Antoine Darquier (1718-1802) scoprì, durante le sue osservazione della cometa del 1779, la "Ring Nebula", M57. La sua descrizione dell’oggetto: "molto piccola, ma perfettamente delineata: ha le dimensioni di Giove, e assomiglia ad un evanescente pianeta." Questa sembra essere la prima associazione degli oggetti di questo tipo con i pianeti; il termine "nebulosa planetaria", comunque, è stato certamente coniato da Herschel qualche anno più tardi.

La cometa del 1779 (scoperta da Bode il 6 gennaio nella Vulpecula e riscoperta indipendentemente da Messier il 18 dello stesso mese) è associata ad altre importanti scoperte. Barnaba Oriani (1752-1832) fu direttore dell’Osservatorio di Brera e grande amico di Piazzi. Oltre a calcolare per primo l’orbita di Urano, che era stato scoperto da poco da Herschel, egli scoprì, durante le osservazioni della cometa del 1779, tre nuove nebulae nella costellazione della Vergine: si trattava di M60 (scoperta il 12 aprile 1779), M49 (22 aprile 1779) ed M61 (5 maggio 1779). Sono tutte e tre galassie, ellittiche le prime due e spirale la terza.

Johann Gottfried Koehler (1745-1801), che fu segretario della Società Astronomica di Leipzig dal 1771 al 1776, fu un accanito osservatore, e nel 1780 compilò un catalogo di 20 nebulose e ammassi stellari che fu pubblicato da Bode nel Astronomisches Jahrbuch del 1782. Egli fu il primo ad osservare l’ammasso galattico M67 nel Cancro e, seguendo la cometa del 1779, fece una riscoperta indipendente di M59 ed M60.

Con Koehler, in effetti, ci siamo spinti cronologicamente oltre Messier, che dal punto di vista storico è il punto focale di questa rassegna. Ma, proprio per questo, del Catalogo Messier parleremo più dettagliatamente nei prossimi capitoli.