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Blue Stragglers
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L’origine
e l’evoluzione delle “blue stragglers”, scoperte negli anni
‘50 da Alan Sandage nell’ammasso globulare M 3, hanno sempre
rappresentato un enigma di difficile soluzione. Non era facile spiegare la
presenza di questo tipo di stelle molto luminose, calde e poco frequenti,
che risiedono in un ambiente ben stabilizzato composto da altre stelle molto
più vecchie. Grazie
al telescopio spaziale, oggi abbiamo un documento che può finalmente
aiutare a risolvere il mistero della loro origine.
Utilizzando
il Faint Object Spectrograph, rimosso dall’Hubble ancora nella seconda
missione di servizio, gli astronomi avevano analizzato lo spettro di una
singola “blue straggler”, misurandone la temperatura, il raggio
e la velocità di rotazione. Il team ha poi confrontato queste misure con la
magnitudine apparente presa dall’immagine di archivio del WF/PC2 (Wide
Field Planetary Camera 2), per ottenerne una stima della massa. I risultati
indicano che si tratta di una stella piuttosto massiccia (1.7 volte la massa
solare) con una velocità di rotazione elevata (75 volte rispetto a
quella del Sole). Per
mezzo di questi tre dati (temperatura, massa, velocità di rotazione) gli
astronomi possono ipotizzare la sua origine. Ora essi credono che le stelle
blu vagabonde derivino dall’incontro e dalla conseguente fusione di due
stelle di piccola massa. Sulle modalità dell’incontro esistono però due
diverse teorie: una di esse propone un lento incontro di due stelle
legate gravitazionalmente tra loro in un sistema binario, l’altra invece
prevede uno scenario di collisione violenta tra due stelle che, casualmente,
avevano traiettorie incidenti all’interno del denso nucleo dell’ammasso
globulare. Nel
caso della particolare stella blu analizzata, il team propende per la prima
teoria. Infatti in un sistema binario in cui le due stelle sono abbastanza
vicine da “toccarsi”, la più massiccia delle due “cannibalizza” la
compagna più piccola producendo una singola stella ancora più massiccia.
Si spiega in questo modo anche la notevole velocità di rotazione della
stella blu, derivata dal rapido moto orbitale del sistema binario
originale. |
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