciatrice Callisto era
essa stessa una preda inseguita dai cacciatori. Un giorno, casualmente, essa
incontrò il figlio, ormai cresciuto al punto che egli stesso si dilettava di
cacciare per i boschi. Arcade avrebbe voluto colpire l’orsa con la propria
lancia, ma Zeus intervenne, mandando sulla Terra un turbine che portò entrambi,
Arcade e l’orsa, in cielo; così Callisto divenne la costellazione dell’Orsa
Maggiore, ed Arcade quella di Bootes. Hera si prese l’ultima vendetta con
l’ordinare che l’Orsa in cielo non potesse mai bagnarsi nelle fredde acque
del nord. Così l’Orsa non tramonta mai (almeno alle latitudini alle quali
vivevano i narratori dei miti greci). Incredibilmente, anche tra i pellirosse d’America la costellazione rappresenta un orso. L’Orsa Maggiore, ricca come sappiamo di stelle estremamente brillanti, non è avara neppure di oggetti celesti: contiene diverse belle galassie ed altri affascinanti oggetti, come la Owl Nebula, la Nebulosa Gufo, una delle quattro nebulose planetarie incluse nel Catalogo Messier. |
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