Un altro illustre astronomo che sul finire del Medio Evo compilò un importante catalogo stellare è il Tartaro Ulugh Begh (1394-1449), nipote del grande Tamerlano. Egli fondò un osservatorio astronomico a Samarcanda, e, con un grande quadrante, ricalcolò le posizioni delle stelle dell’Almagesto per l’epoca 1437. Il catalogo stellare di Ulugh Begh, molto usato nel mondo arabo per più di due secoli, comprendeva 6 oggetti definiti "nebulosi": si tratta degli stessi elencati da Tolomeo, con la sola esclusione dell’asterismo nel "Ginocchio destro del Cigno", la voce n° 175 dell’Almagesto. 

E’ strano che, sebbene Ulugh Begh dimostri di conoscere Il Libro delle Stelle Fisse, tanto da seguirne molto strettamente le descrizioni delle costellazioni, tuttavia non registri nessuna delle "nuove nebulae" aggiunte da Al-Sûfi.