Guillaume-Joseph-Hyacinthe-Jean-Baptiste Le Gentil de la Galazière (1725- 1792) fu pupillo di Delisle al Collège de France, e più tardi divenne assistente di Jacques Cassini all’Osservatorio di Parigi. A soli 27 anni divenne membro dell’Académie Royale des Sciences.

Il suo interesse per le nebulae lo portò alla scoperta, nel 1749, di M32, la galassia ellittica compagna della grande Nebulosa di Andromeda. Nello stesso periodo osservò, per primo, la nebulosità di M8, la Lagoon Nebula, e "riscoprì" (erano già stati osservati circa un secolo prima da Hodierna, ma non lo sapeva nessuno) due dei tre ammassi stellari nell’Auriga, M36 ed M38 (M37, anch’esso già osservato da Hodierna, sarà riscoperto da lì a qualche anno da Messier.

I due documenti di Le Gentil sulle nebulae rivelano uno straordinario interesse dell’autore per l’osservazione di questi oggetti, e dimostrano la sua grande conoscenza della maggior parte di quelli che erano noti al suo tempo. Purtroppo, le sue ricerche in questo campo furono precocemente interrotte nel 1760, quando intraprese una spedizione in India in vista del transito di Venere che sarebbe avvenuto nel giugno dell’anno seguente. La sua destinazione era la colonia francese di Pondicherry; ma la Francia era allora in guerra con la Gran Bretagna, e il blocco navale inglese gli impedì di documentare quell’evento; dato che ci sarebbe stato un altro transito da lì a otto anni, Le Gentil decise di prolungare il suo viaggio fino al 1769, e trascorse gli otto anni seguenti a navigare tra gli oceani Indiano e Pacifico in attesa del transito successivo, che si ebbe appunto il 3 giugno 1769. Ma in quest’occasione ci pensarono le nuvole a negargli l’osservazione dell’agognato evento, e la delusione fu tale da far perdere a Le Gentil ogni interesse per l’esercizio dell’astronomia. Da allora rinunciò del tutto alle osservazioni, rifugiandosi invece nello studio dell’antica astronomia indù e caldea (14).

In ogni modo, le due Memorie pubblicate nel 1755 e nel 1759 per l’Académie Royale des Sciences bastano a garantirgli un posto di prima fila nella storia della scoperta delle nebulae. 


(14) La frustrazione di Le Gentil per aver mancato due volte il transito di Venere è del tutto comprensibile. Questo è un evento che si verifica solo una o due volte in un secolo, e molti astronomi non hanno mai avuto, nella loro vita, neppure un transito: in questo secolo, per esempio, non se n’è verificato alcuno (l’ultimo risale al 1882), mentre ce ne saranno due ravvicinati (come al tempo di Le Gentil) nel 2004 e nel 2012. Il primo transito di Venere atteso da Le Gentil veniva 122 anni dopo il primo mai osservato al telescopio, che si era verificato il 24 novembre 1639; in quell’occasione, il transito fu osservato, per quel che ne sappiamo, soltanto da due persone: il geniale e giovanissimo (vent’anni appena) curato Jeremiah Horrocks, che l’aveva previsto e calcolato, a Preston (a nord di Manchester e Liverpool); e il suo amico William Crabtree, anche lui appassionato di astronomia, che era stato informato dallo stesso Horrocks. Abbiamo il resoconto dell’evento lasciatoci dal giovane curato, che morì improvvisamente a ventidue anni appena compiuti. <-