Al-Sûfi (903-986 D. C.) è il nome con cui viene comunemente indicato Abd-al-Raman Bin Omar Bin Muhammad Bin Sahl Abu’l-husain Al-Sûfi al-Râzi, astronomo di corte del potentissimo principe Adhad al-Daulat, che regnò alla fine del primo millennio della nostra era su un vasto territorio comprendente la maggior parte degli attuali Iran e Iraq.

Al-Sûfi, seguendo la corte nei suoi frequenti spostamenti, effettuò le sue osservazioni astronomiche da diverse località quali Shiraz, Basra, Baghdad e altre nel sud dell’Iran.

Il "Libro delle Stelle Fisse" è il suo solo lavoro che ci sia pervenuto integro, ma ci rimangono diversi frammenti di altre sue opere, comprese le istruzioni per l’uso dell’astrolabio e di altri strumenti.

Il Libro delle Stelle Fisse è basato sull’Almagesto di Tolomeo; egli ricalcolò le posizioni delle stelle per l’epoca 964 D. C. e aggiunse dei commenti ai nomi delle stelle e delle costellazioni.

Al-Sûfi incluse nel Libro delle Stelle Fisse cinque delle sette nebulae di Tolomeo (mancano l’ammasso della Chioma di Berenice e un asterismo, il "Ginocchio del Cigno"); ma ne aggiunse tre nuove, la più importante delle quali è certamente la "piccola nube" in Andromeda: M31, che non sarebbe stata osservata in Europa fino al 1612. L’astronomo persiano indica anche, sempre chiamandolo "piccola nube", un altro oggetto, che è stato più volte considerato una "nebula" anche in seguito, ma che è soltanto un asterismo formato da un gruppetto di stelle che includono 4 e 5 Vulpeculae. Quest’oggetto viene designato oggi con la sigla CR399, e viene spesso chiamato anche "Al-Sûfi’s Nebula" o "Briocchi’s Cluster". Il terzo oggetto nebuloso proposto per la prima volta nel Libro delle Stelle Fisse: "... sopra la 37a stella [d Navis], a distanza di un cubito, vi è una stella nebulosa" (si tratta di IC2391).

Sappiamo che Al-Sûfi, inoltre, fece osservazioni finalizzate alla determinazione dell’esatta lunghezza dell’anno solare, provò a misurare l’estensione lineare di un grado di meridiano alla latitudine di Shiraz, e costruì un globo celeste in argento per il principe Adhad al-Daulat, di cui si sa che si trovava al Cairo nel 1043.