|
|
|
Linvenzione del telescopio, e il suo uso in astronomia, produssero effettivamente un rapido incremento nella quantità di nebulae scoperte; ma, paradossalmente, in pratica non se ne accorse nessuno: Giovan Battista Hodierna (1597-1660), astronomo siciliano discretamente noto ai suoi tempi ma presto immeritatamente dimenticato, pochi decenni dopo linvenzione del telescopio osservò con il suo strumento tutte le nebulae che erano note al suo tempo e che si potevano osservare sullorizzonte di Palma di Montechiaro in provincia di Agrigento (e cioè tutte allinfuori delle due Nubi di Magellano); e ne scoprì, come vedremo più avanti, molte altre, che catalogò (senza mancare peraltro di inserirle in uninteressante teoria cosmologica) in un opuscolo che venne pubblicato a Palermo nel 1654; ma lopera dellastronomo siciliano era troppo in anticipo sui tempi, e giacque dimenticata per oltre tre secoli finché alcuni studiosi palermitani non lo riportarono alla luce restituendo allAutore, benché in ritardo, il meritato riconoscimento. Hodierna non fu grande scienziato (ricorda semmai il classico erudito tardorinascimentale), piuttosto fu un eccezionale osservatore e un accanito cercatore di comete. E, come Messier, probabilmente si interessò alle nebulae proprio per il loro aspetto che, non fosse per lassenza di movimento rispetto allo sfondo di stelle fisse, rischia di farle confondere con le comete. Il "De Admirandis Coeli Characteribus" di Giovan Battista Hodierna è, in effetti, il primo tentativo in assoluto di catalogazione sistematica degli oggetti celesti non stellari. Se si pensa alle pochissime nebulae note al suo tempo, e al fatto che la maggior parte di quelle ritenute tali non fossero in realtà che asterismi, risulta incredibile la quantità di voci inserite nel catalogo di Hodierna: più di 40, e almeno la metà di esse vere nebulae. Come mai unopera come il De Admirandis... rimase completamente ignorata? I motivi, probabilmente, sono più duno, legati alcuni al relativo isolamento dellastronomo siciliano e ad una certa contraddittorietà delle sue posizioni dottrinarie, che da un lato (a causa della sua adesione alla filosofia atomista) ne facevano una figura scomoda per gli ambienti tradizionalisti (anche se poteva godere di buone amicizie presso i gesuiti di Palermo), dallaltro gli attiravano la condiscendenza dei più moderni (per il suo rifiuto del copernicanesimo: era un convinto tychoniano). Ma, probabilmente, la causa principale delloblio in cui cadde la sua opera fu la sua assoluta precocità: linteresse per quegli oggetti, nel XVII secolo, era in pratica inesistente. Poiché la notorietà di Hodierna non è assolutamente proporzionata rispetto alla sua importanza storica, nel quadro di una storia della scoperta delle nebulae, ho pensato valesse la pena di parlarne più estesamente, e di dedicargli un'intera sezione.
|