La spedizione dell’abbate Nicholas-Louis de la Caille (o Lacaille, docente di matematica e astronomia al Collège Mazarin, 1713-1762) al Capo di Buona Speranza fu uno degli eventi più prodighi di benefiche ricadute in tutta la storia dell’astronomia. In poco meno di due anni, dal 19 aprile 1751 all’8 marzo 1753, egli fece osservazioni tese alla determinazione della parallasse lunare (contemporaneamente, il suo pupillo Jerome de Lalande effettuava osservazioni simultanee a Berlino), determinò la longitudine del suo osservatorio a Capetown, la lunghezza del meridiano tra Capetown e Klipfontein e, soprattutto, le accurate posizioni di 9776 stelle dell’emisfero australe. In aggiunta a ciò, osservò e catalogò ben 42 nebulose e ammassi stellari, la maggior parte dei quali erano scoperte originali.

Il catalogo stellare di Lacaille non fu pubblicato che un anno dopo la sua morte; quello delle nebulae, Sur les étoiles nébuleuses du Ciel Austral, fu pubblicato come Mémoire dell’Académie Royale des Sciences nel 1755 (il volume relativo al 1755 fu però pubblicato nel 1765). De Chéseaux aveva diviso le nebulae in nebulose e ammassi stellari; Lacaille compilò un catalogo di 42 oggetti nebulosi, di 8 dei quali si pensa siano inesistenti (benché Vehrenberg abbia dato un numero NGC ad uno di essi). Lacaille classificò i suoi oggetti in 3 categorie, e cioè:

  1. Lac I: Nebulose

  2. Lac II: Ammassi stellari nebulosi

  3. Lac III: Stelle nebulose

La spedizione al Capo di Buona Speranza di Lacaille fu estremamente fruttuosa, come già detto, per molti versi. E, in particolare, lo fu proprio nel campo della scoperta e della classificazione degli oggetti nebulari; a parte w Centauri, scoperta da Halley a Sant’Elena nel 1676, le nebulae di declinazione così meridionale erano praticamente sconosciute (la più meridionale era M7, l’ammasso di Tolomeo; Hodierna aveva osservato NGC6231, che si trova a circa -42° ed NGC2451 a -38°, ma, come sappiamo, la sua opera era caduta nell’oblio). Il lavoro di Lacaille portò il totale delle nebulae note da 35 (escludendo, ovviamente, quelle di Hodierna) a 59. Alla fine della sua Mémoire, inoltre, Lacaille menziona un ultimo, rimarchevole oggetto che non cataloga tra le "Étoiles nébuleuses", dato il suo aspetto del tutto inconsueto (gli sembra piuttosto un vuoto trale stelle), ma che gli appare comunque degno di menzione: si tratta, senza dubbio, del "Sacco di Carbone".

Precisiamo subito che la classificazione di Lacaille non corrisponde alle effettive proprietà degli oggetti; d’altra parte, gli strumenti di modeste dimensioni di cui Lacaille disponeva non potevano permettergli di più. Il catalogo fu compilato durante i due anni del suo soggiorno al Capo di Buona Speranza, tra il 1751 e il 1752. Originariamente fu pubblicato con il titolo "Sur les etoiles nebuleuses du ciel Austral" (sulle Nebulose del Cielo Australe) nelle Memorie dell’Accademia Reale delle Scienze di Parigi, nel 1755, e ripubblicata insieme al Catalogo Messier in "Connaissance des Temps", sia con la seconda versione del 1780 che nella versione finale in "Connaissance des Temps" del 1781.